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SFRUTTATI, LICENZIATI E ABBANDONATI DALLA CGIL Gli operai della Zhou Kemeng rialzano la testa e riprendono la lotta

Ieri, 25 Giugno, i 12 lavoratori licenziati da due mesi dall’azienda Zhou Kemeng di Castel Goffredo, sostenuti dal S.I. Cobas e dai solidali del C.S. Magazzino 47 di Brescia, del C.S. Dordoni di Cremona e del comitato Intersindacale di Brescia, hanno rialzato la testa e intrapreso la prima tappa di un percorso di lotta per riprendersi i diritti che da anni gli sono tolti. I 12 organizzati dal S.I. Cobas, hanno deciso di mettere in campo forme di sciopero reali, tese a portare la controparte a riconoscere quanto gli è stato estorto in passato, prima di lasciarli in mezzo ad una strada senza alcuna copertura economica.

 

 

Sono passati i tempi dei presidi senza alcun fine, se non quello di sfiancare i lavoratori, che la CGIL ha imposto ai 12 senza che il ciclo produttivo della fabbrica fosse mai intaccato. A questi burocrati ricordiamo la loro totale immobilità, sul piano della lotta reale e della tutela legale, anche di fronte all’accoltellamento, di uno dei lavoratori avvenuto per mano padronale. 3800 € di arretrati per la CGIL sono sufficienti a coprire anni di lavoro nero, prevaricazioni, orari di 14 ore giornaliere, senza alcun rispetto delle basilari norme di rispetto dei lavoratori e degli esseri umani.

 

Oggi sono i lavoratori ad aver ripreso l’iniziativa e ad aver imposto alla controparte di sedersi ad un tavolo per definire la loro posizione di licenziati e quindi il reintegro dei licenziati ed esigendo che gli arretrati dovuti siano calcolati in base al CCNL di categoria e non sulle 3 € all’ora che, in nero, gli erano sempre stati pagati. A questi, per chi sceglierà di non essere reintegrato in azienda, si deve aggiungere una buona uscita congrua per gli anni lavorati, in condizioni di semi-schiavitù, all’interno della fabbrica che tra gli altri rifornisce marchi come Pompea e in passato anche i supermercati Coop.
Siamo pronti, come ieri, a tornare fuori dai cancelli e continuare la nostra lotta se non avremo le risposte che ci sono dovute.

 

Durante il picchetto abbiamo finalmente solidarizzato anche con chi lavora ancora all’interno della fabbrica e abbiamo detto loro che la lotta dei 12 è anche la loro lotta, perchè uniti è possibile chiudere questo triste capitolo di schiavitù nella città che si vanta di essere il centro internazionale della calza.

 

Lavoratori Zhou Kemeng
S.I. Cobas Brescia