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Comunicato su manifestazione 1° giugno a Bologna

SCIOPERO! SCIOPERO! Questo lo slogan più gridato durante il lungo corteo che ha attraversato il centro di Bologna per rivendicare con forza il sostegno ai 41 licenziati della Granarolo e ai 9 della Coop Adriatica.
La lotta sul terreno economico, per il salario e contro gli enormi profitti delle multinazionali della logistica e della grande distribuzione,  diviene progressivamente scontro col capitale e le sue istituzioni, politiche e sindacali.
Significativa la sosta del corteo sotto la sede della CGIL, vera e propria stampella per le cooperative della Granarolo, che si è prestata apertamente alle manovre padronali per bloccare gli scioperi del settore,  pronta come sempre a costituire una santa alleanza col capitale e con lo stato quando la lotta mette a nudo gli interessi inconciliabili fra le classi.
Il movimento dei facchini, dopo gli scioperi generali del 22 marzo e del 15 maggio, incassa così un altro risultato positivo, continuando a resistere, continuando ad estendersi  e ad incassare importanti risultati, preparandosi a nuovi e ancor più duri scontri.
La solidarietà di classe, che si è dimostrata ancora una volta un’arma irrinunciabile deve adesso affrontare la sfida per la costituzione di una cassa di resistenza nazionale capace di sostenere i licenziati; la necessità della cassa, sostenuta dai lavoratori durante il corteo, sarà oggetto di discussione, insieme alle iniziative da fare contro il tentativo di limitare le azioni legate agli scioperi, in un’assemblea nazionale che convocheremo presumibilmente per il 15 giugno.

Milano, 1 giugno 2013 – Esecutivo nazionale S.I. COBAS