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[PIACENZA] Gli operai Leroy Merlin vincono il precariato, usando l’arma della solidarietà nella lotta

COMUNICATO STAMPA

Il S.I. Cobas piacentino esprime grande soddisfazione per l’avvenuta trasformazione, nella mattinata di giovedì scorso, di 70 contratti a tempo determinato in tempi indeterminati presso il magazzino Leroy Merlin di Castel San Giovanni.

Questa vittoria arriva a due mesi dalla conclusione della vertenza sindacale avutasi al momento del cambio appalto, che aveva visto subentrare al consorzio Premium Net il consorzio UCSA.

Ucsa aveva in un primo momento annunciato 126 esuberi, ma dopo dieci giorni di durissimi picchetti ai cancelli, sostenuti unicamente dal S.I. Cobas, gli esuberi si ridussero a 40, a fronte di consistenti buonuscite.

Vogliamo ricordare come quella trattativa costituisca un importante precedente a cui appellarsi per tutti i lavoratori precari: a percepire le buonuscite furono infatti anche i lavoratori a cui era semplicemente andato in scadenza il contratto a tempo determinato, che vedevano così giustamente indennizzato il loro essere stati utilizzati “con data di scadenza”.

Ricordiamo che proprio il magazzino Leroy Merlin fu al centro della polemica alzata contro il S.I. Cobas da un’altra sigla di base, la USB.

Non ricordiamo però la presenza di USB davanti ai cancelli durante i giorni della vertenza, e non ci stupisce quindi che i suoi pochi accoliti siano oggi passati in massa al S.I. Cobas: a differenza di quanto i loro dirigenti dichiarano sui giornali, infatti, il S.I. Cobas mette la sua forza a disposizione di tutti i lavoratori, e delle stabilizzazioni avvenute ieri hanno beneficiato anche lavoratori iscritti alla USB al tempo della vertenza.

Un’altra grande vittoria dunque, che ci rafforza nell’idea che solo attraverso un confronto aperto e a volte duro con le grandi multinazionali si possano ottenere dei risultati.

Non certo, come invece usa fare la solita USB, aprendo inutili polemiche a favor di padronato contro le altre sigle sindacali.

Il nostro obiettivo di fondo rimane l’eliminazione del sistema degli appalti, volto unicamente a comprimere i salari dei lavoratori, ma intanto possiamo goderci questa vittoria felici di aver garantito un futuro sereno a 70 famiglie, molte delle quali sono nella fattispecie composte da italiani.

Lo specifichiamo per ribadire che, nell’antirazzismo declamato e praticato dal S.I. Cobas, il coraggio dei lavoratori immigrati ha avuto un ruolo centrale nell’accendere la “miccia”, ma ora le dimensioni dell’incendio sono tali che a beneficiarne sono anche tante e tanti ragazze e ragazzi piacentini di nascita.

La miglior dimostrazione che dalla povertà e dallo sfruttamento si esce tutti insieme, o non si esce.

Coordinamento provinciale S.I.Cobas Piacenza