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FIAT e IKEA: stesso ricatto stessa lotta

Sabato a Pomigliano contro l’arroganza padronale.

Il padrone Marchionne dopo aver delocalizzato la produzione, dopo aver deportato 316 operai nel reparto confino di Nola, dopo i licenziamenti politici, ha posto gli operai di Pomigliano di fronte al piĂą schifoso dei ricatti: o lavoro alle sue condizioni o la chiusura degli stabilimenti in Italia. Ma, come prevedevamo, nonostante l’accordo sia passato con la complicitĂ  di parte del sindacato, nessuno degli investimenti promessi è stato fatto. Ancora oggi circa 3000 lavoratori, tutti appartenenti  ai sindacati di base ed alla FIOM, puniti per la loro opposizione  ai diktat aziendali, sono fuori dalla fabbrica e quelli rientrati al lavoro, sempre piĂą spesso in cassa integrazione, non hanno affatto davanti il roseo futuro promesso. Diventa sempre piĂą chiaro che il vero obiettivo di Marchionne è ridimensionare la produzione in Italia con la chiusura di alcuni stabilimenti e un dominio ancora piĂą ferreo sui lavoratori. Non è un caso che proprio in questi giorni Marchionne torna con arroganza a ricattare i lavoratori licenziando 19 operai per assumerne altri 19 di cui la magistratura ha imposto il reintegro per evidente discriminazione sindacale da parte dell’azienda. Un tentativo di mettere lavoratori contro lavoratori per stringere il cappio intorno al collo di tutti .

Contro questo, per la riassunzione in fabbrica di tutti attraverso la riduzione dell’orario a paritĂ  di salario, per un reddito incondizionato ed il diritto a campare crisi o non crisi, i lavoratori COBAS della Fiat di Pomigliano e di altre aziende in crisi insieme ai movimenti sociali, chiamano al Corteo di Sabato 10 Novembre ore 10.30  c/o Vecchia Stazione Circumvesuviana Pomigliano

Le realtà organizzatrici del corteo hanno scelto di lanciarlo davanti allo stabilimento dell’IKEA come segno di solidarietà e vicinanza ai lavoratori del Consorzio Gestione Servizi, in appalto con mansioni di movimentazione merci presso il Deposito Centrale IKEA di Piacenza. Questi lavoratori sono in lotta da tre settimane contro i salari da fame e le inumane condizioni di lavoro all’interno dei magazzini e contro il tentativo dell’IKEA e del Consorzio Gestione Servizi di espellere sindacato e lavoratori scomodi dal posto di lavoro. Dopo ripetuti episodi di repressione, venerdì 2 Novembre, il picchetto pacifico dei lavoratori in sciopero davanti al deposito di Piacenza é stato attaccato da numerose e violente cariche delle “forze dell’ordine”, nel tentativo di spezzare lo sciopero facendo entrare nei magazzini un au­tobus di lavoratori esterni. Nonostante 6 operai ricoverati, di cui uno in gravi condizioni, e decine di contusi, i lavoratori stanno continuando il presidio.

Per piegare questa resistenza e determinazione, il colosso IKEA ed il Consorzio Gestione Servizi hanno messo in campo una vera e propria rappresaglia. Con il pretesto che la lotta rende impossibile usare il deposito di Piacenza, la multinazionale svedese ha, infatti,  minacciato il trasferimento del polo logistico ed il Consorzio ha annunciato 107 licenziamenti come conseguenza del  trasferimento.

Sfruttare il piĂą possibile, liberarsi di quanti si organizzano per  rivendicare i propri diritti per intimidire tutti gli altri non è, quindi, una peculiaritĂ  della sola Fiat di Sergio Marchionne. Dietro l’immagine familista, ecologista e di garante del mobile bello a buon mercato per tutti, spacciata dai suoi cataloghi, c’è un colosso –l’IKEA- che sfrutta e si arricchisce sulla pelle dei lavoratori in Italia e nel mondo.
E’ per questo che la lotta dei lavoratori IKEA è la nostra lotta.

Lavoratori COBAS del settore privato Napoli (Confederazione COBAS)- Comitato di lotta cassaintegrati e licenziati Pomigliano- COBAS ASTIR- Lavoratori Bacini Napoli e Caserta- CSOA Officina99- Lab. Occ. SKA- Area Antagonista Campana- Movimento di Lotta per il lavoro Banchi Nuovi- Red Link e altre realtĂ  di movimento

Napoli, 08/11/12