Approfondimenti politiciCobasImmigrazioneLiguriaLogisticaPubblico Impiego

[PUBBLICOIMPIEGO] Sanità, ospadale Ircss – S. Martino: ci chiamano “eroi”, ma ci mandano al massacro!

OSPEDALE IRCSS – S. MARTINO:

CI CHIAMANO “EROI”, MA CI MANDANO AL MASSACRO!

Mentre il coronavirus si diffonde, incompetenza e disorganizzazione dilagano, investendo le figure di comando in tutti i comparti.

Occorre sottolineare con forza l’emergenza sanitaria in corso, determinata dal ritmo insostenibile dei contagi.

Gli operatori sanitari vengono oggi chiamati “eroi”, per l’enorme fatica, fisica e psicologica, che stanno sopportando, ma noi abbiamo sempre denunciato carenze di organico, con doppi turni e carichi di lavoro estenuanti.

L’epidemia ha solo evidenziato drammaticamente una situazione già nota.

Oggi, l’Ospedale San Martino è costretto a chiudere la maggior parte delle attività perché non è in grado di sostenerle e così facendo priva tante persone del diritto alla salute.

Nel frattempo, cerca di correre ai ripari assumendo una trentina di infermieri e una ventina di Oss, una quantità ridicola in tempi non critici, figuriamoci adesso.

Il presidente Toti ha dichiarato, qualche mese fa, che l’investimento regionale per la sanità è stato di 200 milioni, di cui 3⁄4 per la riqualificazione degli immobili e il rimanente per convenzioni sociosanitarie e per l’acquisto di nuovi macchinari (esclusa la radioterapia, visto che i pazienti sono costretti ad andare in altre strutture…).

Nulla per l’assunzione di personale, l’acquisto di presidi e dispositivi di protezione, mentre Alisa, a fine anno, “si scorda” di rinnovare l’appalto ai fornitori e di questa amnesia oggi paghiamo le conseguenze.

Stiamo lavorando in condizioni da terzo mondo! Il DPCM dell’8 marzo ordina al personale sanitario di adottare misure preventive contro la diffusione delle infezioni e recita “sono messi a disposizione degli addetti disinfettanti e presidi per l’igiene e la tutela propria e del paziente”.

L’azienda non ottempera a quanto stabilito dal decreto del governo.

Ai dipendenti non vengono forniti i DPI (ad esempio, mascherine FFP3 e tute monouso) e vengono consegnate quantità limitate di disinfettante per la cute: il servizio prevenzione e protezione ci ha informato di esserne sprovvisto e che, in alternativa, possiamo usare, fino ad esaurimento, le mascherine FFP2 – meno efficaci – e, infine, quelle chirurgiche, con un drastico abbassamento del livello di sicurezza.

A fronte di questo quadro chiediamo che quello stesso personale tecnico e sanitario tanto elogiato nel dibattito pubblico, sia realmente tutelato e protetto negli ospedali e in tutti i presidi sanitari, esigendo:

Consegna immediata e continuativa, a tutto il personale impiegato e operativo, di mascherine ffp3, tute monouso, disinfettanti in quantita’ sufficiente!

  • Tampone per il riconoscimento del covid-19 per tutto il personale a lavoro e quarantena per il personale a cui e’ riscontrata la positività!
  • In deroga ad ogni precedente vincolo o disposizione normativa, vengano effettuate massicce assunzioni di infermieri e oss!

Come lavoratori, non possiamo accettare che si giochi con la vita e la salute nostra e dei nostri cari, né possiamo accettare di contagiare altri perché costretti a lavorare in condizioni non sicure.

Sottolineiamo ancora una volta che l’azienda non fornisce istruzioni esaustive ai sanitari: nessun dirigente si è ancora assunto la responsabilità di dare disposizioni scritte su tipo di DPI da usare, come usarli e in quali circostanze mentre le indicazioni sulle manovre sanitarie specifiche, differenti per ogni u.o., sono spesso contraddittorie.

Ricordiamo che siamo professionisti non solo quando siamo “amorevolmente richiamati” alle nostre responsabilità (come sta accadendo a riguardo delle errate manovre di prelievo biologico), ma anche quando sono in ballo i nostri diritti, che, come la responsabilità legale, non sono stati aboliti dai decreti sull’emergenza del covid-19.

O dobbiamo giungere alla conclusione che, poiché indossiamo tutti le nostre belle mascherine verdi, che ci impediscono di contagiare, allora, come soggetti infettati dal virus, dobbiamo tutti essere posti in quarantena?

S.I. COBAS