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[TEXPRINT] 100 giorni di sciopero, non per noi ma per tutti: 16.000 volte grazie Prato, 50 volte vergogna Questura

100 GIORNI DI SCIOPERO A #TEXPRINT

NON PER NOI, MA PER TUTTI

16.000 VOLTE GRAZIE PRATO, 50 VOLTE VERGOGNA QUESTURA

Oggi, 27 aprile, sono 100 giorni che i 18 lavoratori della stamperia Texprint sono in sciopero. Abbiamo iniziato con un gazebo precario nel vento invernale del Macrolotto, ma oggi in via Sabadell abbiamo tende, tavoli, armadietti, elettricit√†, e soprattutto una casetta di legno: la “Casa dei Diritti”.

Si è vissuto bene, in questi 100 giorni.

Non sono mai mancati cibo, acqua, coperte, legna per il fuoco.

Questo √® stato possibile solo grazie all’affetto che i cittadini e le cittadine di Prato hanno dimostrato nei confronti di questi 18 ragazzi, che si sono presi la responsabilit√† di portare fino in fondo una battaglia per le migliaia di lavoratori del distretto tessile costretti in condizioni di sfruttamento sistematico, che lavorano 12 ore per 7 giorni alla settimana, senza nessun diritto.

100 giorni di sciopero sono tantissimi, e non √® facile: c’√® da pagare l’affitto anche se si dorme davanti ai cancelli, da mandare i soldi a casa alla famiglia.

Ma in questi 100 giorni, ai lavoratori sono stati donati ben 16.000 euro.

Chi √® passato al presidio lasciandone 5, chi ai presidi del sabato ne ha messi 50 nella cassetta di resistenza, chi lavorando in altre fabbriche o magazzini si √® organizzato per raccoglierne qualche centinaio tra i colleghi, e chi, come il signore che ci ha scritto la lettera qua sotto, si √® emozionato per questa lotta, per il coraggio di questi operai, e ha deciso di donar loro un’intera mensilit√† della sua pensione.

Nel mentre, la Questura di Prato continua a notificare multe covid a sindacalisti e operai in sciopero.

Ad oggi ne sono arrivate 50, tutte per “violazione del coprifuoco”.

Sorgono spontanee delle domande: quando a Texprint si lavorava tutta la notte con turni di 12 ore, la Questura dov’era?

Quando Prato si è attestata tra le prime città per contagi a causa delle norme di sicurezza non rispettate nelle fabbriche e del sovraffollamento delle case dovuto a stipendi miseri e sfruttamento sistematico, la Questura dov’era?

Alle multe faremo ricorso, come sempre.

Siamo tranquilli, perché siamo dalla parte della ragione.

Ci dispiace solo constatare anche questa volta l’insensatezza delle provocazioni della Questura di Prato, l’ultima delle quali √® stata il divieto di parlare dalle scalinate del Castello alla manifestazione dello scorso sabato.

Anche lì, abbiamo visto quanto sia stata efficace di fronte alle ragioni delle centinaia di persone che sono scese in piazza per dire basta allo sfruttamento.

Siamo davanti ai cancelli di Texprint da 100 giorni, e forse non esistono le parole giuste per dire il grazie che i gesti di solidariet√† ricevuti, dal primo all’ultimo, meriterebbero.

Ma possiamo promettere che porteremo fino in fondo questa battaglia che ha varcato da tempo i confini della Texprint, senza preoccupazione per multe, divieti o interventi per far passare camion carichi di merce… “non per noi, ma per tutti”.

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S.I. Cobas Prato e Firenze