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Luciano Muhlbauer

Fabio Zerbini, attivista del sindacato di base S.I.Cobas, ieri pomeriggio è stato aggredito e malmenato. Secondo il comunicato del suo sindacato, che potete leggere più sotto, si è trattato di un vero e proprio agguato, in zona Affori a Milano, e il pestaggio è stato accompagnato dalla minaccia di fargli fare una brutta fine nel caso non la smettesse di seguire le lotte operaie.
Esprimo a Fabio la mia solidarietà e gli auguro di rimettersi prestissimo.
È importante non far passare sotto silenzio la vicenda o sottovalutarla, perché dare oggi l’impressione che gli attivisti e dirigenti del S.I.Cobas non siano accompagnati dalla solidarietà, autorizza magari certa gente a pensare che si possa riproporre il “metodo”.
Infatti, Fabio e il S.I.Cobas sono particolarmente attivi nel sostegno e nell’organizzazione sindacale delle vertenze nella logistica, che vedono protagonisti gli operai facchini. Il mondo degli appalti e degli subappalti della logistica e della movimentazione merci è un mondo dove per i lavoratori ci sono pochissime tutele, dove le poche regole esistenti vengono sistematicamente aggirate e dove, dunque, il diritto di scioperare ed organizzarti è una cosa che devi conquistarti giorno per giorno, con lotte anche molto dure, come ha insegnato l’esperienza recente. È un mondo, dove per le organizzazioni malavitose è relativamente facile inserirsi e, infatti, diverse volte è successo e succede.
Le vertenze nella logistica sono segnate da repressioni poliziesche anche molto pesanti (vi ricordate Basiano, per stare in zona Milano?), da vicende giudiziarie e interventi miranti contro dirigenti sindacali (il caso di Aldo Milani, per fare solo un esempio) e, ovviamente, anche da fatti violenti in pieno stile mafioso, come è successo ieri a Fabio Zerbini.
Quello della logistica e degli appalti è un mondo dove fare sindacato non è un impegno comodo, ma pericoloso. E non è nemmeno facile far parlare di te, delle tue ragioni, perché i media tendono a ignorare la realtà di quel mondo. Chissà, forse perché gli interessi in gioco sono forti e perché la maggior parte degli operai sono migranti?
Comunque sia, per questo è maledettamente importante essere solidali e non lasciare da solo nessuno e nessuna.
Vi propongo dunque di diffondere  la notizia dell’aggressione e la vostra/nostra solidarietà e di sostenere le eventuali iniziative che verranno organizzate dal S.I.Cobas.

http://www.lucianomuhlbauer.it