Uncategorized

USI – AIT

E’ un gravissimo atto repressivo ed intimidatorio quello dell’agguato e del violento pestaggio di stampo mafioso subito dal compagno Fabio Zerbini, nella serata di martedì 14 gennaio, colpevole di sostenere e partecipare in prima fila alle lotte operaie soprattutto nel settore della logistica, dove lo sfruttamento
raggiunge livelli disumani.
Tutta la nostra solidarietà a Fabio, ai compagni del SI Cobas di cui è parte attiva ed ai lavoratori impegnati nelle lotte rivendicative nel settore della logistica che
ormai da tempo stanno subendo attacchi repressivi a tutti i livelli (denunce, licenziamenti, attacchi polizieschi, fogli di via, intimidazioni, auto bruciate, pestaggi).
Il connubio d’interessi tra l’imprenditoria dei supermercati e le famiglie mafiose nel settore dell’appalto nella grande distribuzione è più che evidente, dove la
repressione poliziesca s’intreccia con quella padronale e con l’azione di stampo mafioso.
Quest’ultima gravissima e vile aggressione evidenzia il nervo scoperto dei grossi interessi colpiti dalle lotte rivendicative nella logistica.
Se pensano di fermare il propagarsi di tali lotte con il ricorso prezzolato alla violenza intimidatoria possono mettersi il cuore in pace, perché otterranno
l’esatto risultato contrario.
La risposta sarà quella dell’ulteriore allargamento delle lotte, della maggior radicalità dello scontro, dell’innalzamento dell’obbiettivo.
L’obbiettivo che noi perseguiamo è quello di una società senza servi, né padroni.