Cobas

[PUBBLICO IMPIEGO] All’Inps nuova provocazione di Usb e Uilpa: il caso di Massa Carrara

Pubblichiamo qui sotto due comunicati dei lavoratori e delle lavoratrici SI Cobas del Pubblico Impiego:

– il primo, in risposta all’USB, che all’INPS di Massa Carrara ha inviato a tutto il personale un comunicato in merito a fatti riguardanti il settore della logistica a Piacenza;

– il secondo, in risposta alla UILPA Massa Carrara, che in un suo comunicato ha fatto riferimento al comunicato USB per alimentare l’attacco al SI Cobas e cercare di screditarlo piuttosto che rispondere ad accuse precise;

Per approfondire i fatti di Piacenza citati, rimandiamo al nostro recente articolo “Piacenza: grave provocazione Usb nel polo logistico di Castel san Giovanni”:
http://sicobas.org/news/2847-piacenza-grave-provocazione-usb-nel-polo-logistico-di-castel-san-giovanni

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All’INPS si tenta di screditare il S.I. Cobas

L’utilizzo all’INPS da parte di due organizzazioni sindacali dello stesso “teorema” che imputa al S.I. Cobas di aver rivolto minacce ad alcuni lavoratori della logistica per acquisire iscrizioni è un segnale gravissimo non solo per la palese infondatezza delle affermazioni ma anche perché incita all’ostilità tra lavoratori e apre un varco pericolosissimo alla strumentalizzazione da parte dell’Ente stesso.

A chi oggi senza alcun motivo si pavoneggia è bene sottolineare che firmare alcuni accordi equivale a rendersi complici di trattative sindacali al ribasso a danno di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori. In cambio di pochi spiccioli viene di fatto cancellata la contrattazione e vengono svuotati di significato i contratti collettivi.

Chiunque rivendichi quelle firme è coerente con quel ruolo, il S.I. Cobas al contrario sceglie la lotta sul campo e sceglie di non abbandonare ad un destino sempre più buio le lavoratrici ed i lavoratori.

Le varie macchine del fango messe in moto per screditare il S.I. Cobas e chi nel S.I. Cobas lotta quotidianamente per difendere i propri diritti sono la cartina al tornasole della pochezza delle altre organizzazioni sindacali.

Le lavoratrici e i lavoratori dell’Inps non possono essere trattate come “marionette” a cui tirare i fili al momento delle elezioni RSU, come sta accadendo in questi giorni in vista dell’appuntamento elettorale del 17-19 aprile 2018. Le lavoratrici ed i lavoratori sono sicuramente in grado di distinguere lo “sporco dal pulito”.

L’azione politico-sindacale del S.I. Cobas è quanto di più distante ci sia dalle falsità scritte nei comunicati diffusi all’Inps.

A noi del SI Cobas non interessa assolutamente acquisire ad ogni costo tessere sindacali né tantomeno impedire a lavoratrici e a lavoratori di iscriversi ad altri sindacati.

A noi del S.I. Cobas interessa la realizzazione delle lotte attraverso l’auto-organizzazione e l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori, in tutti i settori lavorativi dalla logistica al pubblico impiego.

L’azione politico-sindacale del S.I. Cobas ha dimostrato e dimostra, più di mille parole o comunicati, l’impegno concreto portato avanti quotidianamente per la difesa dei diritti dove il SI Cobas è presente.

Si ribadisce quanto affermato nel comunicato del 21 marzo 2018 (che si allega) dal titolo  “All’INPS di Massa Carrara” e si allega anche un comunicato del S.I. Cobas di Piacenza allo scopo di informare e fare chiarezza in merito a vicende che riguardano il settore della logistica ma utilizzate strumentalmente all’INPS nel tentativo di screditare il S.I. Cobas.

22 marzo 2018                                                 S.I. Cobas Pubblico Impiego

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All’INPS di Massa Carrara 

All’INPS di Massa Carrara i sindacati complici, CGIL/CISL/UIL e loro affiliati, dopo l’esperienza del “cerchio magico” finalizzata ad attribuire privilegi a pochi, oggi si presentano come una “consorteria” per difendere i privilegi di pochi piuttosto che i diritti di tutte/i.

Si sono preoccupati del “mercato” delle posizioni organizzative piuttosto che delle problematiche di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

Dopo aver scelto il silenzio come linea politico-sindacale oggi attraverso numerosi  comunicati pieni di proclami roboanti e promesse cercano visibilità prima delle elezioni RSU.

Vogliono entrare nella RSU per poi impedire che lo spazio di democrazia rappresentato dalla RSU venga utilizzato dalle lavoratrici e dai lavoratori.

Vogliono impedire l’auto-organizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori. 

Dare il sostegno a chi in questi anni si è reso complice delle scelte dell’Amministrazione, firmando accordi che hanno limitato i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, a chi preferisce ottenere favori per pochi invece di lottare per salvaguardare i diritti di tutte/i, significa non aver compreso la gravità del momento e che non vi è possibilità di salvaguardare se stessi se non si lotta per la difesa dei diritti di tutte/i. 

SOLO CON LA LOTTA SI POSSONO RIVENDICARE DIRITTI E DIGNITÀ!

21 marzo 2018                                        S.I. Cobas Pubblico Impiego


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COMUNICATO STAMPA

Il S.I.Cobas piacentino esprime rabbia e sdegno per quanto avvenuto nella giornata di giovedì 8 marzo presso il magazzino di GLS Piacenza.

Uno sparuto gruppo di persone rappresentanti del sindacato USB ha fatto invasione nel magazzino aggredendo violentemente alcuni nostri aderenti per poi inscenare una protesta barricandosi sul tetto del magazzino.

Si tratta della seconda provocazione in una settimana, dopo quella avvenuta lunedì davanti al magazzino “Leroy Merlin” di Castel San Giovanni, ma questa volta, come già avvenuto in passato, gli aderenti a USB non si sono fatti problemi ad utilizzare la violenza verso altri lavoratori secondo loro colpevoli di non essere d’accordo con loro.

La cosa non stupisce: a guidare il manipolo è infatti un personaggio ben noto, che provvedemmo ad espellere dal SI Cobas nel 2015 per indegnità morale e che da allora vanta una denuncia per tentato omicidio da parte di un lavoratore GLS che aggredì con armi improprie mandandolo in coma.

Dopo la nostra espulsione, il suddetto personaggio ha girovagato una serie di sigle sindacali transitando per la CGIL fino al venir arruolato in USB. USB, forse per disattenzione o forse per interesse, non si è fatta problemi ad arruolarlo pur consapevole dei suoi poco onorevoli precedenti.

Ciò che colpisce e mortifica è la disparità di pesi e misure: quando i lavoratori del S.I.Cobas inscenano un picchetto per reclamare i loro diritti vengono subito colpiti con botte e denunce, mentre se la USB adotta metodi squadristi (strumentalizzando dei lavoratori disperati) per pretendere dalle varie aziende l’assunzione del proprio circondario di amici e parenti si tende da parte delle istituzioni a chiudere un occhio incentivando lo scontro tra sindacati di base.

Questo utilizzo con finalità caporalesche del sindacato insudicia la lotta sindacale stessa e diseduca i lavoratori spingendoli verso valori opportunisti piuttosto che di solidarietà come da noi promosso.

Non stupisce che a supporto di tali pratiche si spendano alcune figure legate a partiti della “sinistra” piacentina che, evidentemente non paghi del lavoro di distruzione operato sul piano politico, vorrebbero intaccare anche il bastione di diritti costruito in questi anni dalla classe operaia organizzata nelle file del S.I.Cobas con sangue e sudore.

Ma la nostra forza e il nostro radicamento sono tali che non ci faremo intimidire né a GLS né a Leroy Merlin, respingendo con tutta la nostra forza il tentativo di piegare a interessi personalistici o di casacca la sacrosanta lotta per la difesa delle condizioni salariali e dignità. Chi vorrebbe fomentare la guerra fra poveri troverà sempre nel S.I.Cobas un bastione inespugnabile con cui fare i conti.

S.I. COBAS PIACENZA