Cobas

[COMUNICATO] Senza paura gli operai di Prato manifestano contro schiavitù e aggressioni padronali


SENZA PAURA

GLI OPERAI DI PRATO

MANIFESTANO

CONTRO SCHIAVITU’

AGGRESSIONI PADRONALI

Cinquecento operai del sicobas provenienti da Prato, Firenze, Bologna, Milano, Modena, Reggio Emilia, cittadini pratesi e studenti sono scesi in corteo  partecipando alla manifestazione “Senza paura, per i nostri diritti!” convocata dopo l’agguato ai due operai della DS di Montemurlo protagonisti delle lotte contro le terribili condizioni di semi-schiavitù poste in essee nell’azienda DS.
Una risposta eccezionale che ha unito la solidarietà alla denuncia delle terribili forme di sfruttamento che sono “regola” nel settore tessile pratese, in particolare per le aziende a conduzione cinese: turni di 12 ore per 7 giorni su 7 per salari da fame, senza diritti e dignità.
E’ contro questa realtà che il Si Cobas si sta battendo, con scioperi e agitazioni sindacali che stanno ridando coraggio e fiducia ai tantissimi lavoratori schiacciati dalle nuove forme di caporalato e sfruttamento.

Battaglie iniziate proprio alla DS di Montemurlo, dove gli operai hanno strappato l’applicazione del CCNL Tessile Industria e il riconoscimento dei propri diritti su orari di lavoro, malattia, ferie e riposo.

Mentre la manifestazione volgeva al termine,è arrivata una telefonata di un lavoratore: “sono stato picchiato e sequestrato nella fabbrica dove lavoro perché i padroni non vogliono farmi venire alla manifestazione, aiutatemi !”.

Anche questo succede nel tessile pratese.

A chiamare è Ahmed, un lavoratore che da pochi giorni si è unito al sindacato.

Non dovrebbe nemmeno essere a lavoro, essendo ancora in infortunio dopo aver subito un coltellata al braccio in fabbrica da un “amico” del titolare.

Ma è stato proprio il padrone a intimare ad Ahmed dapprima di ritirare la denuncia per l’aggressione subita e poi a costringerlo a lavorare lo stesso, fino a che Ahmed non ne ha potuto più e gli ha detto che avrebbe raggiunto la manifestazione del sindacato.

A quel punto gli sono state chiuse le porte ed è stato raggiunto da due pugni, alla nuca e alle costole. 

Se toccano uno, toccano tutti. Almeno duecento operai hanno raggiunto di corsa l’Eurofilato, la fabbrica in cui il lavoratore era sequestrato.

Grazie alla loro iniziativa Ahmed viene liberato, mentre il padrone scappa scortato dalla polizia dopo aver fatto chiudere la fabbrica.

Il presidio continua fino all’impegno della Prefettura a convocare l’azienda a un tavolo per martedì prossimo, lo stesso giorno in cui si terrà un tavolo riguardante la Stamperia Rosso (dove da venerdì gli operai sono in sciopero a oltranza contro il caporalato). 

Finisce così una giornata che ha unito nella stessa piazza operai di diversi settori che nel Si Cobas hanno organizzato la loro lotta per i diritti calpestati dai padroni e svenduti dai sindacati confederali.

Non a caso il corteo ha voluto raggiungere la sede della UIL, verso cui i lavoratori hanno lanciato provocatoriamente finte banconate da 50€.

Si tratta infatti di un sindacato che dai magazzini della logistica al Panificio Toscano, si è sempre schierato dalla parte del padrone con accordi-truffa e sostegno ai licenziamenti politici dei lavoratori più combattivi.

Importante anche il passaggio davanti alla Coop di via Valentini. Un obiettivo irrinunciabile per la manifestazione, con la vertenza nei magazzini del fornitore Panificio Toscano che va avanti da mesi tra scioperi, picchetti sgomberati dalla polizia e denunce.

“Il pane della Coop puzza di sfruttamento”: recitava lo striscione aperto dai lavoratori che non hanno intenzione di fare un passo indietro nella lotta per il rispetto del CCNL.

Dalla logistica al tessile, passando per il Panificio Toscano, in pochi mesi il Si Cobas ha prodotto già un primo cortocircuito nel sistema di sfruttamento che schiaccia migliaia di lavoratori nel territorio pratese e nelle periferie industriali di Firenze.

Scontato che si stia provando in tutti i modi a intimidire un movimento “pericoloso” per chi su questo sistema ha costruito indistrurbato le proprie ricchezze.

Ma il messaggio della manifestazione di ieri è molto chiaro: “Indietro non si torna.

Abbiamo buttato via la paura, e ora vogliamo i nostri diritti!”.

S.I. COBAS nazionale

Vedi anche:

– rassegna stampa sulla manifestazione operaia di Prato:
https://www.facebook.com/874133649415693/photos/pcb.1161377020691353/1161376154024773/?type=3&theater

– [PRATO] Manifestazione operaia: aggressione licenziamenti e denunce non ci fermeranno
http://sicobas.org/news/3305-prato-manifestazione-operaia-aggressioni-licenziamenti-e-denunce-non-ci-fermeranno