Cobas

[CONTRIBUTO] Dopo i rider, gli shopper: ora il “sindacato” se lo fanno direttamente i padroni. Prove d’orchestra dell’era Draghi contro i lavoratori?

Riceviamo e pubblichiamo il contributo “Shopper: ora il “sindacato” se lo fanno direttamente i padroni – G.G.“, già disponibile sul sito della redazione Il Pungolo Rosso (vedi qui).

Questa crisi sanitaria e sociale, che sta provocando i primi scioperi spontanei nelle fabbriche dopo decenni, e diviene ora anche crisi economica e finanziaria, mette alla prova i sistemi capitalistici, in Italia e nel mondo intero, e scuote le coscienze in settori della nostra classe cui si chiede di lavorare comunque, anche in assenza delle condizioni di sicurezza che vengono invece imposte al resto della popolazione.

Per la prima volta da decenni assistiamo a scioperi spontanei nelle fabbriche.

Anche nella lotta per ambienti di lavoro sicuri e adeguati dispositivi di protezione individuale, e nelle difficoltà di coloro che sono lasciati a casa con un futuro incerto, deve crescere la coscienza della necessità di lottare per superare questa società divisa in classi.

Contro le ideologie da “unità nazionale” tra sfruttati e sfruttatori.

Il virus globalizzato mette inoltre in chiaro l’inconsistenza delle prospettive di autonomie locali/localistiche, e delle scorciatoie “sovraniste”.

L’unica strada è quella internazionalista, dell’unione tra i proletari di tutto il mondo.

S.I. Cobas


“Gli “shopper” sono quei lavoratori che ricevono sullo smartphone l’ordine di spesa effettuato online, si recano al supermercato, riempiono il carrello e trasportano le buste fino a casa”.

Così su “Il Fatto Quotidiano” del 5 febbraio si descrive una categoria di lavoratori che oggi, tramite il “sindacato” UNIONE SHOPPER ITALIA, si vedono firmare il “contratto nazionale di lavoro”.  Sigla avvenuta in meno di 24 ore da parte di un organismo nato nientepopodimeno che… il 27 gennaio scorso! Il motivo di tale “celerità” è semplice: l’Unione Shopper Italia non è neppure un sindacato “giallo”, è un “sindacato” direttamente padronale. I padroni scrivono la “piattaforma” e…se la firmano!

Non è meraviglioso? Moderno? Efficace? In linea con le “esigenze” di mercato? Infatti nel testo, continua l’articolo, non sono indicati salari orari, né ferie pagate, ma lavoro autonomo e paghe “a cottimo”. 

Dopo i rider, ecco gli shopper dunque.  Ma i rider in confronto ci fanno la parte del “leone” (sic). Cito dall’articolo: “Essendo gli shopper impiegati da piattaforme digitali, potrebbero anche loro essere coinvolti dal decreto Rider, il quale prevede – da novembre 2020 – l’obbligo di regolamentare il settore con un CCNL e, in assenza, di applicare il CN di materia affine (in questo caso potrebbe essere quello della logistica o del commercio).” I padroni allora hanno provato prima con la Fisascat-Cisl, ma essendo essa troppo “pretenziosa” (stava per firmare, ma non accettava, pensate un po’, indennità di maternità solo alle donne che avessero completato almeno 500 incarichi pima di rimanere incinte), ecco che l’associazione padronale Everli (ex Supermercato 24) si è fatta il “suo” sindacato. Notare: 55 iscritti!

Continua l’articolo: “L’azienda ha subito sponsorizzato le adesioni a questa sigla con una raffica di videomessaggi inviati dall’Ad Sargenti a tutti gli shopper, preconizzando anche tagli di posti di lavoro in caso di mancata firma.” CGIL e UIL “sono pronte a una nuova guerra giudiziaria” e… buonanotte. La parola “lotta” è bandita dal loro vocabolario, come ormai è noto.

In conclusione: prove d’orchestra per “sindacati” dell’era Draghi?