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[ITALIA] Napoli: il settore più combattivo degli ex disoccupati Bros aderisce al S.I. Cobas

IL SETTORE PIÙ’ COMBATTIVO DEGLI EX DISOCCUPATI BROS ADERISCE AL SI COBAS: UN GRANDE PASSO IN AVANTI PER IL NOSTRO SINDACATO

Con grande soddisfazione, come SI Cobas nazionale, salutiamo l’adesione al nostro sindacato da parte dei lavoratori del Movimento di Lotta per il lavoro Banchi Nuovi che proprio in questi giorni hanno ottenuto l’impiego nei lavori di manutenzione stradale nella regione Campania.

Una sigla, quella di Banchi Nuovi, attiva da decenni nelle lotte dei disoccupati organizzati napoletani e protagonista di alcuni dei momenti più alti nello scontro di classe che ha attraversato città partenopea fin dai primi anni ’80, e in cui, date anche le caratteristiche peculiari del capitalismo nel meridione d’Italia, i senza lavoro hanno sempre avuto un ruolo centrale.

Questo movimento negli ultimi anni ha concentrato il suo intervento soprattutto nel portare a conclusione la lunga e difficilissima vertenza dei disoccupati del “Progetto-Bros”: una platea di diverse migliaia di disoccupati in lotta fin dalla fine degli anni ’90 per ottenere un lavoro stabile e sicuro, e che durante questo lunghissimo ciclo di mobilitazione hanno dovuto fare i conti con la ferrea ostilità della controparte istituzionale.

Una controparte che, indipendentemente dal colore politico dei governi, delle giunte, dei sindaci e dei governatori, è sempre stata sorda di fronte all’emergenza-disoccupazione e blindata di fronte alle rivendicazioni dei movimenti organizzati, ivi compresa quella stessa “sinistra” che a metà degli anni 2000 varò quel progetto “Bros” che sulla carta doveva servire ad avviare i disoccupati al lavoro ma che nel giro di qualche anno si rivelò nient’altro che un guscio vuoto.

Questa vertenza nel corso degli anni è stata resa ancor più complessa in quanto il movimento ha dovuto fronteggiare una pesantissima stretta repressiva che ha più riprese colpito duramente le sua avanguardie.

Oggi finalmente, per questo ciclo di lotta si apre una pagina nuova: nelle scorse settimane larga parte dei disoccupati della platea “Bros” sono riusciti a strappare alle istituzioni un contratto di lavoro per 3 anni nelle attività di manutenzione stradale avviate nelle cinque province della Campania.

Un risultato importante, frutto solo ed unicamente della lotta e della determinazione dei disoccupati, capaci di resistere e tenere in piedi il movimento anche nei momenti più bui della repressione e delle chiusure istituzionali.

Un risultato che è frutto del contributo e della spinta determinante dei compagni di Banchi Nuovi, da sempre caratterizzata da un profilo classista, anticapitalista e internazionalista.

Alla luce della storia pluridecennale di Banchi Nuovi, la scelta sindacale operata da questi compagni ci onora ma non ci sorprende: crediamo infatti che il SI Cobas per le sue caratteristiche di sindacato di lotta, per il suo programma e i suoi valori non possa che costituire la “casa comune” per tutti coloro che si pongono sul nostro stesso terreno.

Oggi siamo di fronte a un “nuovo inizio”: ne sono consapevoli innanzitutto i disoccupati stessi, che adesso, forti di questo primo successo, devono portare a completamento la loro vertenza con l’obiettivo che il movimento si prefigge sin dalla sua nascita, cioè il lavoro stabile e a salario pieno.

Per questo sarà essenziale non abbassare la guardia e proseguire la battaglia in maniera altrettanto determinata e con l’azione compatta di tutti quei lavoratori che intendono porsi sul terreno della lotta.

Il SI Cobas, a Napoli e a livello nazionale, è fiero di poter offrire, a partire da oggi, il proprio contributo sindacale e militante per il conseguimento di questo obbiettivo.

Un obbiettivo che è centrale non solo per l’insieme dei lavoratori “ex-Bros”, ma anche per le nuove generazioni di disoccupati e per l’intera classe sfruttata del meridione e dell’intero paese.

SI Cobas nazionale

Di seguito il comunicato di adesione pervenutoci dal movimento Banchi Nuovi


Perché aderiamo al SI Cobas

Dopo anni di lotta i disoccupati organizzati di Napoli chiudono la propria vertenza.

Con l’avvio di progetti inerenti la manutenzione stradale e l’attività di vigilanza atta prevenire e combattere l’abbandono di rifiuti, 1200 disoccupati del bacino cosiddetto BROS, divisi tra le 5 province campane (Napoli, Caserta, Benevento, Salerno, Avellino), hanno, finalmente raggiunto l’obiettivo del lavoro.

Un obiettivo non scontato in un momento di crisi economica che vede la chiusura di aziende e lavoratori buttati in strada, ma il cui raggiungimento dimostra che, per quanto dura, per quanto costosa in termini di sacrifici e di repressione, la lotta è l’unica a pagare.

Per questi ex disoccupati si apre una nuova fase che, pur da una posizione più tranquilla sul piano delle proprie condizioni di vita, impone lo stesso impegno e la continuazione della lotta.

Il lavoro conquistato non è il lavoro stabile e sicuro per cui questo movimento ha lottato in questi anni. I progetti hanno, infatti, solo una durata triennale.

Un’occupazione precaria, quindi, che è necessario trasformare in un’occupazione a tempo indeterminato per garantire un futuro certo a questi neo lavoratori e alle loro famiglie.

Così come è necessario impegnarsi perché il lavoro si concretizzi per le altre migliaia di disoccupati, Bros e non.

È questa consapevolezza che ci spinge da subito ad un rinnovato impegno e a dotarci di nuovi strumenti organizzativi per affrontare adeguatamente le nuove sfide che ci vedranno impegnati nel prossimo futuro.

Come ex disoccupati del Movimento per il lavoro Banchi Nuovi ci siamo da sempre considerati come facenti parte integrante del proletariato, sia pure in una condizione particolare, ed abbiamo ricercato continuamente momenti di unità e di lotta comune, non solo con gli altri disoccupati – organizzati e non – , ma anche con il resto della classe.

Per tale motivo Banchi Nuovi non si è impegnato solo sul terreno della propria vertenza, ma è stata tra i protagonisti di altre lotte come ad es. quella contro la gestione dei rifiuti, contro la privatizzazione dell’acqua, nelle mobilitazioni per il diritto all’abitare, a sostegno degli immigrati e contro la guerra.

Altri elementi caratterizzanti del nostro percorso, confermati dalla ultradecennale esperienza del movimento, sono stati quelli di contare sulla lotta per affermare i nostri bisogni di lavoro e di reddito, ma anche di considerare le istituzioni ed i partiti, con i quali eravamo obbligati a trattare per la nostra vertenza, delle controparti e non dei nostri interlocutori o peggio ancora degli “amici”.

Nella nuova fase che si apre per noi, non intendiamo rinunciare a queste nostre caratteristiche che anzi riteniamo di dover consolidare e rafforzare.

Quindi la decisione di dotarsi di una struttura sindacale si è da subito confrontata con la necessità di collocarla in ambito non solo intercategoriale, rifuggendo da ogni tentazione corporativistica e autoreferenziale, ma anche all’interno di un percorso in cui potessimo ritrovare condivisi i valori e le prospettive che ci hanno caratterizzato in questi anni.

La nostra scelta non poteva che orientarsi verso il sindacato SI Cobas che, anche se di relativa recente formazione, ha rappresentato una vera positiva novità nel panorama del sindacalismo di base ed alternativo ai sindacati istituzionali.

In esso ritroviamo la nostra stessa determinazione nel perseguire i propri obiettivi sulla base di una mobilitazione condotta con i mezzi caratteristici della lotta di classe proletaria che sembravano negli anni recenti essere quasi completamente smarriti nel panorama sindacale esistente.

Una reale autorganizzazione dei propri iscritti che limita al minimo la pratica della delega e del funzionariato.

Ma soprattutto questo sindacato, pur portando avanti con determinazione la difesa delle condizioni immediate di vita e di lavoro, ha iscritto nelle sue basi costitutive alcuni elementi che noi condividiamo fino in fondo:

a) La consapevolezza che nel moderno capitalismo e nelle trasformazioni attuate nelle istituzioni, sarebbe suicida separare la sfera sindacale da quella politica illudendosi di essere più realistici e più accettabili dalle controparti datoriali, limitando le proprie rivendicazioni e le proprie mobilitazioni al piano strettamente vertenziale, aziendale o categoriale.

Persino in una piccola vertenza i capitalisti hanno al proprio fianco le istituzioni che li supportano in tutti i modi per tenere i proletari in una condizione di subalternità e di supersfruttamento; e tale supporto non si limita al solo piano repressivo, che i compagni del SI Cobas sperimentano quotidianamente sulla propria pelle, ma comprende l’utilizzo dei mass media, delle istituzioni locali e nazionali e spesso anche degli stessi sindacati istituzionali, per creare isolamento, divisione e sbandamento nelle fila del proletariato.

Se non si tengono da subito insieme entrambi questi piani è illusorio pensare di condurre efficacemente anche una vertenza aziendale e ancora di meno una lotta che si ponga l’obiettivo di difendere le condizioni di vendita e di utilizzo della forza lavoro sul piano categoriale o del proletariato nel suo complesso;

b) L’affermazione che nell’ambito del capitalismo e delle relazioni sociali dominanti che lo caratterizzano, la lotta sindacale può ottenere anche dei successi momentanei, i quali possono portare a dei significativi miglioramenti delle proprie condizioni di vita e di lavoro, ma certo non sono in grado di superare la condizione di sfruttamento che caratterizza il rapporto salariale. Non solo, ma questi stessi eventuali successi, con il mutare dei rapporti di forza sono destinati a rivelarsi del tutto transitori e relativi, come tutto il corso della lotta di classe oramai plurisecolare ha ampiamente dimostrato. Per tale motivo il SI Cobas inserisce la propria battaglia quotidiana in un orizzonte più ampio il cui esito finale non può essere altro che l’abolizione dal lavoro salariato e delle leggi del mercato su cui esso si fonda, alimentando continuamente la divisione in classi sociali distinte e con interessi contrapposti.

c) Sulla base di tale consapevolezza e alla luce delle trasformazioni intervenute nel mercato del lavoro e del capitalismo nel suo complesso, il SI Cobas si muove in una logica coerentemente interetnica ed internazionalista. Del resto per un sindacato che organizza prevalentemente lavoratori di recente immigrazione provenienti dai quattro angoli del pianeta tale opzione rappresenta una questione obbligata e decisiva senza la quale sarebbe stato impossibile condurre le significative lotte nel settore della logistica di questi ultimi anni.

Ma c’è qualcosa di più che caratterizza l’impostazione programmatica di questo sindacato, ovvero la comprensione che la contrapposizione razziale attizzata ad arte dalla borghesia, dalle sue istituzioni e dai suoi rappresentanti politici rappresenta un potente elemento di divisione e di indebolimento del proletariato nel suo complesso.

Così come la veloce mobilità dei capitali, la possibilità di delocalizzare rapidamente interi comparti produttivi hanno creato effettivamente un mercato del lavoro strettamente interconnesso ed interdipendente.

Insomma un proletariato effettivamente mondiale che però a causa della sua divisione e dalla mancanza di connessioni sindacali e politiche subisce duramente lo sfruttamento da parte del grande capitale mondializzato.

Ecco perché l’internazionalismo rappresenta non solo un’aspirazione ideale a cui tendere ma una necessità immanente alle stesse condizioni in cui si svolge la lotta di classe nel XXI secolo e va praticato con determinazione nella pratica quotidiana.

Queste alcune delle considerazioni che ci spingono a ritenere il SI Cobas il nostro approdo naturale nel momento in cui si pone la necessità di dotarsi di un’appartenenza sindacale.

Sappiamo che non è una scelta comoda né facile, poiché siamo consapevoli delle ancora relativamente gracili forze di cui dispone questa organizzazione e delle immani difficoltà cui deve quotidianamente fare fronte, proprio a causa della sua radicalità e della sua coerenza con la difesa degli interessi di classe.

Ma non ci spaventa poiché sentiamo di andarci ad inserire in un contesto in cui la militanza sindacale è alimentata quotidianamente da un affratellamento dettato dalla comprensione della comune condizione di sfruttati e dal comune nemico che mira a tenerci divisi per poterci meglio sfruttare ed opprimere.

È a questo percorso che vogliamo aggiungere il nostro piccolo contributo da oggi in poi.

Abbiamo portato queste nostre considerazioni nell’incontro tenutosi sabato 12 ottobre con la delegazione del SI Cobas.

Nell’incontro la delegazione del SI Cobas si è impegnata a trasmettere il contenuto della discussione a tutto l’ esecutivo e ad assicurare un proficuo lavoro affinché l’ adesione sia quanto più organica alla gestione organizzativa sul territorio dove agiscono i compagni di Banchi Nuovi.

Invitiamo, quindi, tutti i disoccupati che condividono la nostra impostazione ad aderire con noi al SI Cobas.

I lavoratori della manutenzione stradale
Banchi Nuovi