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Liquidata la Cooperativa Arcolaio

Ieri pomeriggio 37 soci dell’Arcolaio hanno votato all’unanimità lo scioglimento della cooperativa di Alessandro Barbieri mentre fuori dai cancelli, sotto la neve, il sindacalista Fulvio Di Giorgio dei Cobas gridava al megafono: «Vergogna Barbieri, hai liquidato la cooperativa così questi lavoratori non prenderanno mai gli stipendi arretrati». «Liquidi – ha proseguito Di Giorgio – ma dove li hai messi i soldi guadagnati in questi anni sfruttando i lavoratori che hai preso in giro, dicendo che era Pantaeco a non pagare, ma Pantaeco sei ancora tu?!».Come ribadito dal sindacalista infatti la Cooperativa Arcolaio operava all’interno della discarica di Coste Fornaci, gestita da Pantaeco, e Barbieri è sia presidente della cooperativa che socio di Pantaeco al 10 per cento.Proprio in seguito al fermo alla discarica Pantaeco di Coste Fornaci, dopo 24 anni, la cooperativa Arcolaio aveva annunciato nei mesi scorsi la liquidazione, ma due mesi fa la riunione dei soci con all’ordine del giorno proprio lo scioglimento dell’Arcolaio andò a vuoto. Ieri sera però, i soci sono entrati, seguiti subito dopo dal notaio e nel giro di un’ora “il caso si è chiuso”. Ma per il sindacato la battaglia è ancora aperta.Di Giorgio infatti non ha intenzione di mollare. «Abbiamo già fatto la denuncia per somministrazione abusiva di manodopera – ha spiegato il sindacalista – e adesso faremo di tutto per far ottenere a questi lavoratori gli stipendi arretrati». Alla sede della cooperativa in via Gobetti ieri erano presenti 31 soci e 6 deleghe, praticamente tutti stranieri con una scarsa conoscenza dell’italiano, per un totale di 37 voti. Con la liquidazione della cooperativa, i lavoratori hanno accettato anche la cassa integrazione straordinaria che durerà per un anno, fino a dicembre 2012. La protesta del sindacato è proseguita per oltre un’ora fuori dai cancelli, dove sono intervenute anche le forze dell’ordine, carabinieri, polizia locale e gli uomini della Digos, per mantenere la situazione sotto controllo.

da Il cittadino di Lodi 8 febbraio 2012