Logistica

La terza notte di Mimmo sulla gru e la più dura

Oggetto:aggiornamenti sulla protesta dei licenziati Fiat a Napoli

, è stata finora la più dura.

Nel pomeriggio l'assemblea itinerante delle realtà promotrici del corteo contro la discesa di Renzi a Napoli il 16 maggio si è conclusa a piazza Municipio, dove circa un centinaio di compagni hanno fatto sentire forte la loro solidarietà nei confronti di Mimmo, di Marco (che lunedì notte è stato costretto per motivi di salute a scendere dalla gru) e del Comitato di Lotta cassintegrati e licenziati Fiat. Evidentemente questo segnale di forza e di unità deve essere risultato indigesto alla questura e alle forze dell'ordine, le quali stasera, per la prima volta dall'inizio della protesta, hanno negato ai solidali la possibilità di far pervenire a Mimmo l'acqua e il cibo necessari a resistere.
Dopo ore di vana ed estenuante trattativa, di fronte all'ennesimo diniego della polizia, alle 22.30 un gruppo di circa 50 tra lavoratori e solidali hanno deciso in segno di protesta di bloccare l'arteria stradale che collega Piazza Garibaldi a Piazza Municipio. Il blocco stradale è durato circa due ore, fin quando, a notte oramai inoltrata è giunto sul luogo del presidio in vesti di mediatore l'assessore al lavoro del comune di Napoli Panini. Su pressione del presidio l'assessore ha chiesto alle forze dell'ordine di consentire l'arrivo dei vigili del fuoco in modo da far pervenire a Mimmo l'acqua, il cibo, i medicinali e le coperte necessarie a far fronte alla terza notte di protesta in cima alla gru.

La lotta prosegue ad oltranza. 
A Napoli non c'è spazio per le passerelle elettorali di Renzi e degli sciacalli responsabili dei licenziamenti e delle politiche di fame e precarietà.
Per il reintegro immediato di tutti i cassintegrati e licenziati
Lavoro o non lavoro: salario garantito
Verso il 16 maggio: trasformiamo Piazza Municipio in un presidio permanente e unitario delle lotte per il lavoro e il salario e dei movimenti di opposizione sociale al governo Renzi e alle sue politiche di rapina.

Solo la lotta paga
Uniti si vince

Comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat
SI-Cobas Napoli

SDA-Poste Italiane: respinti i licenziamenti anti-SI CObas a Bologna

Come spiegato in precedenza, Poste Italiane, su pressione della CISL interna, puntavano a utilizzare la ristrutturazione del magazzino-hub di Bologna per demolire la presenza del SI Cobas, cui aderisce circa l’80% dei 510 lavoratori del magazzino.

SDA aveva rifiutato di firmare la conservazione del posto di lavoro in caso di cambio di cooperativa, e aveva risposto con la serrata allo sciopero dei lavoratori, serrata continuata per tutta la scorsa settimana, mentre i lavoratori erano licenziati dalle cooperative precedenti, il cui appalto era scaduto e non rinnovato.

Mentre si svolgevano manifestazioni dei lavoratori e incontri in Prefettura di Bologna con sindacati confederali, USB (che prima i suoi aderenti tra cui sei capi avevano svolto il ruolo di crumiraggio durante gli scioperi prestandosi al ruolo di sindacato giallo) e SI Cobas (separatamente), Poste Italiane-SDA firmavano con i confederali un accordo che era una fotocopia di una parte (escluso il passaggio al 4° livello e il pagamento della malattia) dell’accordo strappato da SI Cobas e ADL Cobas con la lotta a SDA e agli altri grandi gruppi della logistica, nel tentativo di far recuperare la faccia alla Triplice di fronte ai lavoratori, una volta estromesso il SI Cobas (vedi allegato).

Lunedì notte alle ore 2 l’ennesimo incontro in Prefettura si era concluso con un nulla di fatto, di fronte all’intransigenza di SDA, che proponevail rientro in azienda di 150 lavoratori adesso e altri 150 entro la fine di giugno. L'azienda su diktat delle Poste Italiane dopo varie proposte e giravolte continue voleva imporre la selezione di chi doveva rientrare in azienda con la volontà politica di far fuori i lavoratori del SI Cobas più in vista nelle lotte nel magazzino.

Ma martedì i lavoratori SDA, nonostante le minacce di applicare la legge 146 anti-sciopero con una lettera in tal senso fatta circolare nei magazzini di Roma,  si sono diretti, dopo un'assemblea nella sede del SI Cobas, in corteo a  bloccare per la seconda volta  l’attività di un magazzino di spedizione delle Poste ( dove lavorano 600 lavoratori che anch'essi sono minacciati dalla ristrutturazione). Allarmati e impauriti i dirigenti Sda contattavano la Prefettura ed il Si Cobas per chiedere di riaprire la trattativa, in pratica  i lavoratori SI Cobas venivano richiamati in Prefettura, dove alle 2 di mercoledi è stato raggiunto l’accordo: Cassa Integrazione a rotazione per tutti, sia tempi indeterminati che tempi determinati e alla scadenza dei determinati il 31 luglio gli altri ritornano in azienda. USB sostiene in un comunicato che è grazie a loro che Sda ha raggiunto l'accordo con i sindacati: questa è l'ennesima menzogna di un sindacato che ha nei fatti giocato solo il ruolo di crumiraggio nella lotta che il Si Cobas ha portato avanti e che al tavolo separato della trattativa ha avuto un ruolo marginale se non utile ai padroni malgrado le inutili minacce nei suoi proclami ( nell'ultimo comunicato, rasentando il ridicolo, sostengono che Sda sarebbe arrivata ad accordarsi per la paura di una manifestazione da loro indetta che doveva dirigersi verso la Regione: la solita passerella verso le istituzioni) .

Molti problemi della ristrutturazione saranno da affrontare in seguito, ma ancora una volta la determinazione nella lotta paga, la possibilità di allargarla sul piano nazionale in accordo con ADL Cobas,  ha sventato un attacco frontale e permette di lasciare intatta l’organizzazione indipendente dei lavoratori.

SE TOCCANO UNO TOCCANO TUTTI!

SE TOCCANO I FACCHINI DI UN MAGAZZINO, TOCCANO TUTTI I FACCHINI!

Al grido di non passeran: non sono passati grazie al fronte vasto dei lavoratori che oggi si oppongono ai padroni della logistica

COMUNICATO SU ACCORDO TRA SDA E FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI

COMUNICATO SU ACCORDO TRA SDA E FILT CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI
UNA PROVOCAZIONE PADRONAL/SINDACALE CHE SI AGGIUNGE AL PESANTISSIMO ATTACCO PORTATO AI LAVORATORI DI BOLOGNA.
Prima di esprimere una valutazione sull'accordo sottoscritto tra SDA e Triplice, è necessario fare una breve premessa.
E' in corso da un paio di anni una vertenza nazionale promossa da Si Cobas e Adl Cobas che aveva come obiettivi di fondo quelli di migliorare le condizioni contrattuali ed economiche dei lavoratori ed al contempo di avviare un percorso che portasse al superamento della figura del socio lavoratore alla necessità di introdurre meccanismi di salvaguardia dei lavoratori in caso di cambi di appalto e di aprire un terreno nuovo di salvaguardia della salute e di forme assicurative innovative in caso di inabilità al lavoro.
A seguito delle iniziative di lotta messe in atto in questi ultìmi due anni, consistititi in 3 scioperi generali della logistica, siamo riusciti ad imporre un tavolo di trattativa nazionale con TNT, GLS, BRT e SDA che ha portato alla firma di documenti, in ordine, da GLS, da TNT e BRT, nei quali venivano indicate le nuove condizioni contrattuali alle quali i vari fornitori dovevano adeguarsi. Tra i vari punti indicati, la clausola di garanzia – l'obbligo di assumere tutti i lavoratori presenti in un determinato magazzino alle medesime condizioni contrattuali con mantenimento dell'anzianità di magazzino, in caso di cambio di appalto – un ticket restaurant da 5,29, integrazioni malattia ed infortunio, passaggi di livello automatici del 6° al 5° e dal 5° al 4° J, istituti contrattuali fissi al 100 % e vari altri punti.
Del gruppo di committenti che avevano partecipato agli incontri, SDA si era defilata, accettando successivamente un tavolo separato per arrivare comunque a definire un documento simile a quello firmato dagli altri corrieri.
Dopo vari incontri nei quali eravamo riusciti a concordare un testo riguardante in particolare la clausola di garanzia, SDA decideva di irrigidirsi come scelta politica, dettata da Poste Italiane su forte pressione della CISL.
La scelta di SDA di non firmare quel documento, nel frattempo, veniva accompagnata dalla decisione di portare un attacco frontale al magazzino SDA di Bologna decidendone la serrata, con l'intento specifico di far fuori la presenza del Si Cobas all'interno del magazzino che raccoglie l'adesione del 90 % dei lavoratori.
Contemporaneamente SDA si ritrovava a Roma con la Triplice per arrivare a sottoscrivere un accordo che è la brutta copia di quanto sottoscritto da BRT, TNT e GLS, all'interno del quale è stata inserita la clausola di garanzia, il passaggio automatico dal 6° J al 6° S e dal 6° S al 5° dopo 18 mesi di anzianità di servizio, l'applicazione del ticket di 5,29 € e l'introduzione dell'integrazione per infortunio. Non si fa menzione della malattia e del passaggio dal 5° al 4° J. Nè si fa riferimento all'aspetto della salute dei lavoratori.
Qual'è il significato di questo accordo, che peraltro richiama l'intero contenuto dell'accordo FEDIT del 13 febbraio del 2014, è facile dirlo: SI TRATTA DI UN ATTO DI ARROGANZA E DI SFIDA NEI CONFRONTI DI CHI RAPPRESENTA REALMENTE I LAVORATORI. CON QUESTO ACCORDO, SIGLATO CONGIUNTAMENTE ALL'ATTACCO PORTATO IN SDA A BOLOGNA, SI SIGILLA UN PATTO TRA PADRONI E TRIPLICE CHE VUOLE APRIRE LA STRADA AD UN TENTATIVO DI FRANTUMARE IL PERCORSO, ORAMAI CONSOLIDATO, DI AUTOORGANIZZAZIONE CHE HA ATTRAVERSATO TUTTI I PRINCIPALI POLI DELLA LOGISTICA.
Da un lato si vuole colpire pesantemente l'occupazione, facendo passare il messaggio che dove ci sono i “Cobas” si perde il lavoro, dall'altro si vuole lasciare ad intendere che solo con i sindacati confederali è possibile ottenere dei miglioramenti.
Ma le bugie hanno le gambe corte e in tutti i magazzini, da nord a sud, da est a ovest, è risputo che solo grazie alle lotte portate avanti da Si Cobas e Adl Cobas si è riusciti a porre le basi per lo smantellamento del sistema di sfruttamento delle cooperative e a produrre importanti miglioramenti contrattuali.
RESPINGEREMO ANCORA UNA VOLTA I MESCHINI TENTATIVI DI METTERE IN DIFFICOLTA' LE LOTTE ED IL PERCORSO AVVIATO COSI' COME HANNO GIA' DIMOSTRATO DI SAPER FARE I LAVORATORI DI SDA A BOLOGNA E NELLE ALTRE CITTA', MENTRE L'INTERO COMPARTO DELLA LOGISTICA E' PRONTO A MOBILITARSI PER RESPINGERE LE PROVOCAZIONI PADRONAL/SINDACALI.

Cassa di Resistenza

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E' a partire dal 2008 che nell'intero settore della logistica si è sviluppato e radicato un ampio movimento di lotte autorganizzate che ha coinvolto centinaia di lavoratori e lavoratrici dei principali siti distribuiti sul territorio nazionale. 

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