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[ITALIA] Disastro sanitario! Nessun cambio di rotta senza la lotta dei lavoratori, anche per il personale sanitario non c’è scelta

Disastro sanitario!

Nessun cambio di rotta se non originato dai lavoratori.

La pandemia obbliga la nostra classe a rischiare la propria vita e la propria salute e piegarsi alle condizioni di lavoro comandate da chi pone al primo posto le ragioni del profitto, e in secondo ordine la sicurezza.

Per il personale sanitario, ancor più in tempo di pandemia, non c’è scelta.

Il rischio e nell’ordine delle cose ed è addirittura santificato.

Ma qual è l’ordine (disordine) che ha portato a questa condizione di svalutazione della vita, della sanità e dei suoi protagonisti?

Crisi e pandemie si rincorrono ma la rinuncia alla difesa dei nostri interessi si ripropone.

E’ un ordine di cose non più sostenibile.

Non è colpa del destino, è la conseguenza di scelte dei governi, istituzioni e delle OOSS affiliate!

Infatti.

Nella bozza contrattuale di CGIL CISL UIL quasi niente, viene richiesto in termini di recupero salariale.

C’è una affermazione generica su “innalzare il livello delle retribuzioni” ma scorrendo la bozza nulla viene indicato in concreto sul quando e sul come procedere.

Questo esclude dal loro orizzonte ogni rivendicazione che parta dai bisogni degli operatori della sanità, ben presenti sono invece gli interessi della borghesia piccola, media, grande, industriale, finanziaria o parassitaria.

Nonostante la rivoluzione dei turni e degli orari conseguente all’adozione dell’orario di lavoro “europeo” che ha messo fine alle deroghe, di fatto si applica un nastro lavorativo articolato in 12 ore diurne e 12 ore notturne.

La riduzione dell’orario di lavoro e abbassamento dell’età pensionistica
è una priorità da rivendicare per lavorare meno, lavorare meglio, lavorare tutti!

Su un numero insufficiente di operatori si scarica la domanda di salute di una popolazione orfana di una rete territoriale che è ridotta ai minimi termini.

Questi stessi lavoratori sono costretti a vivere da assediati nelle corsie e nei pronto soccorso.

Le assunzioni emergenziali (last minute) a tempo determinano o interinali compensano appena il turnover.

Rispetto, applausi e prossimamente monumenti non mancano, ma condizioni di lavoro e livelli retributivi migliori si conquistano solo con la lotta e l’unità di tutti gli operatori sanitari e socio-sanitari, sia pubblici che privati.

La rivendicazione corporativa, delle singole professionalità, svincolata dalla difesa della Sanità Pubblica è perdente!

Viviamo come un’offesa alla nostra dignità il premio che si vuole assegnare per averci imposto rischi e turni massacranti per tamponare le falle che le svendite ai privati hanno prodotto nella sanità pubblica.

Il premio al rischio covid-19 e poi covid-20 ecc. ecc. è da scongiurare perché la nostra vita non ha prezzo.

Rivendichiamo!

35 ore settimanali.

Scorrimento delle graduatorie degli idonei e stabilizzazione dei precari.

Quattordicesima mensilità.

Ferie e turni di riposo da garantire con assunzioni straordinarie.

La lotta per conseguire questi obiettivi, è il solo l’antidoto a una condizione
di martiri ed eroi a cui vorrebbero consegnarci.

Genova, 15.11.2020