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[NAPOLI] Intimidazioni contro chi denuncia e lotta nelle coop sociali!

Sabato 11 giugno abbiamo contestato il sottosegretario al lavoro e alle politiche sociali Bobba presso un convegno organizzato dall’Iris Network e dalla Federico II che sponsorizzava a Napoli la riforma del terzo settore voluta dal governo Renzi. In quella sede abbiamo strappato alla controparte governativa un tavolo interistituzionale (comune, regione , governo) per mettere in discussione i principi cardine di questa riforma e ribaltarli attraverso le lotte presenti in città sul mondo del lavoro e la nostra legge sul reddito minimo garantito.
In quell’occasione i nostri striscioni parlavano chiaro: in questo paese gli unici sistemi di gestione del terzo settore sono Gesco a Napoli e il sistema di Mafia/Capitale a Roma, entrambi sistemi discutibili e perciò contestabili. Il giorno dopo però, dopo la pubblicazione di un estratto di quella giornata dalla pagina di Massa Critica, la Gesco interviene a gamba tesa facendo nome e cognome di una nostra attivista, attraverso un commento a quel post, che già trasmetteva nervosismo. Quello che ci chiediamo:

1) Come ha fatto la Gesco a rintracciare nome e cognome di quella operatrice sebbene non fosse sua diretta dipendente?
2) In un mondo dove gli spazi sindacali non esistono come si può permettere ad un’azienda cooperativa privata di fare pressione su lavoratori di altre cooperative?

Il fattore grave è proprio questo: Michela non lavora direttamente per Gesco, ma viene tirata in causa da una delle cooperative capofila della maggior parte dei progetti finanziati con i soldi destinati al terzo settore che è sulla via della privatizzazione nel deserto del settore pubblico in questa città. Michela è un’operatrice del terzo settore, ma è anche un’ attivista di Magnammece ‘o Pesone – campagna per il diritto all’abitare -, un’attivista del laboratorio politico Zero81, e un soggetto che partecipa alla piattaforma di Massa Critica: una persona che dedica ogni giorno della sua vita all’ambito sociale. Ciò che denunciava nel suo intervento era la sacrosanta verità per tanti e tante che vivono la realtà sempre più disastrata di un terzo settore de-pauperizzato e privatizzato.
Non permetteremo mai per questo che si intimidisca un soggetto sul mondo del lavoro, così in forma pubblica, facendo apparire lei come giovane e inopportuna rispetto al contesto in cui è intervenuta. Squalificare le capacità e la preparazione di una persona per spostare l’attenzione da problemi molto più gravi è un atto di una viltà unica. Chiunque tocchi un membro delle nostre ampie collettività, come chiunque altro, deve sapere, come in questo caso, che si troverà tanti attivisti con il fiato sul collo, che non solo continueranno a dire ciò che vogliono, come ha fatto Michela, ma saranno per chiunque motivo di preoccupazione se la volontà sarà quella di restringere gli spazi sindacali e democratici all’interno o all’esterno dei loro posti di lavoro.

I compagni e le compagne di Zero81 Clap Napoli Magnamecce o Pesone Massa Critica Comitato reddito minimo in Campania Mensa Occupata Laboratorio politico Iskra Bancarotta bagnoli – Lido Pola Scugnizzo Liberato Rete Scacco Matto Terranostra occupata Aula flex Aula lp Collettivi Centro Storico Ross@ Si Cobas Napoli Si Cobas Caserta Comitato Soccavo Cobas Napoli Csa Depistaggio – Benevento Collettivo autonomo studentesco Sisma Ex Asilo Filangieri CSA ex Canapificio Santa Fede Liberata La Scintilla Iskra Agroaversano Lab.Okk.SKA/CSOA Officina 99 Coordinamento Studenti Flegrei Giardino Liberato di Materdei Comitato Articolo Tre Ex OPG – “Je So Pazzo” Presidio di Salute Solidale P. CARC- Federazione Campania Officine Periferiche Pianura