LA LOTTA DEL SI COBAS E COMITATO DI LOTTA NO-CASSINO DI QUESTI DUE MESI CONTRO I TRASFERIMENTI A CASSINO STA AVENDO I PRIMI RISULTATI

Per due mesi non abbiamo mai mollato l’osso. Manifestazioni pubbliche, artisti napoletani a sostegno, volantinaggio massiccio, manifestazioni ai cancelli della FCA di Cassino, l’intervento della chiesa e di Don Peppino Gambardella, articoli di giornali, hanno costretto fiat a fare un passo indietro.


Dalle ultime notizie sappiamo che slitta la presentazione del famoso piano industriale a giugno e si sospendono gli ultimi 250 trasferimenti a Cassino.

Due decisioni che unite alle dichiarazioni di Marchionne sulla fine della produzione della Panda entro il 2019/2020 e la generica promessa di nuove auto del segmento “premium”, confermano che lo stabilimento di Pomigliano è in alto mare in balia delle onde.
Noi abbiamo sottolineato che spostare 550 operai da Pomigliano a Cassino e costringere operai avanti con gli anni e con patologie, sulle linee più produttive, creava i presupposti per un ridimensionamento di Pomigliano. Per noi il vero piano industriale della FIAT era questo.
Abbiamo detto che invece di andare dietro alle promesse, bisognava mobilitarsi contro i trasferimenti a Cassino e per il completo reintegro di tutti gli operai a Pomigliano.

Tra gli operai l’operazione messa in campo dalla FIAT è stata smascherata e si sono creati molti malumori.

La fabbrica è diventata una pentola a pressione. Cercando di mettere una pezza, l’amministratore delegato ha peggiorato la situazione. Ora sappiamo che il piano industriale dato per certo a marzo, per ora è saltato. E sappiamo che anche la Panda ha tempi limitati. Come non ci vuole molto a capire che il segmento Premium, se anche fosse portato a Pomigliano, non permetterebbe la piena occupazione anzi la dimezza.
L’unica nota positiva è che i trasferimenti a Cassino vengono sospesi, ma come Si Cobas.
Se non ci fosse stata una forte campagna di denuncia su quello che stava succedendo, tutto sarebbe passato sotto silenzio con una fabbrica ancora completamente sottomessa.
Bisogna insistere sulla mobilitazione. Gli operai devono prendere coscienza della propria forza collettiva.

Dobbiamo ribadire quelle che sono le nostre richieste e non correre dietro ai piani industriali del padrone.


1) Tutti i trasferimenti a Cassino devono essere fermati.

2) Gli operai che non possono sostenere i ritmi assurdi della produzione non possono essere costretti a lavorare su postazioni dannose per la loro salute.
3) I ritmi devono essere abbassati per tutti per salvaguardare anche la salute dei giovani.
4) Tutti devono rientrare a Pomigliano, compresi gli operai di Nola.
Solo se ci mobilitiamo in modo deciso su questi obiettivi costringiamo la FIAT a discutere. 
Se stiamo zitti e giochiamo di rimessa dietro alle promesse aziendali e sindacali abbiamo già perso.

SI COBAS FCA POMIGLIANO-COMITATO DI LOTTA NO-CASSINO

Pomigliano, 9 marzo 2017

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