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[NAPOLI] Disoccupati in lotta: non vogliamo più pagare il costo della vostra crisi, basta stare all’angolo

Non vogliamo pagare più il costo della vostra crisi, non vogliamo più stare all’angolo.

Disoccupazione, sfruttamento, lavoro nero e morti sul lavoro, miseria.

Mercoledì h 10 Cumana di Montesanto.

Sappiamo che questo è un momento difficile, dopo che hanno smantellamento servizi sanitari e tagliato in 10 anni più di 37 miliardi di euro alla sanità pubblica ora non si riesce manco a gestire un emergenza – come quella che stiamo vivendo a causa del l’incapacità di sostenere gli effetti.

Possiamo mai rimanere a casa?

Dopo 5 anni che stiamo lottando per un salario, un lavoro, un reddito con cui poter campare e le Istituzioni che vorrebbero sottrarsi dalle responsabilità assunte?

Per due anni Comune e Regione non hanno per varie ragioni trovato un interlocuzione politica ed istituzionale.

E la storia la conosciamo.

Per due anni e mezzo con Città Metropolitana abbiamo verificato la possibilità di un percorso e sperimentazione con il bilancio di Città Metropolitana.

Pur non potendo costruire percorsi di formazione e consapevoli che (rispetto le forze in campo) nel breve periodo non avremmo abbattuto il muro del blocco della spesa pubblica, delle assunzioni pubbliche ecc…, abbiamo proposto e ci hanno proposto un percorso nuovo dove i disoccupati, pur senza formazione, avrebbero potuto verificare la disponibilità di un consorzio, coperativa o impresa sociale che si sarebbe fatto carico della platea partecipando ad un bando su un progetto sperimentale finalizzato a progetti sociali.

Nello specifico sulla valorizzazione dei beni cuturali e religiosi tramite lavoro di promozione culturale, pulizia e custodia.

Due anni nei fatti per individuare risorse, sbloccarle, scrivere un bando, pubblicarlo, per lavorare e trovare una quadra con una coperativa da loro proposta.

Due anni in cui si è capito come il bando poteva avere requisiti che chiaramente era finalizzato non alla mera vigilanza.

Tavoli tecnici, punte e passaggi.

Le premesse per rendere valido il bando ed utile per noi erano alcuni requisiti da inserire ovvero la premialita’ a chi assumeva più disoccupati di lunga durata, la promozione culturale e non mera vigilanza, la finalità sociale e non gli utili di impresa o il ribasso economico, un importo economico sufficiente ai numeri rappresentati.

In conclusione invece abbiamo avuto un bando che prevedeva una clausola che da un punteggio a chi prende dalle categorie svantaggiate semza nessun carattere di progressività (per intenderci più prendi disoccupati più vieni valutato politicamente), un importo economico molto minore del previsto, l’assenza nella valutazione tecnica della promozione sociale e delle attività da svolgere (ma solo garanzie di 60 ore di guide e servizio di vigilanza), quindi apertura ad aziende di mera vigilanza privata senza neanche controllare sui livelli salariali.

Tutti problemi che avevamo denunciato già da Agosto agli enti competenti, su cui, almeno in parte, avevano detto di stare “più tranquilli”.

Vogliamo che questo problema ora lo risolva chi lo ha creato.

Con lucidità e forza dobbiamo rivendicare il nostro ruolo in questa storia che addirittura aveva portato ad un interesse materiale del Ministero dello Sviluppo Economico.

Resistiamo un minuto in più del padrone e delle istituzioni.

L’unica lotta persa è quella che si abbandona.

Ora invece rispondiamo con forza e facciamo appello a tutte le realtà e vertenze per unirci e sostenerci a vicenda.

Movimento di Lotta – Disoccupati “7 Novembre”