[1 MAGGIO] PER UN PRIMO MAGGIO DI LOTTA INTERNAZIONALISTA - H 15 CORTEO DA P.LE LORETO - MILANO

Da tempo le forze politiche e sindacali che hanno tradito gli interessi delle classi lavoratrici ci vogliono far credere che la giornata del 1 maggio sia solo una ricorrenza celebrativa così come voluta da Stato e Chiesa. Una scadenza da calendario, utile solo a benedire una sorta di “santa alleanza” tra capitale e lavoro al fine del benessere nazionale.

Ma sappiamo bene che non è così! In questa giornata le classi lavoratrici, le sfruttate e gli sfruttati di tutto il mondo, ricordano il martirio di quattro lavoratori assassinati dallo Stato statunitense l’11 novembre 1887.  Quattro nostri compagni “colpevoli” solo di aver lottato insieme ad altre/i per i diritti della classe lavoratrice, a partire dalla lotta per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Parola d’ordine ancora oggi attualissima e fondamentale.

La giornata internazionale ed internazionalista del 1 maggio è e rimane quindi una giornata di lotta, tesa a ribadire che l’emancipazione delle lavoratrici e dei lavoratori avverrà ad opera di loro stesse/i, o non ci sarà. In piena continuità con quelle lotte, i sindacati di base conflittuali insieme a diversi collettivi e centri sociali chiamano tutti/e, in modo unitario e includente, ad un corteo popolare cittadino caratterizzato da queste cinque “parole d’ordine”:

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[NAZIONALE] Sulla lotta nel settore carni: trailer del documentario "Fino alla vittoria"!

Pubblichiamo di seguito il trailer del video" Fino alla Vittoria! in prossima uscita con il libro: " Carni da Macello" (Red Star Press - SI Cobas)"., sulle lotte dei lavoratori nel settore delle carni modenese, sulle dinamiche repressive che si stanno abbattendo su queste lotte e sulla lezione di dignità, coraggio e determinazione che questi lavoratori stanno dando, portando avanti giorno dopo giorno questa durissima battaglia!

[INTERNAZIONALE] Siria: guerrafondai, macellai e anti - imperialisti a senso unico

Pubblichiamo con piacere la presa di posizione dei compagni della Redazione de Il Cuneo Rosso che a partire dagli ultimi tragici avvenimenti sul teatro di guerra siriano, richiamano tutti noi alla necessità sempre più urgente del lavorare con ancor maggior intensità per un nuovo movimento proletario internazionale e internazionalista in grado di opporsi alle dinamiche sempre più marcatamente guerrafondaie, e quindi anti - operaie - che si stanno affermando sullo scenario internazionale.

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[MODENA]: Non si ferma la lotta alla Alcar uno, nuova giornata di Sciopero!

LA  dura vertenza nel modenese di Alcar1 ha trovato il  pomeriggio del 6 aprile 2017 una risposta da parte della prefettura impegnatasi nel tentativo di riproporre la riapertura del tavolo della trattativa con Levoni e le cooperative che per la proprietà lavorano. Lo Sciopero Provinciale indetto per la giornata dal Si.Cobas ha avuto un ruolo chiave in questa svolta: fin dalle prime ore della mattina davanti ai cancelli dello stabilimento si sono radunati i lavoratori del Si.Cobas dei magazzini di Modena al fianco dei licenziati global/Alcar ,ben presto se ne sono aggiunti altri numerosi venuti da Milano,Piacenza,Bologna,Pavia, Napoli (i compagni della FCA) e un gruppo dell'ADL Cobas licenziati dalla multinazionale Coca Cola di Nogara alcuni dei quali nel viaggio han dovuto fare dietro front per correre in supporto ai loro compagni sgomberati nonostante l'incontro programmato in Prefettura. Più di 200 lavoratori hanno presidiato  i tre ingressi dello stabilimento e alcuni punti strategici generando in breve tempo una lunga fila di camion che ha ostruito l'arteria principale di circolazione del traffico.

Le forze dell'ordine manovrate come al solito dalle istituzioni in difesa del capitale hanno agito sui lavoratori con violenza nonostante la manifestazione si collocasse all'interno di uno sciopero provinciale configurando così un  nuovo grave atto repressivo verso la libertà  di sciopero e di manifestazione da parte della questura di Modena. I lavoratori  come sempre vengono trattati 
alla stregua di  criminali che ledono il diritto alla “libera impresa”;poco importa se fondata sullo sfruttamento della manodopera come più volte denunciato all'ispettorato del lavoro. I lavoratori sono in realtà vittime di un sistema colonna portante dell'economia italiana basato sul caporalato , sulla gestione flessibile della forza lavoro. Il sistema delle cooperative,  gestito in gran parte da mafia, camorra, drangheta , ha lo scopo di fornire alle aziende manodopera a basso costo attraverso lo sfruttamento dei lavoratori ( straordinari evasi sotto la voce " italia", contributi non versati, malattia ed infortunio non riconosciuti, infortuni a go-go).  E' proprio la lotta sindacale, che ha creato le condizioni che ha scoperchiato il marciume rendendo inutile l'esistenza delle stesse cooperative , ed e' per questo motivo che viene osteggiata e repressa dalla borghesia e dal governo.

I lavoratori non si sono comunque piegati alla repressione e dopo un'intensa mattinata di lotte si sono recati in presidio sotto la Prefettura chiedendo a gran voce l'intervento di quella istituzione nella vertenza. Tanto " chiasso"ha evidentemente smosso le massime autorità sul territorio che si son decise a dare udienza  ai lavoratori organizzati dal SI Cobas.


Il SI Cobas auspica una positiva mediazione della Prefettura tra le parti, che ristabilisca un giustoequilibrio tra i diritti dei lavoratori nostri iscritti e gli abusi con il conseguente licenziamento che  fin qui hanno subito.

Attendiamo, dopo la giornata di oggi, comunicazioni ufficiali.

Proiettando la situazione Alcar1 in un contesto più generale,si può arrivare alla conclusione che l'unico modo per non soccombere davanti al tentativo di rendere la schiavitù legalizzata da parte dei padroni sia non solo l'autorganizzazione dei lavoratori ma anche l'unione e il coordinamento delle lotte che abbiano obiettivi e strategie comuni come nel caso Si.Cobas /Adl cobas, due sindacati impegnati nella reciprocità dei rapporti e degli interventi come ha dimostrato ancora una volta la mobilitazione comune dei due giorni consecutivi 5/6 Aprile.

Non è stata una coincidenza lo sgombero dei lavoratori AdL dal tetto dello stabilimento di Nogara in concomitanza con quello tentato contemporaneamente davanti i cancelli di Alcar1 nelle stesse ore. E' una guerra strategica quella mossa dai padroni nei confronti dei lavoratori alla quale è inevitabile rispondere con la lotta.

Non saranno la repressione ne' le infami montature male orchestrate,  ci riferiamo alla trappola non solo di natura mediatica, tesa al coordinatore nazionale del Si.cobas volta a spezzare la resistenza dell'unico sindacato insieme all'ADL Cobas che sono riusciti in controtendenza a strappare accordi migliorativi delle condizioni di vita e di lavoro non solo dei loro iscritti ma di riflesso anche degli altri lavoratori.


S.I. COBAS NAZIONALE

Di seguito il Comunicato Stampa: 

Vertenza  ALCAR 1 Modena : dopo sette intense  settimane di sciopero  e diverse manifestazioni ieri pomeriggio in seguito allo sciopero Provinciale del Si.Cobas la prefettura ha accolto  la richiesta dei 55  lavoratori licenziati    di un incontro volto ad ottenere la riapertura del tavolo della trattativa con la proprietà :Levoni  e le cooperative .L'intervento della prefettura nel convocare le parti è necessario per trovare una soluzione ad una problematica sociale come lo è la perdita del posto di lavoro che non può certamente essere trattata come una questione di ordine pubblico. Non si tratta di criminali ma  di lavoratori e delle loro famiglie ,dei loro bambini ridotti ad uno stato di precarietà esistenziale a causa delle politiche di un'azienda che trae il suo profitto dallo sfruttamento della manodopera.Solo grazie all'intervento del Si.Cobas è stato possibile per questi lavoratori  ai quali non erano stati versati i contributi accedere alla Naspl . Il  prefetto si è impegnato oltremodo a coinvolgere di nuovo l'ispettorato del lavoro e delle politiche sociali fino ad ora latitante .Confidiamo in una risposta positiva senza sfiancanti ,strategiche attese .Andremo avanti in ogni caso convinti che la salvaguardia dei diritti e della dignità sia più importante della tutela della "libera"impresa" basata troppo spesso come in questo caso sulla schiavitù legalizzata.

 

[OSPEDALE NIGUARDA]:No alla mercificazione della salute degli utenti e al licenziamento dei dipendenti

Ancora ingiustizie e politiche di risparmio che penalizzano i lavoratori e penalizzano gli utenti. Le scelte che il Grande Ospedale Metropolitano di Niguarda vuole fare sono ormai chiare a tutti continuare con il piano di efficentamento che nel triennio deve portare al risparmio di svariati milioni di euro.
Anche il licenziamento dell'assistente sociale Maristella Bagaini si inserisce in questa logica, dopo aver prestato la propria attività per 7 anni è stata licenziata nonostante ci fossero le condizioni per stabilizzarla in ruolo. I dirigenti vogliono personale precario e sottopagato per distribuirsi premi di risultato e incentivi.

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Cassa di Resistenza

  • Sostieni le lotte - Diffondi la solidarietà

E' a partire dal 2008 che nell'intero settore della logistica si è sviluppato e radicato un ampio movimento di lotte autorganizzate che ha coinvolto centinaia di lavoratori e lavoratrici dei principali siti distribuiti sul territorio nazionale. 

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FINO ALLA VITTORIA - Trailer - Le lotte dei lavoratori nella macellazione carni!

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28/03/2017 - Su La Gabbia la lotta dei lavoratori Safim!

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