Il 23 settembre 2017 ci lasciava il compagno Nabil, giovane 28enne lavoratore a Modena da sempre in prima fila nelle lotte con gli operai del S.I. Cobas; per ricordarlo, pubblichiamo qui sotto alcune testimonianze dei compagni e delle compagne modenesi, del coordinatore nazionale Milani e dei solidali dello Spazio Guernica.

Nabil vive nel cuore di chi lotta!


In una strada tortuosa è avvenuto l’incidente d’auto in cui è morto, a soli 28 anni, Nabil, un compagno del SiCobas.

E’ tremenda la notizia per tutte e tutti noi.

Chi ha avuto la fortuna di stargli vicino sa che Nabil era spontaneo, sincero e appassionato.

Nel Sicobas i rapporti sono forti perché siamo l’uno a fianco all’altra in situazioni estreme ed è per questo che le persone si conoscono da vicino, in momenti carichi di emozioni primordiali dove non c’è spazio per etichette.

Mentre si lotta spalla a spalla si vede il bello e il cattivo tempo di ognuno, che disarmato, solo ha per difendersi lo scudo della solidarietà. Ed è per questo che, se diciamo che un compagno come Nabil è coraggioso, lo diciamo perchè lo è davvero, senza retorica.

Se diciamo che un compagno come Nabil è sincero, appassionato, forte, timido e irruento..

Se diciamo che qualche volta non sapeva ascoltare perché doveva aggiungere concetto su concetto al suo discorso..

E se diciamo che era sfrontato, è perché lo abbiamo visto essere così, lo abbiamo abbracciato, abbiamo avuto paura insieme a lui e abbiamo trovato il coraggio di sfidare, ciò che non era sfidabile, proprio perché Lui era con noi.

Se diciamo che lascia un vuoto è perché in questo momento ci sentiamo svuotati e privati di un affetto profondo per un compagno sincero che abbiamo avuto la fortuna di poter amare ed ammirare.

Abbiamo ascoltato con passione quando con affetto parlava del popolo palestinese e con rispetto si confrontava sulle rivolte del Rif.

Lo ricordiamo nei picchetti davanti a Alcar Uno, sotto il sole battente, o litigando con il poliziotto di turno, o svelando ad un amico o ad un compagno i misteri di una busta paga.

Il coordinamento di Modena è più debole da oggi, ma se non lo sarà è perché sappiamo che un compagno come Nabil ci chiederebbe di raccogliere la sua determinazione e farla vivere nelle lotte che ogni giorno dobbiamo continuare ad affrontare, con il gioioso peso del costante ricordo del suo amore per la libertà e la giustizia di cui da oggi ci dovremo fare carico con determinazione.

Concedici di poterti piangere per un momento, poi torneremo sulle barricate dove ti terremo sempre al nostro fianco.

Tu ci hai insegnato ad essere duri senza perdere la tenerezza.

E’ stato bello averti conosciuto: un saluto a pugno chiuso.

24 settembre 2017,

Il cordinamento del SiCobas di Modena


“Onore a questo giovane, grande compagno.

Impegnano in tutte le lotte del modenese e non solo era anche membro del coordinamento del S.I. COBAS.

La lotta che l’aveva visto protagonista era avvenuta in un’azienda metalmeccanica e vi posso testimoniare come teneva a testa con i suoi compagni al padrone: con grande forza e determinazione.

L’ultima volta che l’ho visto è stato ad un coordinamento nazionale e nella pausa dell’incontro con tenerezza gli feci un buffetto sulla guancia e lui, per tutta risposta, mi disse che il libro a vignette che gli avevo regalato gli aveva reso più evidente per quali problemi lottava e quali erano i nostri scopi: il “Manifesto del partito comunista” di Marx.

Nabil sei morto nel tuo fisico, ma sei vivo nella mia, nostra (S.I. COBAS) mente collettiva.”

Aldo Milani per tutto il S.I. COBAS


Col terribile incidente di ieri abbiamo perso un compagno, un amico e un fratello.

Nel tempo che abbiamo passato insieme e che oggi ci sembra dolorosamente troppo poco abbiamo imparato ad alzare la testa e lottare insieme, a resistere davanti ai cancelli durante i picchetti, ad affrontare con la rabbia e con il sorriso chi tutti i giorni vorrebbe privarci di tutto.

Abbiamo fatto cortei, superato posti di blocco, passato giorni e notti insonni, mattine gelide e pomeriggi torridi, abbiamo scherzato e discusso, abbiamo giocato, ci siamo scontrati con polizia e guardie del corpo imparando che lottando insieme scompare ogni paura.

Vogliamo ricordarti continuando sulla via verso il riscatto che con la tua presenza e la tua forza hai contribuito a tracciare.

“Il primo nemico da abbattere è la paura”.

Ciao Nabil, che la terra ti sia lieve.

24 settembre 2017

Spazio Guernica