Risultati positivi alla TNT di Orbassano-TO
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Oggi pomeriggio (17 giugno) dopo 3 ore di trattativa i lavoratori della 3M trasporti del magazzino TNT Orbassano conquistano il 100% delle rivendicazioni richieste dopo uno sciopero di 3 giorni. L'accordo porterà nelle buste paghe incrementi salariali di circa 300 €, oltre al riconoscimento di tutti i diritti contrattuali e sindacali.
Inoltre sono stati trasformati tutti i contratti precari in contratti a tempo indeterminato.
Grazie alla lotta e all'organizzazione, anche in questa cooperativa della logistica a Torino i lavoratori conquistano importanti miglioramenti salariali e migliori condizioni di lavoro. E ... sappiamo già che questa notizia sta viaggiando in altri luoghi della logistica in cui i diritti dei lavoratori vengono quotidianamente calpestati.
Dai lavoratori della logistica di Torino avremo a breve ancora notizie.
Si Cobas Torino
Ultima modifica il Martedì, 18 Giugno 2013 08:57
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Il loro, ed il nostro modo di ragionare (su un articolo di Repubblica)
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Leggiamo, da “La Repubblica” del 13 giugno 2013 (qui il link all'articolo), un articolo interessante dal titolo “GRANAROLO, i facchini dell’indotto: tutelateci dai blocchi selvaggi” . In esso si dice che c’è un papello firmato, oltre da qualche facchino che ha sostituito i lavoratori licenziati, degli autisti, autotrasportatori in proprio, venditori, turnisti, impiegati e sicuramente (aggiungiamo noi) qualche dirigente dell’azienda.
Tutti costoro rivolgono un appello al Prefetto e al Questore per un intervento che possa garantirgli di “lavorare in condizioni di normalità e serenità”.
Per normalità pensiamo che intendano la possibilità di continuare a mantenere la situazione in cui lavoravano gli attuali licenziati, e cioè:
con una busta paga decurtata del 35%; con la voce straordinari sostituita con una altra voce in modo che la cooperativa non paghi le tasse allo Stato; con gli scatti di anzianità non calcolati; con gli istituti contrattuali (tredicesima, quattordicesima, Rol ed ex festività) non pagati al 100%; con i livelli che non corrispondono alla professionalità acquisita; e infine, con condizioni e ritmi di lavoro tali da provocare sofferenze psicofisiche tra i lavoratori immigrati (i quali, si sa, sono più ricattabili).
Una normalità per i padroni della Granarolo, che utilizzavano il “caporalato collettivo” attraverso il Consorzio Sgb, oggi scaricato, ma - come dimostreremo anche in sede giudiziaria- facente capo alla stessa Ctl, la quale attuava, nei fatti, una vera e propria intermediazione della forza lavoro impiegata.
Per questo semplice motivo i lavoratori si sono organizzati nel Sindacato Intercategoriale Cobas, per rivendicare la piena applicazione del CCNL, la chiusura del fasullo “stato di crisi” (mentre in quel magazzino si facevano gli straordinari) e perché la voce “straordinari” non fosse pagata sotto voci non tassabili.
Dopo il secondo sciopero per queste rivendicazioni, i lavoratori venivano esclusi dalla loro abituale attività (qualcuno con 12 anni di servizio), e venivano bloccati ai cancelli, senza che fosse stato emesso nei loro confronti nessun atto formale.
In quei giorni abbiamo denunciato il fatto all’Ispettorato del Lavoro ma, a quanto ci è dato sapere, senza che questo abbia prodotto alcun effetto ed intervento ispettivo.
Per 11 giorni questi 41 “disgraziati”, lasciati fuori dal posto di lavoro, hanno protestato davanti ai cancelli (denunciano i 203 firmatari, i quali in sede giudiziaria saranno chiamati a testimoniare per gli 11 giorni che si sono presentati e non avrebbero potuto lavorare), ora i 203 firmatari, poverini, per tornare alla loro misera “normalità”, vorrebbero la loro totale eliminazione.
Chiaramente questa raccolta di firme è una farsa, sospettiamo organizzata ad arte dalla Granarolo, per poter continuare a sfruttare i lavoratori, senza che questi vedano tutelati i loro diritti.
Perché passino i licenziamenti non basteranno, però, i milioni di euro che hanno messo fino ad oggi sul tavolo.
I lavoratori, il loro sindacato, e tutti coloro che hanno sostenuto la lotta, saranno davanti ai cancelli fino a quando non avranno ottenuto il rientro sul loro posto di lavoro, con un salario stabilito dal CCNL, e col rispetto della propria dignità.
Il COORDINATORE NAZIONALE DEL SINDACATO INTERCATEGORIALE COBAS Aldo Milani
Ultima modifica il Sabato, 15 Giugno 2013 07:59
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Sosteniamo i facchini in lotta. Scarichiamo Granarolo
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I signori del latte hanno mezzi, soldi, compiacenze di vario tipo e rilevanza. I lavoratori della Granarolo e delle altre cooperative hanno la loro determinazione, il sostegno degli altri operai e dei solidali.
Sarà una lunga battaglia, dobbiamo mettere in campo ogni strumento disponibile per vincerla.
Boicottiamo i prodotti Granarolo!
Ultima modifica il Domenica, 02 Giugno 2013 11:11
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Comunicato unitario sullo sciopero del 15 maggio
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Pubblichiamo, a distanza di qualche giorno, un comunicato congiunto sullo sciopero della logistica del 15 scorso. L'apparente ritardo è dovuto alla necessità di fare il punto della situazione anche alla luce delle novità che sono intervenute negli ultimi giorni (delibera, della quale ancora non abbiamo ricevuto comunicazione ufficiale, della commissione di garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici essenziali) per contrastare le lotte e la crescita del movimento.
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Comunicato. A seguito della mancata disponibilità da parte delle associazioni di categoria e dei singoli corrieri ad aprire un tavolo di confronto sulla piattaforma di lotta per il rinnovo del Contratto Nazionale, scaduto il 31 dicembre 2012, l'assemblea dei delegati della Logistica del 19 aprile, unitamente alle OO.SS. Si Cobas, Adl Cobas e Conf. Cobas Privato, avevano proclamato un nuovo sciopero della logistica per il 15 maggio. Come è successo per lo sciopero del 22 marzo, anche in questa occasione, lo sciopero ha avuto una grande adesione, allargandosi anche ad altre città. Dall'Interporto di Bologna, alla Cittadella della Logistica di Padova, a tutte le altre realtà della logistica, Bartolini, TNT, Artoni, GLS, DHL, SDA, STEF, IKEA e molti altri magazzini, per l'intera giornata del 15 si sono susseguiti blocchi totali della circolazione delle merci e scioperi che hanno costretto molti corrieri a chiudere interamente i magazzini per l'intera giornata del 15 maggio.
Con gli scioperi unitari del 22 marzo e del 15 maggio, il movimento degli operai della logistica ha dato prova di combattività e determinazione rispondendo con la mobilitazione e la lotta al tentativo padronale di peggiorare le condizioni contrattuali e salariali e ha segnato un nuovo punto nella direzione dello smantellamento delle cooperative nel settore della logistica.
A Milano, Piacenza, Brescia, Bologna, Verona, Padova, Treviso, Torino, Ancona, Roma… lavoratori di tutti i paesi, sostenuti da militanti ed organizzazioni che solidarizzano con la lotta, hanno incrociato le braccia ed hanno parlato la stessa lingua contro lo sfruttamento mutuato dal “sistema delle cooperative” al servizio del grande capitale, vincendo ricatti e paura.
Ma oggi, dopo il 22 marzo e dopo il 15 maggio, a fronte della determinazione padronale nel non voler aprire concretamente il confronto sui punti della piattaforma da tempo presentata, ed insistendo testardamente su una loro indecente proposta di contratto, è indispensabile fare un ulteriore salto di qualità sul terreno delle forme di lotta, per ottenere i risultati voluti. Le lotte di questi ultimi anni hanno già prodotto enormi miglioramenti nelle condizioni di lavoro e sugli aspetti retributivi, ma oggi la partita in gioco è molto più ambiziosa e consiste nel cercare di produrre una uniformità di trattamento che parte da alcuni punti fondamentali che hanno come orizzonte quello dello smantellamento definitivo del sistema di sfruttamento basato sulle cooperative e sulla figura del socio lavoratore.
In questo senso, come abbiamo già annunciato, nei prossimi giorni andremo a definire un nuovo programma di scioperi articolati che avranno lo scopo di far capire a tutti che il movimento di lotta che abbiamo messo in moto non è un fuoco di paglia, ma può diventare un incendio di vaste proporzioni se non si accoglieranno le richieste che abbiamo presentato. Lo stato di agitazione continuerà e nuovi scioperi sono destinati a colpire l’ostracismo padronale e la complicità dei sindacati confederali che in diversi impianti cercano continuamente di colpire i lavoratori ed il sindacato di base per scongiurare processi di organizzazione dei lavoratori e l’applicazione di adeguate tariffe e condizioni di lavoro.
L’estensione del movimento dei facchini, che sta costruendo la condizione di un più ampio coinvolgimento alla lotta del personale viaggiante e creando ponti con altri settori del movimento operaio, ha incassato la solidarietà attiva di molte realtà politiche e sociali che hanno dato il loro contributo in molte città toccate dagli scioperi e non.
Dignità, solidarietà, determinazione ed unità di classe sono elementi fondativi di questo percorso sindacale e di lotta che, a partire da un segmento del movimento operaio a composizione sociale internazionale, sta lanciando un importante messaggio di ricomposizione a tutti i lavoratori, sfidando la repressione che inevitabilmente cerca di colpire questo percorso con denunce, cariche e pestaggi delle forze dell’«ordine» (GLS di Cerro Al Lambro, Basiano e Ikea docet), fogli di via, processi, licenziamenti politici, intimidazioni e minacce. A Bologna, i padroni delle “cooperative rosse” mettono in campo tutto il loro armamentario, politico, repressivo, istituzionale come la commissione di Garanzia della legge sullo sciopero per decretare (la fine della libertà di sciopero),con grande fantasia ma con intento repressivo, che la produzione del latte, delle mozzarelle e i prodotti caseari, sono un bene di prima necessità che vanno fatti arrivare con l’appoggio delle forze del disordine sui banconi dei loro supermercati impedendo le forme di sciopero che stiamo attuando (merci che i lavoratori hanno fino ad ora lasciato transitare con i furgoni diretti agli ospedali) per difendere le condizioni di lavoro e di vita dei proletari dei magazzini.
La valenza e l’incidenza degli scioperi se da un lato costringono la controparte a siglare accordi al rialzo dove il rapporto di forza lo impone, dall’altra cerca di attrezzarsi per penalizzare lo sciopero, principale strumento di lotta dei lavoratori, per sottoporlo a regolamentazione, imbrigliandolo secondo la logica di voler fermare un movimento di lotta che si sta allargando a macchia d'olio.
A margine di una profonda crisi del sistema capitalista, dei profitti vertiginosi dei colossi della logistica e dei lucrosi guadagni del sistema cooperativistico che puzza corruzione, sfruttamento, evasione e mafia da tutti i pori, il grido di riscatto e la ribellione del movimento di lotta dei facchini parla a tutto il movimento dei lavoratori:
Uniamoci e lottiamo!
Sindacato Intercategoriale COBAS – Associazione per i Diritti dei Lavoratori COBAS- Confederazione Cobas (privato)
Ultima modifica il Martedì, 21 Maggio 2013 17:22
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Sciopero alla TNT di Orbassano (aggiornamento 11 giugno)
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Torino, 11 giugno, ieri dopo 3 ore di trattative tra delegazione di lavoratori Sicobas, 2 delegati Tnt di Piacenza e Bologna e i dirigenti della cooperativa 3 M Trasporti si giunge a un accordo che segna un grande passo avanti per i lavoratori in sciopero da 3 giorni. L'accordo prima di tutto prevede l'applicazione al 100% di tutto il CCNL ,e il riconoscimento dell organizzazione sindacale SiCobas (punto più contrastato da 3 M e dalla Cisl, la quale era dovuta letteralmente scappare dietro fischi e cori dei laboratori che gridavano "andate via venduti".)
Concluso l'accordo, davanti ai cancelli si tiene l'assemblea dei lavoratori, che si conclude con il caldo e lungo applauso alla lotta, ma anche e soprattutto a quei lavoratori, a quegli studenti e a quei compagni solidali che in questi 3 giorni insieme ai lavoratori hanno tenuto duro davanti ai cancelli.
Ma mentre si svolge l'assemblea giunge notizia che i lavoratori della GTIM e Fortuna (cooperative dell'interporto Pescarito) intendono aprire lo stato di agitazione. La lotta dei lavoratori della logistica continua.ORE 13, 7 giugno. TNT di Orbassano, dopo uno sciopero e un serrato fermo delle merci, con la mediazione di un dirigente TNT mandato dalla direzione, i lavoratori della 3 M trasporti costringono la cooperativa ad accettare le condizioni proposte. Lunedì alle 9 e fissato l'incontro per la ratifica dell'accordo, nel frattempo però lo sciopero riprende Lunedi alle 6, perche non vogliamo vendete la pelle dell' orso prima di averlo ucciso.
Ore 15,30 il presidio e lo sciopero alla TNT di Orbassano continua. Abbiamo visto arrivare il "presidente" di corsa da Bologna . I lavoratori sono decisi di continuare la lotta finché non accettano tutto. Si prevede un presidio permanente e continuazione a oltranza. Chi può viene a sostenere : interporto sud Orbassano (uscita lato tangenziale) x info 348 2640440
Dalle 6.30 di stamattina i lavoratori della 3 M trasporti della piattaforma TNT dell interporto Orbassano sono in sciopero, riuscitissimo, nonostante le minacce dei caporali. Siamo tutti compatti e decisi davanti ai cancelli.
6-7 giugno 2013 - S.I. Cobas Torino
Ultima modifica il Mercoledì, 12 Giugno 2013 19:55
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