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La polizia per difendere il “Potere mafioso” massacra di botte

E ARRESTA GLI OPERAI CHE DIFENDONO IL LORO POSTO DI LAVORO.
E’ precisamente quanto è avvenuto lunedì 11 giugno davanti ai magazzini del “Gigante” di Basiano (Milano), dove gli operai pakistani ed egiziani avevano organizzato un picchetto per difendere il loro posto di lavoro.

Questi operai, sostenuti dal sindacato SI Cobas, come rappresaglia alla loro lotta per il rispetto del contratto nazionale, sono minacciati di licenziamento dalla cooperativa dove lavorano (90 su 120).

Il picchetto si opponeva all’entrata dei crumiri (altri sfruttati e ricattati) che la cooperativa con un pulman aveva portato dall’esterno per sostituire i lavoratori in sciopero.

L’attacco della polizia, a sostegno della sporca manovra aziendale, è stato durissimo, con l’obbiettivo preciso di spazzar via il picchetto e far entrare i crumiri.

I lavoratori che si difendevano a mani nude sono stati caricati pesantemente, picchiati duramente e bersagliati con il tiro di candelotti ad altezza d’uomo ed a distanza ravvicinata: due lavoratori con le gambe spezzate, una quindicina di feriti ricoverati all’ospedale dove, al termine della mattanza, sono stati arresti, 18 in tutto.

Le istituzioni si riempiono la bocca del “contrasto alla mafia”, mentre con queste operazioni repressive si mettono al loro servizio.

E’ evidente a tutti che le finte cooperative che hanno l’appalto della grande distribuzione delle merci al servizio dei  supermercati sono in mano alla mafia.

L’abolizione di tutte le forme di  appalto e sub-appalto  deve essere un obbiettivo principale ed unitario di tutti i lavoratori.

Tutta la nostra più piena solidarietà ai lavoratori vittime di una repressione così spietata. Tutto il nostro disprezzo ai pennivendoli dell’informazione che danno la copertura a queste operazioni che mirano a distruggere la resistenza dei lavoratori nel contrasto al rachet della distribuzione  merci per i  supermercati. 

                                                                        Il Segretario USI-AIT