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[ALESSANDRIA] Solvay, Ppg, ex Ilva… centinaia i lavoratori a rischio licenziamento, i sindacati confederali eseguono. L’esempio di lotta dei lavoratori Clo, in sciopero per il reintegro dei 5 compagni licenziati politici del magazzino Coop

In tutta la provincia di Alessandria, centinaia di lavoratori e lavoratrici sono a rischio licenziamento:

  • alla Ppg Industries di Felizzano, chiude lo stabilimento che impiega 42 operai
  • alla Solvay di Spinetta Marengo, la multinazionale ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per 28 lavoratori
  • all’ex Ilva di Novi Ligure, prima dell’alluvione che ha fermato la produzione i sindacati confederali parlavano di solo una trentina di esuberi: ora, con la definitiva crisi del patto tra i capitalisti di ArcelorMittal e il governo 5Stelle-PD si aprono scenari a dir poco catastrofici per i 750 lavoratori, tuttora vessati da una cassa integrazione soprattutto per gli operai ingiusta e da fame

In tale contesto di ulteriore accentuazione crisi nell’alessandrino, mentre i lavoratori e le lavoratrici non riescono a autorganizzare una risposta adeguata e dura all’ennesimo attacco padronale alla classe operaia del territorio Alessandria e Tortona, dall’alto la risposta dei sindacati confederali è sempre la stessa: “comprensione” delle ragioni dei padroni, i quali così coperti dal solito odioso opportunismo dei sindacati di regime hanno addirittura dichiarato pubblicamente… che chiudono o licenziano perchè i costi di mantenimento degli stabilimenti sono “troppo alti”, innanzitutto per “l’alto costo della forza lavoro”!

Quando, invece, nelle fabbriche e nei magazzini in crisi le centinaia e centinaia di operai che ancora vi lavorano, da decenni pur di conservare il posto continuando a guadagnare un pur miserrimo salario hanno passivamente subito un continuo grave peggioramento delle loro condizioni di lavoro e di vita… giustificato dai contratti loro applicati con la vergognosa firma proprio di quelle stesse organizzazioni sindacali confederali che ora “invitano alla calma” e “vedono rassegnazione” laddove invece c’è rabbia per le illusioni credute e la necessità di andare avanti affrontando tante necessità famigliari!

C’è necessità di dare una risposta, concreta e di lotta, a questo attacco dei padroni che anche nell’alessandrino stanno approfittando della loro crisi per spostare altrove, dove il costo del lavoro è ancora più basso per la totale mancanza di ogni diritto umano e sindacale, produzioni che peraltro da generazioni hanno avvelenato i territori e le comunità di Alessandria e Tortona: bisogna organizzarsi fuori dai sindacati confederali, avanzando richieste nell’interesse della classe lavoratrice per il mantenimento del posto di lavoro o un salario medio garantito per tutti: lavoro o non lavoro, dobbiamo campare!

Ecco allora che la lotta dei lavoratori Clo nel magazzino Coop del polo logistico di Rivalta Scrivia, in sciopero per il reintegro dei 5 compagni licenziati politici, assume un’importanza ancora maggiore per tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici della provincia di Alessandria: il posto di lavoro non si tocca, lo difenderemo con la lotta!


ALTRO CHE “DEMOCRAZIA”, “ECCELLENZA IMPRENDITORIALE” E “CODICE ETICO”: LA LOTTA DEI LAVORATORI CLO DEL MAGAZZINO COOP DENUNCIA LO SFRUTTAMENTO E LA VIOLENZA CONTRO I LAVORATORI DI TORTONA E ALESSANDRIA

Nel polo logistico di Rivalta Scrivia tra Alessandria e Tortona, i lavoratori Clo del magazzino Coop continuano la lotta contro ogni sfruttamento e per la libertà sindacale sul luogo di lavoro, innanzitutto rivendicando il reintegro dei loro 5 compagni licenziati politici.

5 lavoratori del S.I. Cobas ingiustamente e illegittimamente licenziati dalla “cooperativa di sinistra” Clo… soltanto per aver deciso liberamente di associarsi e organizzarsi con il sindacato che avevano scelto per rivendicare salario, diritti e dignità per tutte le centinaia di lavoratori del magazzino Coop.

Quindi, la lotta dei lavoratori Clo per la libertà sindacale è una lotta che denuncia e combatte innanzitutto lo sfruttamento e l’oppressione: fenomeni grandemente diffusi in tutto polo logistico di Tortona (*) – nei cui magazzini lavorano migliaia di operai, soprattutto immigrati – e nell’intero tortonese come nell’alessandrino: provincia quest’ultima, al pari di molte altre nella industrializzata Val Padana, “ricca e sonnolenta” solo a beneficio di un pugno di padroni che da decenni indisturbati accumulano profitti milionari sulla pelle delle classe lavoratrice, italiana e immigrata.

Alessandria e Tortona sono quindi città “ricche e sonnolente” esclusivamente grazie alla ricchezza prodotta dal duro lavoro delle migliaia di operai e operaie che giorno e notte lavorano nelle fabbriche e nei magazzini del territorio, a fronte di paghe spesso misere e comunque troppo basse per garantire una vita dignitosa per sé e le proprie famiglie, nonostante i tanti sacrifici e gli enormi sforzi per sopravvivere in questo periodo di “crisi” in cui però… mentre i poveri diventano sempre più poveri… i ricchi diventano sempre più ricchi!

Con gli scioperi e le manifestazioni di protesta contro questo immenso e impunito sfruttamento, contro questa odiosa oppressione legittimata dall’opportunismo dei sindacati confederali (in primis la Cgil, secondo la quale i lavoratori anziché protestare per migliorare le loro condizioni dovrebbero… “ringraziare” i padroni!), gli operai Clo del magazzino Coop lanciano un messaggio a tutta la classe lavoratrice non solo tortonese e alessandrina: SVEGLIA!

Basta sfruttamento!

Basta oppressione!

Tutti i lavoratori e tutte la lavoratrici sono invitati a partecipare alle nostre iniziative e a raggiungerci nella nostra sede territoriale, a Tortona in via Perosi 9.

S.I. COBAS Alessandria e Tortona



LA CLO SFRUTTA E LICENZIA, LA POLIZIA MANGANELLA E USA GAS LACRIMOGENI, COOP STA ZITTA E GUADAGNA: BASTA SFRUTTAMENTO E VIOLENZA CONTRO I LAVORATORI, UNIAMOCI E LOTTIAMO PER LA LIBERTÀ’ SINDACALE NEI LUOGHI DI LAVORO

Da dieci giorni noi lavoratori Clo del magazzino Coop nel polo logistico di Tortona stiamo scioperando per il reintegro dei nostri 5 compagni licenziati (con l’avvallo dell’Ispettorato del Lavoro di Alessandria) e per la libertà sindacale sul luogo di lavoro, contro lo sfruttamento dei padroni e la violenza della polizia.

Solo unendoci con la solidarietà e organizzandoci con un sindacato di lotta noi lavoratori e lavoratrici possiamo migliorare le condizioni di lavoro e di vita nostre, dei nostri compagni e delle nostre famiglie.

Quando scioperiamo, c’è bisogno della solidarietà di tutti e tutte: con fatica e sacrifico, stiamo lottando non solo per noi stessi ma per lanciare un messaggio a tutta la classe lavoratrice non solo tortonese e alessandrina: SVEGLIA!

Basta sfruttamento!

Nella “ricca e sonnolenta” Tortona, ogni volta che dal magazzino Coop noi operai Clo organizziamo un picchetto di sciopero… a svegliarsi – prima ancora che i lavoratori e le lavoratrici del polo logistico – sono i padroni e… il loro Stato, i quali attraverso gravi e vergognose disposizioni del Prefetto e del Questore, da un lato vogliono impedirci “per legge” di manifestare (eppure lo sciopero non è un diritto costituzionale?) e, dall’altro lato, appena protestiamo ci mandano decine di agenti in assetto anti-sommossa che (per tre volte solo negli ultimi mesi) ci hanno caricato violentemente, addirittura usando i gas lacrimogeni oltre i manganelli.

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: lo sciopero è un diritto dei lavoratori e delle lavoratrici, non è un “problema di ordine pubblico”!

Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: basta sfruttamento, Coop faccia rispettare il suo tanto propagandato “codice etico” e Clo reintegri i nostri 5 compagni licenziati politici… altrimenti: dai cancelli e dai supermercati… sciopero oggi e sciopero domani!

La repressione non ci spaventa: conosciamo le infami leggi anti-operaie e anti-immigrati approvate da tutti gli ultimi governi – in particolare i “decreti sicurezza” approvati dal ministro PD Minniti e dal leghista Salvini – e tuttora messe in pratica dal governo Conte-bis, sostenuto dalla maggioranza “del popolo” targata 5Stelle.

Sappiamo che noi operai “non abbiamo governi amici” e che quindi le nostre uniche, vere armi per ottenere salario, diritti e dignità sono quelle della solidarietà, della organizzazione e dello sciopero.

Contro sfruttamento, licenziamenti, repressione di Stato e violenza poliziesca, il 25 ottobre uniti e compatti siamo scesi in sciopero generale picchettando dalle 3 di notte all’1 del pomeriggio il cancello del magazzino Coop, con tanti altri lavoratori della provincia e solidali; e il 26 ottobre, tutti insieme siamo andati a Roma partecipando insieme a migliaia di compagni e compagne alla manifestazione anticapitalista, internazionalista e antimilitarsita contro questo governo dei padroni.

La nostra lotta per il reintegro dei 5 licenziati politici Clo del magazzino Coop è la lotta di tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici: come lo sciopero, anche la solidarietà è un’arma… usiamola!

I lavoratori S.I. COBAS CLO