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ASSASSINI SpA

In questi giorni, governo e alte cariche dello stato hanno commemorato i giudici morti durante gli anni di piombo, per mano del terrorismo di destra e di sinistra e il presidente Napolitano durante la cerimonia si è commosso, ha pianto. Agli operai e lavoratori che muoiono 4 al giorno, non viene riservato lo stesso trattamento. E tanto meno le lacrime di Napolitano. Perché in questo sistema è considerato legittimo il terrorismo quando è praticato dalla classe padronale, come anche il loro agire da mafiosi. Tanto è vero che il ricatto, la minaccia, il terrore, stanno alla base della condizione vissuta e subita dagli operai e lavoratori sfruttati. E questo produce a loro, morte, mutilazione, malattia, miseria ed emarginazione.
Oggi di fronte all’evidenza di una classe operaia disgregata, senza più una sua identità nè organizzazione sindacale e politica allo sbando totale; non ci ha meravigliato il fatto che Confindustria abbia mostrato tanta arroganza e spregio per la morte degli operai sul lavoro. La notizia che all’Assise di Confindustria sabato 07/05/2011 a Bergamo, la platea di imprenditori presenti ha applaudito e riservato una calorosa accoglienza ad Harald Espenhahan, l’amministratore delegato della ThyssenKrupp Italia, condannato il 15 aprile dalla Corte d’Assise di Torino a 16 anni e mezzo di reclusione per omicidio volontario, per la morte di sette operai della linea 5 di Corso Regina Margherita, Rocco Marzo, Laurino, Antonio Schiavone, Roberto Scola, Bruno Santino, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, morti bruciati vivi in seguito alle palesi violazioni delle misure di sicurezza nella fabbrica. Ad avvallare poi l’aberrante standing ovation ci ha pensato la presidente di Confindustria in persona, Emma Marcegaglia, che ha detto: “Consideriamo una condanna a 16 anni per omicidio volontario un unicum in Europa”, da dimenticare in fretta perché “potrebbe allontanare gli investimenti esteri dall’Italia e mettere a repentaglio la sopravvivenza del nostro sistema industriale”.
Emma Marcegaglia, la quale non va dimenticato è padrona di una azienda che detiene il primato in Italia, di infortuni mortali e invalidanti per i suoi operai e oltre a questo il padre è stato indagato in quanto responsabile di disastro ambientale, per smaltimento illecito di rifiuti altamente pericolosi e inquinanti. Il loro applauso ha dimostrato che la guerra di classe esiste e che tra loro i padroni sono solidali quando ci devono muovere la guerra contro. Mentre noi operai continuiamo a fare il loro gioco facendoci la guerra tra poveri, nella speranza che affogando uno, possa sopravvivere l’altro. Più lasciamo passare del tempo per incominciare a riorganizzarci, non facciamo altro che aumentare le difficoltà che già sono tantissime per poterci organizzare. Per i padroni non è sufficiente delocalizzare le fabbriche o le attività lavorative all’estero, dove oltre ai salari bassissimi, hanno tutte le possibilità di poter sfruttare la mano d’opera senza orpelli come leggi o sindacati, che si oppongono allo sfruttamento che vorrebbero attuare senza risponderne a nessuno; perché alzeranno sempre più il livello di sfruttamento. Non è una novità che i padroni possono uccidere i loro operai, e non pagare per questo una giusta condanna. Paga invece di più un operaio che se messo alla fame, ruba per mangiare. Il padrone che anni fa bruciò vivo l’operaio rumeno che chiedeva il pagamento dovutogli del suo lavoro dato, poco ha pagato è uscito di prigione molto in fretta. Siamo tornati ad essere migranti in casa, visto il ritorno di immigrazione dal sud d’Italia e il livello di ricatto al quale siamo oggi sottoposti. Ma la colpa è anche nostra perché abbiamo smesso di lottare e difendere chi era più debole. Non siamo ancora arrivati al punto che la macelleria sociale richiederebbe, per poter rialzare i saggi di profitto che vorrebbero. Per una bella guerra Mondiale, non sono ancora pronti ma si stanno attrezzando per poterla fare, stanno alzando le spese militari già da alcuni anni, ogni tanto per sfogare un po’ le contraddizioni, fanno qualche guerricciola in giro per il mondo, giusto per testare le nuove armi e accaparrarsi le fonti energetiche. Vogliamo ancora una volta lottare e morire per salvare questo sistema e la classe dei padroni per rimanere eterni schiavi? Muoviamoci e in fretta, organizziamoci, entriamo in campo in prima persona facciamo e combattiamo la nostra guerra, il nostro esercito deve essere quello della classe operaia, senza più delegare ad altri la nostra vita. Se guerra ci dovrà ancora essere che sia la nostra guerra, contro i padroni, il loro sistema, basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Mettiamo fine a tutto questo, alla miseria, allo sfruttamento, alla schiavitù moderna alla quale siamo relegati. Lottiamo una volta per tutte, per uscire da questa barbarie.
RSU SI COBAS NEW HOLLAND MODENA SI COBAS MODENA 12.05.11