Sindacato Intercategoriale Cobas

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Lo sciopero (da infoaut.org)

Aggiornamento delle 15.30: Mentre a Bologna l'assemblea al termine del corteo interno all'interporto si conclude tra gli applausi, ricordando che lo sciopero andrà avanti per tutto il giorno, ci arrivano ancora valutazioni positive sull'andamento della giornata di lotta: dal Veneto, da Settola, Brescia, Piacenza e da numerose altre località più o meno grandi d'Italia. Ad Ancona lo sciopero dei dipendenti di Bartolini ha visto punte di adesione del 100%, con gli operai che hanno interrotto l'attività produttiva dell'azienda ricorrendo ai picchetti. Stessa sorte toccata alle sedi di SDA e Bartolini a Roma: anche qui la partecipazione dei lavoratori è stata totale. La mobilitazione si è conclusa con un corteo interno nella zona dei depositi di Tiburtiuna.
Aggiornamento delle 12.30: Si è concluso il corteo all'Interporto di Bologna, mentre i lavoratori e le lavoratrici si stanno riunendo in assemblea. Nelle altre città, sembra proseguire lo sciopero tra assemblee e picchetti.
Aggiornamento delle 12.00: A Bologna il corteo all'interno dell'Interporto, sta andando a sanzionare le diverse aziende presenti al suo interno come la Gogefin, collegata alla Granarolo, Dhl e Bartolini. A Settala, l'assemblea ha sancito il successo dello sciopero di oggi che ha determinato un ulteriore avanzamento sul piano sindacale. In particolar modo, alla Dhl è stato riconosciuto al Si Cobas il diritto di svolgere assemblee retribuite in azienda.
Aggiornamento delle 11.00: A Bologna, dove il blocco dell'interporto iniziato da questa mattina presto procede, l'assemblea dei lavoratori ha deciso di muoversi in corteo.
Intanto a Piacenza, lo sciopero continuerà anche nel pomeriggio mentre si registra un'altissima partecipazione dei lavoratori ai cancelli dell'Ikea.
Aggiornamento delle 9:50am: A Bologna l'assemblea dei lavoratori in lotta ha deciso di lanciare un corteo che sta per partire ed attraverserà tutto l'interporto. A Piacenza gli operai di GLS,TNT ed altri appalti minori sono mobilitati dalle 5 di questa mattina davanti al deposito generale di Ikea: il blocco è totale e continuerà per tutta la giornata. Seguiranno aggiornamenti.

Aggiornamento delle 9am: una lavoratrice della Grandi Salumi dell'interporto di Bologna spiega la ragione della sua partecipazione al blocco promosso dai facchini. "ci hanno licenziato in 15, quattro di noi erano in maternità!". [Guarda il video del suo intervento al megafono].

Aggiornamento delle 8am: “Logistica razzista, lavoro da schiavista!”, e poi “sciopero, sciopero, sciopero!”. Il blocco all'interporto di Bologna si fa carico della rabbia dei facchini [ guarda il video dal picchetto ]. Gli interventi al microfono ricordano che il tempo dei soprusi e delle ingiustizie dei padroni è finito [ guarda il video con l'operaio che interviene al blocco ]. A Piacenza 400 facchini di TNT e GLS davanti all'Ikea bloccano gli ingressi della multinazionale. A Settala lo sciopero dei facchini dell'SDA è iniziato in anticipo, alle 23h, in solidarietà ad un facchino colpito da un provvedimento disciplinare.

La nebbia e le prime luci dell'alba, giu infondo si vedono le prime bandiere rosse Si.Cobas e dalle macchine escono gruppi di studenti e precari solidali. In alto il cartellone luminoso con scritto “INTERPORTO DI BOLOGNA”. I compagni e le compagne del Lab. Crash montano l'amplificazione e i gazebo. I primi tir vengono bloccati dai primi manifestanti. Oggi è sciopero del settore della logistica e i camion a Bologna come altrove non passano. Minuto dopo minuto il blocco si compatta e aumentano i partecipanti all'iniziativa. Mentre vi scriviamo siamo più di 500 e i facchini continuano ad arrivare all'appuntamento di lotta da tutte le aziende della provincia [guarda il primo video della giornata]. A Bologna l'adesione è del 100% alla TNT, SDA, DHL, Artoni, Arco, GLS, Bartolini. A Roma scioperano e picchettano i facchini di Bartolini ed SDA, ad Osimo la Bartolini, a Milano SDA e DHL, a Settala picchetti come all'interporto di Carpiano, a Peschiera Borromeo sciopero alla TNT, come a Brescia dove i facchini di TNT e Bartolini incrociano le braccia.

15 maggio 2013 da infoaut.org

Ultima modifica il Mercoledì, 15 Maggio 2013 16:21

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Nuovo sciopero all'IKEA di Piacenza

Giovedì 9 maggio i lavoratori della cooperativa Euroservice del magazzino Ikea di Piacenza sono scesi in sciopero contro le modifiche statutarie adottate dalla cooperativa, che tra l'altro prevedono:
- la prestazione di mezz'ora di lavoro non retribuita ogni settimana, per “pagare” le perdite conseguenti alle agitazioni che hanno avuto luogo tra ottobre 2012 e gennaio 2013;
- la sospensione dei lavoratori senza salario qualora ci sia poco lavoro;
- la non distribuzione ai lavoratori degli eventuali utili;
E una serie di inasprimenti disciplinari volti a creare un clima da caserma e di costante ricatto sui lavoratori, quali multe per la minima mancanza in materia di pulizia, “negligenza”, ritardo; sospensioni per rivelazioni di “segreti aziendali”, incluso l'andamento economico della cooperativa (cose di cui è normale discutere nell'attività sindacale), e per ritardo ripetuto una volta nella comunicazione della malattia; licenziamento per “atteggiamenti contrari allo spirito cooperativistico” o per “grave atto di indisciplina” nei confronti del Consiglio di Amministrazione o del Presidente.
Queste misure, volte a ricreare un clima di paura nel magazzino, dopo la chiusura della lotta contro l'espulsione dei lavoratori SI Cobas e il rientro a testa alta degli operai estromessi, hanno ottenuto l'effetto contrario, ricompattando i lavoratori attorno ai delegati e operai organizzati nel SI Cobas, e lo sciopero compatto di ieri, accompagnato da assemblee ai cancelli tra le 13 e le 15, con la partecipazione numerosa dei lavoratori anche delle cooperative San Martino e Cristall (tutti in sciopero-assemblea), che hanno così manifestato, oltre alla loro solidarietà con i lavoratori Euroservizi, anche la volontà di respingere analoghi provvedimenti ventilati dalle rispettive cooperative.
La lotta ha pagato. Il presidente di Euroservizi, Zaffignani ha convocato d'urgenza il Consiglio di Amministrazione che ha approvato la sospensione dei punti della delibera respinti dai lavoratori fino alla prossima “assemblea” convocata per il 6 giugno, e si è impegnato alla restituzione sotto altra forma delle mezze ore non pagate. Solo allora i lavoratori sono tornati.
La maggioranza che ieri ha lottato è il risultato della tenacia messa in campo da una minoranza nella lotta dell'autunno-inverno. La giornata di giovedì ha segnato la ripresa di fiducia e di unità dei lavoratori Ikea, che si sono re-iscritti al SI Cobas in numero crescente, e la sconfitta delle manovre padronali di divisione e intimidazione.
I lavoratori hanno potuto constatare che se si lotta uniti, la lotta paga.
Molti sono i problemi che restano da affrontare all'Ikea, a partire dalla mancata attuazione dell'accordo del giugno 2012 su livelli, anzianità, pagamento  di malattia e infortuni, e gli stessi diritti sindacali quali il diritto di assemblea per i lavoratori SI Cobas.

Ultima modifica il Sabato, 11 Maggio 2013 11:29

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Sciopero alla Coop e Granarolo (BO)

Dopo 32 ore di sciopero è stato temporaneamente sospeso lo sciopero ai magazzini Coop di Anzola (Bo). Lo sciopero era scattato all'alba di ieri a fronte dei peggioramenti salariali legati al nuovo appalto gestito, da dicembre, dalla Astercoop ma, soprattutto, in risposta ad un piano repressivo, mirato contro 16 attivisti del SI.cobas, in prima fila nel contrastare i ritmi di lavoro selvaggi imposti dall'azienda. 16 operai sospesi tutti per motivi... inesistenti, di cui 2 già licenziati per scadenza del contratto (rinnovato invece ad altri 24) Anche in questa occasione, nella giornata di ieri, la polizia é intervenuta per forzare lo sciopero e il relativo picchetto e consentire l'ingresso di una ventina di crumiri. Questa mattina, quindi, nuovo appuntamento ai cancelli dalle 4,30 e prosecuzione dello sciopero. Nonostante non si sia aperto nessuno spiraglio reale di trattativa e di soluzione, l'assemblea degli operai ha deciso di interrompere lo sciopero alle 11, contrastando così il tentativo aziendale e sbirresco di incutere paura e quindi possibile sfilacciamento, mantenendo intatte le possibilità di rilancio della battaglia, anche in vista dello sciopero generale del 15 maggio. Non é d'altra parte escluso che la Coop Adriatica decida di seguire le orme di Ikea e Granarolo (in sciopero per quattro giorni di fila)e di bloccare l'ingresso, nei prossimi giorni, a chi si é messo maggiormente in mostra nello sciopero. Resta quindi aperto lo stato di agitazione e, con esso, l'appello a seguire in massa l'esempio dei facchini delle altre fabbriche del bolognese che insieme a delegazioni di compagni di varie aree politiche, in 50 ieri e questa mattina, hanno sostenuto insieme ad altri militanti accorsi a sostenere  concretamente la lotta davanti ai cancelli

3 maggio 2013 - S.I Cobas Bologna

Ultima modifica il Venerdì, 03 Maggio 2013 20:45

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Granarolo: la Grande Mucca attacca la lotta dei facchini. Aggiornamento

Giovedì 9. Questa mattina i facchini scelgono di spostare la loro protesta ai cancelli della madre del loro sfruttamento. Sono davanti alla Granarolo, che dista meno di 100 mt dal magazzino in cui loro lavorano. Con un'azione comunicativa i facchini denunciano la responsabilità del colosso Granarolo nascosto dietro la lunga catena di appalti e subappalti. Ai passanti e ai dipendenti del colosso caseario viene distribuito un volantino esplicativo dello sciopero, mentre al megafono la lotta continua a raccontarsi. Anche oggi il bianco candore con cui i "Signori del latte" si vorrebbero rappresentare viene smascherato dal rosso della vergogna a cui la lotta dei facchini li costringe.

Mercoledì 8 ore 7.00. I facchini dipendenti del consorzio SGB spostano la protesta all'Interporto, presso la COGEFRIN, l'altra ditta che insieme a Granarolo gode di questo appalto. Qui decidono di bloccare i lavoratori chiamati in sostituzione dei sospesi. La maggiorparte di questi nuovi facchini è stata chiamata senza sapere di dover sostituire altri lavoratori sospesi. la bella notizia è che molti di loro non aspettano di essere bloccati, perchè resisi conto di quello che sta succedendo solidarizzano immediatamente, tan'è che alcuni di loro si uniscono alla protesta. Il blocco continua sino alle ore 11.00 dopodichè, i lavoratori e solidali decidono di spostarsi all'Ipercoop dove vengono vendui molti prodotti Granarolo. Qui viene distribuito il volantino che parla della loro lotta e del 15M, giorno dello sciopero generale.

Ore 9.00 i facchini si presentano allo stabilimento Ctl in appalto Granarolo e per il terzo giorno si è negato loro di entrare a lavorare. Puniti per lo sciopero. A quel punto si riuniscono in assemblea e decidono di bloccare fino alle 12.00 camion e lavoratori chiamati in loro sostituzione, decidendo per le ore 12.00 di indire una conferenza stampa che spieghi le loro ragioni.

Dopo circa mezz'ora i responsabili della Ctl (vedi video) si rivolgono agli autisti dei camion bloccati( nel video si vede che guidano camion Ctl) dicendogli di non parcheggiare altrove ma di sostare in mezzo alla strada e bloccare il traffico. Lo scopo dell'azienda è quello di addebitare ai lavoratori un blocco del traffico che in quel momento non hanno deciso loro. Accortisi di questa manovra i lavoratori si rivolgono ai camionisti dicendogli di liberare la strada e precisando che non erano loro a bloccarli lì. A questo punto un camionista decide di forzare il blocco e investe il picchetto. Si sente dire da parte dei responsabili al camionista di accellerare e non preoccuparsi. Il picchetto viene travolto e due lavoratori investiti. Dopo nemmeno 5 mn arriva la polizia in assetto antisommossa, evidentemente chiamata dalla Gbs e Ctl già da tempo.

Sono le 11.55. Arrivano i giornalisti e viene fatta la conferenza stampa.
Ore 12.30 i lavoratori si riconvocano in assemblea per decidere come proseguire la lotta. Granarolo a nemmeno 200 metri di distanza vede e tace.
La Granarolo in merito alla protesta dei facchini non solo declina ogni responsabilità, ma anzi dichiara di essere parte lesa per il danno provocato alla sua immagine. Annuncia inoltre che provvederà al più presto a chiedere ai responsabili della protesta un risarcimento. Ovvero ai quei facchini che lavorano in una catena di subappalti alla base della grande piramide casearia. A quei facchini che non sono nemmeno tutelati dal già misero ccnl del trasporto merci, a quei facchini che vengono convocati a fantomatiche riunioni di soci per firmare (senza avere la possibilità di capire di cosa si tratta) il decurtamento del loro salario del 35% a “causa della Crisi”. Quei facchini che ricevono offerte di “emolumenti” fuori busta per rinunciare alla loro protesta.

A questi lavoratori vessati e sfruttati la Granarolo, simbolo del “made in Italy” tradizionale vorrebbe tappare la bocca minacciandoli dall'alto della piramide.
Come le altri committenti anche la “Grande Mucca” si dissocia dal lavoro per essa svolto, dichiarando che i facchini non sono affatto suoi dipendenti. Coerentemente con il sistema dell'appalto a cooperative terze, quarte, quinte etc i grandi marchi affidano a fornitori esterni, la gestione operativa di una o più funzioni logistiche (approvvigionamento, trasporto, distribuzione finale, stoccaggio materie prime e prodotti finali ecc.). E' l'outsourcing della logistica che garantisce l'abbattimento dei costi del lavoro per i padroni e avvita le catene ai polsi degli operai aumentando il peso dello sfruttamento.

Granarolo come tutti gli altri è perfettamente a conoscenza di tutto ciò, ma fa finta di non vedere, peculiarità questa del nostrano capitalismo emiliano dedito all'etica delle tavole rotonde con la cgil e dei buffet per le ong, ma nella sostanza sempre pronto a spremere gli operai per trarre maggio profitto. La “Grande Mucca” emiliana produce ad esempio il latte LABAN che arriva nei frigoriferi di mezzo mondo rispettando i dettami della tradizione musulmana in “omaggio” al mercato arabo locale e di esportazione, mentre massacra le schiene e le braccia che permettono tra un magazzino e l'altro al latte LABAN di conquistarsi nuove e lucrose fette di mercato. Queste strategie sono il vanto del presidente Gianpiero Calzolari, presente anche nel consiglio direttivo della LegaCoop, che dal vertice della piramide osserva compiaciuto il lavoro degli schiavi alla base.

Il paradosso è che i padroni della logistica fino ad oggi hanno goduto di una libertà e di un clima di impunità che gli ha permesso difoto calpestare anche i più elementari diritti dei lavoratori (perlopiù migranti), utilizzandoli addirittura per promuovere l'immagine eticamente progressista dell'azienda!
Ma la task-force dei signori della logistica non aveva previsto “la ribellione degli schiavi”, che non più disposti ad essere sfruttati scioperano compatti, determinati e tra loro solidali.
A Bologna al magazzino Ctl  dopo due giorni di sciopero i lavoratori del consorzio SGB forti della lotta decisa con i propri tempi, si sono ripresentati sul posto di lavoro, ma sono stati respinti (illegalmente), puniti per lo sciopero. In maniera del tutto illegittima senza che vi fosse una comunicazione formale, l'azienda non li ha fatti entrare [guarda il video del respingimento ai cancelli]. A questo punto hanno ripreso a bloccare i cancelli e le merci concentrandosi all'Interporto di Bologna dove il consorzio cooperativo SGB ha un altro appalto presso COGEFRIN, altra committente del “fresco”.  Negato il loro diritto di lavorare sono andati all'ispettorato del lavoro per denunciare l'accaduto.
Il responsabile del consorzio ha affermato di essere a conoscenza dell'illegittimità del provvedimento e ha sfidato i lavoratori forte dei tempi lunghissimi della giustizia italiana. I facchini sanno perfettamente che questo atteggiamento mira a spaventarli e scoraggiarli ma sono anche convinti che la battaglia per la riconquista della loro dignità non si possa più fermare. Ad Ikea son rimasti tre mesi sotto la neve e i manganelli e hanno vinto. Hanno continuato a lottare alla Tnt, alla Dhl etc vincendo ancora. Chissà che anche la Granarolo, non debba rivedere la propria strategia aziendale, e forse la “Grande Mucca” emiliana già da oggi potrebbe mutare il sorriso beffardo in una smorfia di preoccupazione.

7 maggio 2013 da infoaut.org

Ultima modifica il Giovedì, 09 Maggio 2013 22:00

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1° maggio dei lavoratori

Mercoledì 1 maggio ci sono stati due attivi a Milano e Bologna dove numerosi lavoratori si sono trovati per discutere sul senso della giornata internazionale e internazionalista del proletariato contro il sistema capitalista e per rilanciare la lotta nel settore della logistica fissato per il 15 maggio sul Ccnl. Tutti gli interventi hanno sottolineato la necessità  di estendere la lotta in più magazzini e di non fare ore di straordinari il giorno seguente allo sciopero. Contro un nemico così agguerrito il nostro fronte ha chiamato alla lotta e per questa lotta tutti gli operai del settore e ha espresso la necessità  di collegarsi a tutte le realtà  di lotta per contrastare efficacemente i propri padroni , e quelli degli altri settori per difendere il salario, la propria dignità  in una prospettiva anticapitalista e per contrastare il proprio governo. Tali temi sono stai agitati anche nella manifestazione fatta a Piacenza alle ore 15,30 e, anche qui si è espresso la volontà  di andare al prossimo  sciopero del 15 maggio in modo più incisivo ed esteso per convincere i padroni a trattare anche con noi,  che abbiamo la più forte presenza nel settore. A Bologna terminata l'assemblea e' iniziato lo sciopero alle 22,30 alla Granarolo e alle 4,30 alla cooperativa Adria per l'applicazione del contratto nazionale che era in vigore fino al dicembre del 2012 nella prima azienda e nella seconda per far rientrare il licenziamento ingiustificato di due lavoratori organizzati nel si Cobas e per i provvedimenti disciplinari nei confronti di più lavoratori che vogliono far valere i propri diritti. Alla Granarolo lo sciopero il terzo negli ultimitre giorni si è chiuso alle ore 12 dopo un intervento repressivo degli sbirri che cercavano lo scontro e dopo aver valutato che era utile ritirarsi e non farsi identificare dalla DIGOS e dei carabinieri presenti in massa e che avevano circondato gli scioperanti e chi era accorso a solidarizzare con i lavoratori. Domani i lavoratori si presenteranno in azienda per riprendere il lavoro fissando un appuntamento  per continuare la lotta. All'Adria alle ore 18,00 lo sciopero va avanti ancora con determinazione.
Sabato faremo al pom. Una riunione per decidere come continuare la battaglia per migliorare le condizioni di lavoro e per la dignità  negata.

Ultima modifica il Giovedì, 02 Maggio 2013 20:20

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©Sindacato Intercategoriale COBAS