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[TORINO] Appello ai lavoratori e alle lavoratrici in Piemonte per lo sciopero nazionale del 23/10 e la manifestazione cittadina del 24

APPELLO AI LAVORATORI E ALLE LAVORATRICI IN PIEMONTE

Cari colleghi e colleghe,

Quest’anno ci siamo tutti quanti resi conto ancora di più che senza noi lavoratori e lavoratrici, le fabbriche, le scuole, gli ospedali, i magazzini, i supermercati, non hanno modo di andare avanti: senza il nostro lavoro e la ricchezza che produciamo, questa società non va avanti.

Pur di continuare a fare profitto (i già ricchi miliardari italiani hanno guadagnato il 31% in più durante la pandemia) i padroni e i loro governi sono stati disposti a sacrificare la nostra sicurezza e la nostra salute.

Per chi non ha potuto continuare a lavorare, la quarantena ha significato la perdita del posto di lavoro o di un salario pieno, mettendo milioni di persone e famiglie nella impossibilità di mettere insieme il pranzo con la cena.

Adesso bisogna rispondere a un enorme attacco da parte dei padroni e delle loro associazioni: vogliono usare la crisi per guadagnare di più, abbassando i salari, aumentando i ritmi di lavoro e la produttività, distruggendo ogni libertà e diritto, addirittura mettendo a rischio la nostra vita (a inizio Settembre i lavoratori morti di coronavirus contratto sul posto di lavoro erano 303).

Per anni ci è stato imposto di stringere la cinghia, di fare sacrifici e di rimanere in silenzio senza protestare per “permettere all’economia di ripartire”.

Dopo tutti questi anni, ci siamo resi conto che i sacrifici sono serviti solo a far arricchire sempre di più i padroni e a impoverire ulteriormente noi lavoratori.

La crisi che abbiamo davanti è fuori dall’ordinario: milioni di disoccupati e ammalati non sanno come sopravvivere e attraverso l’indebitamento di Stato e il Recovery Fund vogliono scaricare sulle nostre spalle l’ennesima crisi.

Non possiamo più continuare così.

Alle richieste di ritmi di lavoro sempre più elevati e di sempre più ore di straordinario, di maggiore flessibilità, precarietà e di nuovi sacrifici, dobbiamo rispondere con un nostro programma di lotta:

1) Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, per contrastare la disoccupazione2) Incrementi salariali effettivi

3) Salario medio garantito per tutti, lavoratori e disoccupati

4) Cancellazione dei decreti sicurezza e slegamento del permesso di soggiorno dal ricatto del lavoro

5) Patrimoniale del 10% sul 10% dei più ricchiIl 23 e il 24 di Ottobre saranno due grandi giornate di lotta: nella prima ci sarà lo sciopero nazionale, in cui presidieremo i nostri luoghi di lavoro, nella seconda faremo una grande manifestazione di lotta a Torino, con ritrovo alle ore 10 in Piazza Crispi, per dire chiaramente che la crisi non la dovranno pagare i lavoratori e le lavoratrici, ma che la devono pagare i padroni. Sappiamo che ci sono tante scuse per non attivarsi e non lottare.

Eppure nessuna di queste scuse è una motivazione valida per non lottare e per non unirci come dita di una sola mano, partecipando a questo percorso e contribuendo alla lotta diventando lavoratori e lavoratrici combattivi.

Le battaglie di questi anni dimostrano che se si combatte, uniti e organizzati, si vince e si conquistano salario, diritti e dignità.

Non possiamo più delegare e aspettare, rimanendo fermi, il nostro tempo è adesso.

Costruiamo tutti quanti, al di là di bandiere sindacali o politiche di ogni sorta, una grande giornata di sciopero il 23 di Ottobre e una grande manifestazione di lotta a Torino il 24.

Lavoratori e Lavoratrici Combattivi – Piemonte