Logistica

I FACCHINI ND/COIN DI ROMA HANNO VINTO LA LORO PRIMA BATTAGLIA!

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Dopo tre giorni di dura lotta, alle 14.00 di questo pomeriggio si smobilita il picchetto dei 40 facchini che lavorano nel piccolo polo logistico di Roma Casilina sull’impianto ND, la multinazionale francese Norbert Dentressangle che ha assorbito la italo-tedesca Fiege Borruso e che distribuisce per il gruppo Coin in tutta Italia. L’impianto serve i magazzini Coin, OVS, Upim e Bernardi della capitale e della Campania.

 

Con un colpo di mano e totale mancanza di trasparenza, a distanza di un solo anno dall’ultimo cambio appalto, la committenza riduce drasticamente le tariffe, disdice l’appalto in essere (coop Nuova Logistica del consorzio CLS) e lo affida alla coop Pomezia 2000 del consorzio Labor, che gi√† opera sull’impianto ND di Colleferro. Il disegno √® il trasferimento del 60% dei volumi a Piacenza e un significativo ridimensionamento delle lavorazioni a Roma e Colleferro, che prevede ovviamente anche una severa spazzolata dell’attuale organico e, nel prossimo giugno, il trasferimento delle lavorazioni dal polo casilino a quello di Pomezia (zona Casalesi, pare).

 

L’operazione avviene sulle teste dei lavoratori, presi alla gola a ridosso della scadenza a fine mese del loro contratto di lavoro a tempo determinato, ricattati dal vocio incontrollato di pi√Ļ della met√† degli esuberi e provocati pesantemente da un’arroganza senza pari da parte della committenza, che non si √® ammorbidita neanche a una prima risoluzione della vertenza.

Ma questo è solo parte del problema. Questi operai lavorano da circa quindici anni in condizioni igienico-sanitarie che gridano vendetta. Una folta colonia di piccioni bombarda uomini e cose e il guano è ovunque.

 

L’ampio book fotografico raccolto in questi anni dai lavoratori sarebbe materiale assai interessante per i ricchi clienti di Coin, che pur fregandosene delle condizioni di lavoro non gradirebbero certamente constatare coi loro occhi la provenienza della costosa merce che acquistano, coperta da pesanti strati di escrementi. Nel corso del tempo un lavoratore finisce in terapia intensiva, secondo i medici per un batterio contratto con altissima probabilit√† attraverso il guano. Per lo stesso motivo, un altro lavoratore contrae invece una devastante allergia e per questo √® allontanato dal magazzino.

E non finisce qui. Il tetto del magazzino √® un colabrodo di eternit, cos√¨ polveri di guano secco e polveri di amianto hanno fatto l’aria che in questi anni i facchini ND di Roma hanno respirato, e a nulla sono valse le loro denunce alle ASL locali.

 

Si sono incazzati, hanno vinto la paura, hanno stracciato le tessere sindacali e si sono organizzati nel SI Cobas; e in tempi rapidissimi, alla loro prima esperienza di sciopero, hanno agito compatti e forti come un pugno, senza mai un cedimento, per tre giorni, sostenuti dall’Assemblea di sostegno alle lotte della logistica e dai lavoratori dei magazzini TNT e BRT. Hanno messo all’angolo la committenza, superandone minacce e allettamenti e costringendola ad anticipare il cambio appalto, centrando cos√¨ un primo, sostanziale obiettivo: l’assunzione nel nuovo appalto a tempo indeterminato di tutti lavoratori alle medesime condizioni contrattuali e di inquadramento professionale.

 

I lavoratori hanno vinto una prima, importantissima battaglia. La lotta dei facchini ND di Roma non finisce qui.

 

SI COBAS, Coordinamento provinciale di Roma