20 anni di arretramento "industriale" e impoverimento salariale

 

Basterà l'ennesimo sacrificio, l'ennesima pezza ?

Alla fine "l'Accordo" è arrivato, ed è l'esatto contrario di quello che aveva auspicato il funzionario della Fiom Mangiafico molto meno di un anno fa, prima della sua rimozione (devo dire ad onor del vero il meno peggio mai visto in Italtel da sempre, anzi azzarderei anche un "il migliore" se non fosse funzionario appunto di questa sedicente organizzazione sindacale denominata Fiom-Cgil ! )

"l'Accordo" raggiunto è una vera e propria pietra miliare nel suo genere perchè riesce a fare con qualche decina di barboni quello che non era riuscito con migliaia di esuberi la scorsa estate in quel della nostra amatissima Telecom Italia (eppure i "Sindacati" in ballo sono identici).

Cioè inttroduce per la prima volta in esclusiva sul territorio nazionale e in pompa magna (presente addirittura il sindaco benestante di Settimo Milanese, Gran dottor Sacchi), un avanguardistico concetto secondo il quale la solidarietà (i CdS), può essere applicata ad alcuni, la maggior parte, e negata contestualmente ad altri, la minor parte (di seguito gli sfortunati).

Mentre le Agenzie di Stampa ci dicono trionfalisticamente che non ci sono più esuberi in Italtel, (non ci sono mai stati 400 esuberi ma 400 mln di debiti) gli ex cassintegrati verranno divisi presto in due gruppi.

Un gruppo di fortunati e un gruppo di sfortunati, come in tutte le lotterie e concorsi a premi.

Del primo gruppo faranno parte due tranches di ex cassintegrati, 80 dal 17 gennaio c.a. e 30 dal 11 Aprile successivo per un totale di 110. Questi verrano "riabilitati integralmente" nel senso che non concorreranno a formare nuove liste di esuberi (in teoria).

il secondo gruppo è più composito perchè bisogna distinguere tra sfortunati e sottospecie pseudo-umane declassificate (fantasmi ? Poltergeist ?), avendo le parti, in sede ministeriale, attivato la richiesta di cigs per riorganizzazione per un massimo di 170 lavoratori dal 12 Aprile c.a. fino al 11 Aprile 2013, ma di questi 170 solo 90 "nuoteranno" tra di loro il due gruppi di 45 (a far che cosa e con che spirito non è dato sapere), per tornare in apnea dopo 6 mesi e così via.

Ma sono sfortunati e devono accettare la loro condizione.

Poi ci sono questi 80 circa (con i numeri l'azienda ha sempre giocato quindi prendeteli con il beneficio di inventario), per loro c'è solo il fondo della vasca e le insidie dell'outplacement per appropriarsi, tramite terzi squali, del Tfr di questi poveracci. Ma forse non sarà cosi semplice....

In cambio della testa di qualche decina di poveracci e di ulteriori sacrifici a senso unico, Italtel non concede nulla dal punto di vista della prospettiva "industriale", una prospettiva ricordiamo legata al fatturato, lo scostamento del quale andrà recuperato sempre di più nel futuro, con la messa a carico dello Stato della corrispettiva forza lavoro salariata.

la D.A.di Italtel per il momento sembra vincere su tutto il fronte ma a volte, nella storia eroica, piccoli sassolini possono fare deragliare anche le più grosse e vittoriose macchine da guerra.

L'accordo cancella i ricorsi individuali degli assistiti Fim e Fiom a prescindere dalla loro collocazione sopra descritta nei bidoni "solidarizzati" o "ri-cassintegrati" però questa duplicità di trattamento apre interessanti nuove prospettive giuridiche riguardo ai criteri di individuazione in libero arbitrio operati prima dalla sola Italtel e ora invece in combutta col "sindacato" !

(Chi sceglie chi ?)

Il capitano di Fregata De Robertis riesce a sgraffignare qualche altro spicciolo ancora dalle tasche dei poveracci dell'assistenza tecnica e dei salariati tutti, sulla reperibilità e le ore viaggio, non solo, riesce addirittura, ad introdursi con il Nazario Sauro ( quasi come a Scapa Flow, quasi ) nella baia immacolata della mensa e ad assestare un bel colpo all'ultimo benefit per molti ma non per alcuni.

Questo accordo è figlio legittimo del terrore, un accordo in linea con la tattica di confindustria che individua nella crisi il momento storico più prificuo per attaccare e chiudere la partita dei diritti e la deregolamentazione dei salari attraverso l'uso strumentale della minaccia e del terrorismo.

Può sembrare un paradosso ma questo accordo è una vittoria per chi come noi ha scelto di stare tra gli ultimi, tra i paria, perchè rappresenta un ulteriore tappa nella comprensione e nella consapevolezza anche da parte di molti lavoratori piccolo borghesi di Italtel (ma in realtà molto più proletari di quanto credano, il tempo sarà galantuomo in questo senso, neh), che il sindacato che hanno scelto di sostenere e la sua politica, sono destinati all'estinzione

Sono crollati i muri, le ideologie e gli imperi. Quando la Cgil si dissolverà, siamo sicuri che i lavoratori saranno pronti, più forti e non delegheranno a nessuno il proprio futuro, noi lavoriamo umilmente e gratuitamente per questo.

12 Gennaio 2011

Sindacato Intercategoriale S.I. COBAS ITALTEL Lavoratori Autorganizzati

Metalmeccanici: attenzione al con.....tributo col silenzio/assenso

Questione Italtel: Si preparano i sacrifici umani al Moloch De Julio.

Fate attenzione ! E' stato consegnato con la busta paga di novembre il modulo con cui si richiede ai lavoratori metalmeccanici il pagamento del “con......tributo sindacale straordinario” dovuto a seguito dell'accordo separato del 15 ottobre 2009, siglati da FIM e UILM e Padroni, nella cifretta di 30 euro comodi comodi, che vengono richiesti ai lavoratori non iscritti ai sindacati di Stato.

State attenti perchè a questa quota associativa per l'attività di "negoziazione" svolta si applica la clausola del silenzio / assenso, con il prelievo diretto e quatto quatto dalle tasche dei lavoratori che non esprimeranno il loro esplicito rifiuto a quelle di Fim e Uilm.

Secondo noi un meccanismo grottesco alla luce degli eventi sindacali a cui si riferisce e che assume il sapore della presa in giro, infatti i lavoratori dovrebbero essere così contenti, per esempio, del nuovo patto sociale raggiunto il 27 ottobre scorso (un assaggio che prepara le larghe intese tecniche contro i lavoratori del dopo Berlusconi), tra Padroni e i tre porcellini di Stato, che domani torneranno ancora insieme, da riconoscere a questi addirittura un premio.

In nome dell'emergenza sociale e della lotta alla crisi, ci si prepara a scaricare sui soliti il peso di sbagli ed errori provocati da, ironia della sorte, dagli stessi.

Come S.I.Cobas invitiamo i lavoratori a rifiutare il pagamento di questo “premio”, riconsegnando all'ufficio del personale il modulo trovato nella busta paga di novembre.

La Fiom come al solito, invece di fare quello che aveva promesso nelle assemblee e cioè le vertenze legali contro la firma separata, da brava organizzazione paracula riformista, si limita invece a fare la solita propaganda contro il Neoduce Berlusconi e i suoi frutti avvelenati (le riforme, sempre loro), guardandosi bene però, come successe con le "riforme" precedenti (legge Biagi e successivo protocollo Luglio 2007 firmato in 3D, et gloria Dei), dall'abrogarle una volta messi nella possibilità di farlo e come vedremo in caso di ribaltone, con la sinistra .

E beandosi di ciò, utilizzare pure la strumentazione aziendale per veicolare queste banalità.

E‘ il miracolo del rincitrullimento dei lavoratori e delle lavoratrici che non si rendono conto che riposando sonni tranquilli sopra questi comodi materassi tossici, arretrano anno dopo anno, di scioperi radiocomandati con manifestazione radiocomandata.

E anche qui in Italtel, i lavoratori inquadrati nel Terrore delle liste, continuano ad aggrapparsi alla retorica cinica, degli "oppositori" che fanno finta di opporsi alla campagna terroristica attuata dal Neo Direttore del Personale con le espulsioni di lavoratori a carico dello Stato, del 2010, le cui modalità di applicazione sono moralmente responsabili già di un decesso per suicidio.

Incapaci, i lavoratori, di capire che se non si allarga il catalogo (se non si aumenta il margine per Italtel) attraverso l'ingresso di nuovi fornitori tecnologici, anche concorrenti agli americani di Cisco (che sono completamente fuori dal mercato, nei prezzi dei loro router, in un momento di stagnazione degli investimenti degli operatori e di tagli pubblici all'ammodernamento dell'infrastruttura).sarà dura difendere i posti di lavoro in futuro.

Abbassando la testa, girandovi dall'altra parte, facendo finta di niente non aiuterete, non solo noi cassintegrati, ma voi stessi, il vostri futuro (e lo diciamo sopratutto ai giovani),

Riguardo ai cassintegrati (o come si firmano nei loro ridicoli comunicati, lavoratori in cigs, come se rappresentassero tutti quelli in cigs), dopo essersi iscritti in massa ai sindacati gialli Fim e Fiom, per fare le vertenze legali, ora rischiano di rimanere con il cerino in mano ( e di farsi molto male).

D'altra parte sono tutte persone, come si suol dire, grandi e vaccinate e se hanno compiuto certe scelte devono anche assumersi il rischio che noi avevamo tentato, inascoltati, di spiegare loro.

L'accordo che si prospetta, in cambio di limitati rientri (a tempo), per qualche "fortunato", prevede meno salario e diritti per non pochi lavoratori dentro, ma sopratutto pemette di inquadrare i lavoratori e la loro capacità di resistenza nel regime delle liste degli indesiderabili, in vista dei prossimi futuri sacrifici umani dettati dalle correzioni di bilancio: il fatturato mancante andrà recuperato con la messa a carico dello Stato della corrispettiva forza lavoro salariata.

Bella prospettiva per i lavoratori di Italtel. O burattini filoguidati per la pressione commerciale sulle istituzioni per avere commesse sulla banda larga (in cui ci guadagnano eventualmente solo gli americani) oppure carne da macello nella ristrutturazione permanente, con una sola certezza:

il 2013 è meno lontano di quanto sembri.

Dal cantuccio nostro noi continueremo a lottare purtroppo in solitudine, come in tutti questi anni, ma anche con la certezza che presto vinceremo e saremo tra i lavoratori di Italtel che lotteranno per cercare di evitare la nostra morte e quella di una Azienda abbandonata dalla politica e ostaggio prima dei tedeschi e adesso dei Nordamericani. 7 dicembre 2010

S.I. COBAS ITALTEL                Italtel 7 dic 2010

Italtel 14 luglio 2010

Art.28 : per la fiom i mondiali sono finiti prima di cominciare (0-3).

Tramonta definitivamente la stagione dei fischietti allegri, che tra Gennaio e Marzo 2010 aveva visto la partecipazione di tanti lavoratori alla mobilitazione in Italtel .

 

Dopo continui rinvii Giuridici (a milano addirittura 4 -18/05-04/06-19/06-23/06), sui ricorsi presentati dalla fiom successivamente alla disdetta unilaterale aziendale dei CdS, la grande controffensiva legale per art.28 della fiom, applauditissima dai lavoratori ingenui nelle assemblee dello scorso inverno, si è sfracellata contro le deboli e pretestuose argomentazioni aziendali.

La sentenza di Milano che rigetta purtroppo con ragione la questione della disdetta presentata maldestramente dai legali della fiom nel contesto di anti-sindacalità (la vicenda della questione dei criteri di individuazione semmai), invece che in ambito di inadempienza contrattuale è un grande regalo che rafforza italtel. La debole sentenza di reintegro dei lavoratori aggrappata ai soli criteri di individuazione delle persone da collocare in cigs concede al contempo grandi praterie all’ azienda per ripresentare una nuova procedura di cigs questa volta “nel rispetto” di regole troppo generiche.

I cassintegrati hanno anche poco da stare allegri sul fronte delle spettanze arretrate che riceveranno in quanto la pochezza della sentenza non consente un grande ottimismo sul fronte del ricorso presentato dall’azienda contro il decreto del tribunale di milano.

Complimenti, Italtel esce rafforzata sia perché la possibilità di dimostrare collettivamente l'estrema fragilità delle giustificazioni di Italtel alla sua condotta è stata disinnescata completamente (ma non individualmente), grazie all’incapacità di questi dilettanti allo sbaraglio, sia perché le cause individuali per effetto del reintegro artefatto dalla probabile ri-presentazione di una nuova procedura di cigs, sono di fatto annullate e bisognerà quindi di nuovo ripartire a settembre con i due mesi di conciliazione alla DPL e solo poi potranno partire le cause.

In pratica sono stati persi mesi preziosissimi in cambio di un anticipo sul Tfr.

Ma a settembre e per tutto l’inverno successivo e comunque fino alla vittoria finale e totale, riprenderemo come Cobas, il nostro presidio,di lotta, la nostra battaglia davanti alla direzione aziendale per ribadire che non ci faremo licenziare,

Se come minuscola (ma coerente e fiera), organizzazione sindacale avessimo presentato e condotto come sono stati condotti nel giro di pochi mesi questi tre 28, oggi saremmo quasi certamente estinti, ma per fortuna della fiom essere più grandi, potenti, rappresentativi ma, sopratutto, godere dell'imprimatur della casa madre cgil (la potente centrale sindacale del PD), che per elezione è a sua volta parte sociale riconosciuta da padronato e governo insieme a cisl e uil, può salvarti l'esistenza (e il posto, ma quello dei funzionari).

Però la domanda che ci poniamo è come sia stato possibile da parte dei sindacati di Stato e dei loro legali arrivare ad un fallimento simile, tenuta conto l'estrema fragilità delle giustificazioni di Italtel ?

La contrazione del fatturato può essere solo marginalmente spiegata con la stagnazione del mercato delle TLC ma certo non si può accampare alcuna “concomitanza con il pesante crollo degli investimenti in infrastrutture, applicazioni e servizi innovativi” attesi dal principale cliente giacche nessuna Telecom in Europa, nel triennio 2010-2012, può vantare investimenti (in Italia), pari a 7 mld di Euro in infrastrutture di rete e I.T. come quelli varati dalla Telecom italiana nel recente business plan.

Ma allora Italtel di che parla ?

C'erano ragioni da vendere sulla illeggittimità della disdetta unilaterale operata da Italtel (non nuova a questo genere di operazioni e abituata da sempre a fare un pò quello che vuole senza alcuna opposizione credibile), ma nella prima (e decisiva come vedremo poi), sentenza a Palermo, delibera a tempo di record con un solo rinvio nell’unico sito italiano dove le istituzioni hanno promesso soldi a Italtel (questo però è solo un caso ma sarà comunque interessante valutare la limitata rotazione in questo sito), il giudice si è limitato, a nostro modesto parere e senza che alcuno fornisse elementi ulteriori in obiezione di ciò, ad assumere senza se e senza ma l’ineluttabilità del “fuori da ogni controllo aziendale, totalmente estraneo ed avulso dalle politiche di gestione aziendale”, o il “drastico venire meno alla fine del 2009, a causa di una inaspettata contrazione della quota di fatturato atteso dal principale cliente”, abdicando non per sua imperizia ma per difetto dei ricorrenti sopra detti, il fatto che il principale cliente siede nel CdA di Italtel e che storicamente annovera nel top management di Italtel innumerevoli personalità che hanno operato e operano in Telecom attraverso rapporti azionari e operativi col principale cliente medesimo e che in virtù di questo piccolo e certo trascurabile particolare non potevano non prevedere la contrazione tra giugno e dicembre 2009 e quindi firmare davanti al Ministero i CdS dato che sempre in sede ministeriale di esperimento procedura di cigs si lanciano in previsioni di mancato fatturato fino al 2011 (-49%) ! !

Veramente Paradossale .

Un ricorrente serio avrebbe dovuto anche fare presente al Giudice, per rendere manifesto l’atteggiamento di Italtel, poco trasparente (e serio, aggiungiamo noi), circa la vicenda dell’ammanco di 100 mln di ? che Italtel smentii al Sole24Ore (20/8/2008), e poi confermò all’incontro con i sindacati (19/9/2008), che italtel poi recuperò o almeno sembrò recuperare con la cig generalizzata. (si veda il nostro scritto dal titolo 9ottobre2008 su www.sicobas.org).

A questo proposito per favore, risparmiateci la retorica paternalistica riferita alle vostre ridicole valutazioni di impatto sociale, ciniche e pure francamente false anzi vili, visto che non avete nemmanco il coraggio di firmare in maniera chiara e non con tracciati encefalici come invece, le lettere con le quali ci cacciate, dal lavoro, vergogna !

I sindacati di Stato ricorrenti hanno commesso molti errori il più grossolano di tutti, senza dubbio alcuno è la richiesta operata in Maggio in sede ministeriale circa la regolarità della richiesta aziendale per cigs per crisi aziendale, immaginando anche qui (a meno che non godano delle stesse capacità intuitive che ha Italtel sui fatturati da adesso a poche settimane, neh), che la risposta della funzionaria ministeriale sarebbe potuta arrivare in concomitanza (questa si che è una coincidenza mica il crollo degli investimenti sulle infrastrutture, eh, eh) con il giudizio dei tribunali di Roma e Milano ! ! !

La nota del Ministero del Lavoro del 21 Giugno è infatti a nostro modesto parere una entrata a gamba tesa (non per sua colpa ma perchè maldestramente tirata in ballo), sulle ordinanze delle preture che dovevano ancora deliberare a quella data, in quanto richiama pure la sentenza di Palermo inutile ai fini di giustifica delle considerazioni di accoglimento ed esame delle istanze presentate da Italtel al Ministero in data 14 Maggio. Inutile per i lavoratori ma utile per Italtel.

Ricapitoliamo, una sentenza che riproduce la memoria difensiva di Italtel e una nota ministeriale che da ragione ad Italtel, come ci si potrebbe opporvisi senza ulteriori elementi ben lungi dall’essere citati dai ricorrenti fim, fiom e uil ?

Ma la fiom, nonostante ciò, ha poco da stare allegra, le macro contraddizioni che continua a nascondere da molti anni sotto al tappeto del salotto, accumulandosi prima o poi esploderanno, nonostante le cortine fumogene come il colossale fiasco del 5 Luglio scorso, sulla croisette del Cinema di Settimo Milanese, organizzato dalla fiom stessa, dal pd e dall’ex sinistra defunta e sepolta (prc), che ha visto la partecipazione di istruzioni senza portafoglio, inutili sia a reperire soldi pubblici per ammortare il colossale debito con le banche (colossale se si fa un rapporto tra dipendenti e debilto), e inutili per liberare le decisive next generation networks entro il prossimo biennio dal sarcofago di cemento di Cisco che si è opposta all’ingresso dei cinesi di ZTE e alla ridefinizione di un catalogo magari con qualche margine in più sulle vendite per Italtel e con costi più vicini al contesto di stagnazione e alla voglia di risparmio degli operatori di TLC. Per agganciare gli investimenti.

Questo sarebbe utille e non le recensioni entusiastiche dell’evento (senza nomi e cognomi però, come al solito), o il richiamo alla strategicità e al centro di eccellenza nazionale per la ricerca dei bei tempi di Gasparri e Barbareschi, in cui veramente non credono più neanche i ricercatori restanti.

Qualche lavoratore ci ha chiesto ma che fine faranno i cassintegrati ?

Tra le tante inutilità uscite in questi mesi, tra i comunicati Rsu, vale la pena leggere il messaggio inviato dalle femministe di Italtel a Mara Carfagna, ministro per le pari opportunità, dove queste amazzoni cavallerizze, ci scusino l’ardire, ma ricordare le femministe degli anni 60-70 che lottavano (e morivano), in piazza per conquistare i diritti, con queste che scrivono ad una ex soubrette per quanto ministra, dei loro diritti mortificati e di quanto la scure si sia accanita sulla loro condizione di donne discriminate, ma al riparo dietro ad un foglio di carta, incute in noi una ammirazione veramente reverenziale.

Ma anche una disamina attenta degli scritti più banali e futili come questo può rivelare informazioni molto interessanti che possono sfuggire ai più, infatti senza che sia particolarmente utile ai fini della informazione alla ministra dei fatti succeduti in Italtel con la cigs, ad un certo punto queste indomite si lanciano in una rivelazione particolarmente dettagliata sul percorso a cui dovrebbero essere destinati tutti i cassintegrati (eccettuati ovviamente quelli che saranno interessati dalla piccola rotazione che Italtel continua a promettere) e cioè al fatto che al termine dei secondi sei mesi di cigs, subentrerà il licenziamento con mobilità.

Chi ha dato loro questa informazione e soprattutto, perché ?

Chi ha redatto veramente lo scritto poi firmato per adesione ?

Non è finita, continueremo a resistere. La lotta contro l’Azienda e la Fiom comunque continuerà.

Le rappresaglie contro i trotzkisti non fermeranno la nostra lotta per il diritto al lavoro ed il salario.

 

Sindacato.Intercategoriale.Cobas ITALTEL Lavoratori Autorganizzati 14 Luglio 2010 www.sicobas.org

 

Italtel 28 novembre 2005

I soldi ci sono, eccome! Mentre i lavoratori non arrivano a fine mese, Lorsignori grondano di profitti :

 

NEGLI ULTIMI 40 ANNI NON HANNO MAI GUADAGNATO TANTO COME OGGI !

 

I progressi riguardano tutti i comparti – dalle banche alle assicurazioni, dall’industria alle utilities ”

Utile netto nei primi nove mesi in milioni di euro (Sole24ore):

 

Fiat 1.336, Capitalia 663, Rcs MediaGroup 179, Mediobanca 578, Bnl 411, Bpu 593, B.Popolare Milano 212, Banca Mps 573, San Paolo-Imi 1.509, Telecom Italia 2.625, Mediolanum 180, Eni 6.683, Banca Intesa 1.845, B.Popolare Vr e No 445, Pirelli & C. 316, Ass. Generali 1.576, Fondiaria Sai 355, Banca Antonveneta 285, Unicredito Italiano 2.118, Autogrill 125 ( ci asteniamo dal continuare con Enel e Società Autostrade ).

Oltre 30 miliardi di € di profitti solo nei primi 9 mesi del 2005

con una crescita media da gennaio a settembre del 46,4%,

altro che crisi ! Sono solo le nostre tasche ad esserlo !

Per le sole Partecipazioni Statali svendute con l’aiuto dei sindacati di regime dai governi Amato, Berlusconi, Dini, D’Alema e Prodi ai privati (Banche, assicurazioni e immobiliaristi, affaristi e faccendieri) la perdita per le casse statali (Bnl, Telecom Italia, Eni, S.Paolo-IMI, Unicredito, Bancaintesa) è pari a:

Oltre 15,000 mln di euro!

Una signora finanziaria, cui ora e sempre dai palchi della borghesia, il Teocrate Casini e l’ex-Boiardo di Stato Prodi ci chiamano tutte e tutti a sostenerne i sacrifici !

Venerdì 2 Dicembre 2005 ore 08.00-12.00 Sciopero Italtel contro:

  • Contro chi vorrebbe firmare entro Natale un rinnovo contrattuale dei metalmeccanici addirittura inferiore (già ampiamente insufficiente), a quanto fatto votare nelle assemblee dei lavoratori (135 euro), alcuni mesi fa, magari con l’aggiunta di ulteriore flessibilità che quella non fa mai male !

  • Contro il governo Teocratico-Reazionario Berlusconi che raddoppia ( un Benedetto 16%00), con il provvedimento dell’esenzione ICI per le immobiliari del Clero, l’8%00 introdotto dal Centrosinistra.

  • Contro il Centrosinistra e i sindacati sua emanazione, che invocano le riforme pensionistiche nonostante l’INPS sia in attivo, per convogliare il salario dei lavoratori verso il MIB ed il disastro….

Presidio dell’incrocio tra via Monzoro e via Romoli (tra ST e Selital) in solidarietà con gli esuberi presenti, passati e futuri. . . .

 

Sindacato.Intercategoriale.Cobas ITALTEL Lavoratori Autorganizzati 28 Novembre 2005

Italtel 26 novembre 2005

E il coccodrillo come fa ? Non c’è nessuno che lo sa ?

Sembra che da quando sono iniziati i lavori della Fiera di Rho/Pero, il sito industriale di Castelletto abbia catturato “generali e particolari” attenzioni di privati e istituzioni locali e provinciali sui possibili benefici comuni che la “sistemazione” di quest’area potrebbe regalare a tutti in tempi di crisi industriale e tagli ai trasferimenti di Stato agli enti locali.

Come si è visto chiaramente nella stagione delle scalate bancarie, la politica nazionale duopolistica non è disgiunta dalla questione economica perché lo scontro “politico” che segna la contrapposizione bipolare in Italia è in realtà molto più banalmente null’altro che materiale scontro per l’egemonia economica e di potere tra lobbies “rosse” e nere.

Come interpretare altrimenti il balletto sulla questione del TFR tra fondi sindacali (chiusi) e fondi assicurativi privati (aperti).

E come leggere la riesumazione di un progetto, già proposto a suo tempo dall’ex inquilina di palazzo Isimbardi, la vedova Gaber (Colli), che aveva intravisto le potenzialità del sito di Catelletto, magari consigliata da quella Edilnord di Paolino Berlusconi, che queste parti le conosce bene avendo avuto per anni una sua testa (…) di ponte in quel di Monzoro.

Purtroppo per la pacchiana ex soubrette di Canzonissima, le amministrazioni dell’area, in stragrande maggioranza della fazione avversa, gli negarono questa soddisfazione, adducendo ovvi motivi di impatto ambientale, motivi purtroppo discioltisi nelle bollicine dei brindisi per la successiva vittoria dell’Ulivo che è già di suo simbolo ambientalista.

Come ci insegnano i vari Burlando, l’allora ministro dell’ambiente Edo Ronchi, e le centinaia di comitati di cittadini contro l’Hub di Malpensa, il territorio e il parco agricolo anche in quel caso, lo si difendeva e lo si difende realmente solo con le carte topografiche ben salde nella mano sinistra.

Infatti la giunta provinciale di Penati ha inteso ideare quel piano provinciale d’area, che prevede di collegare Castelletto alle grandi direttici autostradali e fieristiche, supportato da quell’Ing. Alberto Drufuca, uomo omnipresente in moltissime “progettazioni ambientali” delle amministrazioni diessine di mezzo Paese, membro del comitato scientifico del WWF Italia, che ci spiega, dall’alto delle sue indiscutibili competenze, come si possano coniugare cemento e ambiente in un territorio già segnato dalla termovalorizzazione e dal boom edilizio provocato dalla nuova Fiera e dall’annosa diaspora dal capoluogo, semplicemente rimuovendo l’esistenza dei vincoli paesaggistici del parco agricolo grazie al consenso di Provincia e comuni dell’area primi fra tutti Cornaredo e Settimo M.se.

Si ripete il caso Malpensa con l’allora Tamberi della Margherita a garantire le chiavi ai sigilli della Provincia.

In questo contesto appare stranamente puntuale (o forse no), il fiorire di problemi nelle fabbriche presenti a Castelletto che si appellanno alla crisi, alla concorrenza spietata ecc., insomma a tutta una serie di giustifiche un po logore ma sempre buone allo scopo e che accompagnano in genere il fenomeno stagionale delle ristrutturazioni e degli esuberi, generando una vera e propria reazione a catena nella zona, quasi che l’approssimarsi delle ruspe lo esiga.

Ma Italtel e ST sono tra le poche aziende italiane che proprio per la loro collocazione di nicchia in uno dei pochi settori se non addirittura l’unico, dove si spendono ancora soldi per la ricerca, (quello dell’HiTech con Voip e nanotecnologie), non dovrebbero subire, se non marginalmente , gli effetti della crisi e della concorrenza, su organici già ampiamente smagriti.

Come spiegare altrimenti il giro di commesse nazionali ed internazionali, le premiazioni ufficiali, i bilanci e le previsioni di Banche e analisti di mercato famosi presenti sulla stampa specializzata ?

Ma è cosa nota che i piagnistei per accedere ai “contributi di Stato ai bilanci” (cigs e mobilità), tramite gli accordi coi sindacati di regime, pagano (appunto) sempre, e in questo caso potrebbero contribuire a fare chiarezza sui sopraggiunti nuovi obbiettivi: diversificare gli investimenti nella fase della crisi prediligendo un maggior uso finanziario-speculativo delle risorse a discapito degli investimenti industriali.

E’ il caso di Provera e della sua corazzata immobiliare RealEstate, è il caso di Italtel che ha venduto i suoi terreni forse troppo frettolosamente rispetto alle previsioni di possibile sviluppo futuro dell’area, come è pure il caso della stessa ST che invece questi terreni proprio per lo stesso motivo se li tiene ben stretti e magari pronti a cederli al miglior offerente.

Si affaccia quindi la possibilità di giocare la carta speculativa, con la questione Castelletto, per rimpinguare la borsa con nuovi scenari che con routers e chips poco o nulla hanno a che fare.

Ci riferiamo agli alberghi di lusso, alle strutture sportive e di benessere, di intrattenimento e svago per gente che conta davvero e cioè quei business-man che dovrebbero affollare per 365 giorni all’anno la nuova cittadella del futile e dell’inutile ma soprattutto dell’inaccessibile per tanti, alle porte di Rho.

Come avrete capito però in ballo non c’è solamente l’ambiente ma anche le deportazioni di massa in altri luoghi se non addirittura i posti di lavoro stessi, in prospettiva.

E’ il miracolo classista compiuto a cavallo tra il vecchio e nuovo secolo dalla politica tout court, dove le vere forze produttive e trainanti del sistema capitalistico, i lavoratori, diventano dei fardelli ingombranti ai nuovi progetti, dei pacchi da spedire fermoposta a nuova destinazione salvo imprevisti di mancata consegna per indirizzo inesistente.

Ma tutto questo può essere ricondotto in una dimensione sociale e ambientale compatibile in cui gli interessi del blocco borghese palazzinaro e industriale “convivano” con il salario dei lavoratori, a patto che anche i lavoratori, liberandosi delle catene della delega sindacale, si uniscano in un loro blocco sul modello di Acerra, di Scanzano e del TAV in Piemonte.

Shopping e alberghiero devono poter convivere con l’industria. La fabbrica quindi come presidio democratico dei lavoratori-cittadini a difesa del territorio, che senza questa sorta di fortini, diventerebbe una distesa di cemento al servizio del nulla.

Non permettiamo nessun spostamento di lavoratori e nessun nuovo edificio della proprietà Casprini/ Realestate sulle aree verdi, ma piuttosto una loro edificazione attraverso l’utilizzo intensivo, anche in altezza, sugli attuali perimetri costruiti.

Non permettiamo nessun abbattimento di alberi che rappresentano l’unica risorsa per depurare (purtroppo nei limiti fisiologici della Natura, se pensiamo ai residui di combustione della plastica, nella quale raccolta differenziata eccelle Italtel), l’aria attorno alla bomba chimica ad orologeria di Silla.

La questione delle quantità di rifiuti conferiti a questo termovalorizzatore dovrà rientrare nel protocollo di partenza tra Regione-Amsa-Comuni limitrofi (900 tonnellate/gg) ed essere materia di compromesso per la questione della seconda corsia della nuova strada 172bis che comunque, eccettuate piccole deroghe (ma non interne al Parco Agricolo), dovrà necessariamente seguire i tracciati già esistenti che si innestano sulla direttrice SS11-Cornaredo

La nostra organizzazione è a disposizione di tutti quei lavoratori, cittadini e associazioni che vogliono battersi democraticamente per difendere il proprio diritto umano e biologico ad una esistenza dignitosa. (Per info, tel 348-6927485)

Sindacato.Intercategoriale.Cobas ITALTEL Lavoratori Autorganizzati 26 Novembre 2005

Italtel 7 luglio 2005

Una volta tantum, avevamo ragione noi. La vita non è un film.

Come avevamo ampiamente previsto siamo arrivati al momento giusto, cioè l’ultimo.

Quello del prendere o lasciare.

Il sipario si è alzato sulla trattativa e sui giochi dietro le quinte.

La melina tra domanda e offerta, il tourbillon fatto di incontri e di tante arrivederci e grazie presunti ci hanno mostrato finalmente che la partita non era in stallo, come ci avevano detto, a causa dei nuovi scenari.

Serviva solo tempo. Per arrivare al ciak definitivo e ai titoli di coda.

Non siamo ad Hollywood ma neanche a Cinecittà e gli scenari non sono nuovi ma piuttosto quelli soliti, sdruciti e impolverati che si usano nei film senza pretese artistiche e di botteghino.

Ma anche i film di serie B hanno bisogno di tempo per essere girati e anche se approssimativamente devono mostrare una trama minimale, devono raccontare una storia che permetta da un lato alle comparse di finire recensiti male ma comunque (al di la del giudizio), e dall’altro lato permetta agli autori, produttori e registi (in questo caso il medesimo soggetto), di recuperare qualche soldo, fosse anche il costo dell’acetato di celluloide sulla quale le immagini rimarranno impresse a futura memoria.

Da oggi e come avevamo previsto, il precariato al quale ci sta abituando la retorica mimetica di Cgil, Cisl , Uil e dell’esecutivo Rsu, ha fatto una nuova vittima e proprio qui da noi a Castelletto.

La variabile della quota accantonata è diventata, per il secondo anno consecutivo, un’opera di carità che Italtel distribuisce come una ONG umanitaria ora per celebrare il trentennale della centrale digitale ora per evitare last minute, etreme e gravi nuove iniziative della Rsu del tipo: timbrare in uscita tutti tra le 16.30 e le 17 e trattenersi ognuno nella propria automobile in parcheggio fino alle 22 tassativamente soli (a meno che non si sia arrivati in dolce compagnia all’arrivo, nel qual caso è ammesso estraniarsi momentaneamente dalla lotta leggendo il giornale sui vetri).

Qualcuno in sala impreca sottovoce per i soldi sprecati del biglietto qualcun altro, (e noi con loro), si leva il cappello al passaggio della Star (pure bionda), che è riuscita da sola e come al solito a supplire ad un cast di dilettanti da scuola serale di recitazione.

Eppure sarebbe bastato un minimo per far meglio, ma forse quei cinque minuti di follia ad Istambul nella finale di Coppa dei Campioni, hanno stroncato persino i più “irridducibbili”.

Meglio perciò giocare di rimessa e recuperare l’uscita anticipata, il giorno successivo all’iniziativa Rsu.

Si dice che i cambiamenti che si consolidano a volte diventano definitivi, quindi da oggi e fin quando non cambieremo padrone (ma è possibile anche di peggio), non discuteremo più solo del se è meglio fare il ponte di Pasqua piuttosto che quello di S.Valentino ma potremmo addirittura misurarci con un se sia più dignitoso percepire come variabile del premio di risultato il corrispettivo di due otturazioni dentali o 50 euro in più.

L’azienda perciò vince e convince tra gli addetti alle riprese e al montaggio della pellicola con almeno 3 nomination: migliore regia, migliore sceneggiatura, migliori effetti speciali sul portafogli.

Ma un’oscar d’estate non lo si nega a nessuno e se sinceramente non pensiamo possa arrivare allo scialbo esecutivo della Rsu, è possibile che possa invece arrivare ad una parte della Rsu stessa.

E cioè a quella cosiddetta “sinistra radicale” di area bertinottiana, ( i fiomunisti per intenderci), che con il coupe de theatre “dell’impossibilità di sottoscrivere l’accordo sui 640 euro” salvano capre e cavoli dando a tutti noi un gustoso assaggio di ciò che ci aspetta col Prodi bis: sacrifici ma per il bene collettivo, quello dei padroni. (poi tanto usciamo e torniamo all’opposizione, che ci frega ?)

La loro proposta di aumento della quota fissa a mille euro prima, mutata in 800 euro di variabile poi e diventata pilatescamente 640 euro infine, (condite con lo specchietto dell’uscita anticipata a targhe alterne), sono perfettamente coerenti alla partecipazione del PRC all’UNIONE di collaborazione di classe.

Nonostante la scarsa adesione all’assemblea degli autoconvocati (31) e alle nostre iniziative indirizzate verso la conquista di una mensilità aggiuntiva (la 14ma), riteniamo importante mantenere aperto con tutti i lavoratori e le lavoratrici uno spiraglio di resistenza che va dal salario all’occupazione.

Per fare questo e per contestare la precaria politica salariale (una volta tantum per tutte) delle RSU, ma anche per rivendicare la 14ma come premio di risultato, il Comitato di Base Italtel di Castelletto indice uno:

SCIOPERO domani Venerdì 15 Luglio con presidio ingresso (Villa) del centro direzione Italtel lato Centro sportivo via Romoli, ore 09.00 - 12.00.

Sindacato.Intercategoriale.Cobas ITALTEL Lavoratori Autorganizzati 7 luglio 2005

Italtel 20 settembre 2005

Le esternalizzazioni di Italtel e sindacati:

“Un bagno di Sangue annunciato”.

Tecnoelettronica, Italtel Sistemi fu Tecnosistemi, Tecnomeccanica fu Finmec l’Aquila, Access Media fu Finmec S.Maria Capua V., Manutenzione fu Policarbo, fu Cofatech, fu… sono soltanto alcune tappe del massacro, per pochi forse le più conosciute, per molti di certo le più dimenticate, in quella che fu la più grande (non solo in termini di occupati) azienda di telecomunicazioni in Italia.

Operate nella guerra tutta capitalista delle ristrutturazioni permanenti e dei riposizionamenti deindustrial-finanziari a costo zero per chi questa guerra l’ha dichiarata e viceversa, a caro prezzo per chi invece la subisce.

Prima o poi.

 

Ma tutto questo non è frutto del caso o di una infame perversione solitaria.

Ciò è stato possibile anche grazie all’antica e collaudata collaborazione coi sindacati confaziendali, che hanno profuso le loro migliori energie, la loro migliore professionalità, che invece di contrastare gli outsorcing, li ha accompagnati tragicamente.

Questo di Selital può sembrare l’ultimo capitolo di questa travagliata storia, come poteva sembrarlo altre volte, ma è solo una mera illusione perché essa è una storia scritta a più mani, frutto dell’indolenza e della non-partecipazione.

I lavoratori e le lavoratrici si sono adagiati come tanti prima e dopo di loro, nella morbida e ovattata culla della delega, come lo si fa col vicino di pianerottolo per le riunioni di condominio ma adesso che l’amministratore e i consiglieri di scala presentano il conto si accorgono che in ballo non ci sono le spese del giardiniere ma il futuro delle loro famiglie !!

Sono anni che l’area dei capannoni dove lavorano è interessata ad un progetto edilizio e speculativo legato alla grande tavolata imbandita della fiera di Rho/Pero, ma nessuno si è sentito toccato!

Nemmeno dopo che i lavoratori di Italtel sono stati spostati all’ ex-prefa, qualcuno si è posto una domanda, o almeno un dubbio.

E il tempo passava.

Molto tempo prezioso è passato e ora non rimangono che due alternative:

O continuare a seguire i pifferai magici come hanno fatto i cassintegrati poi disoccupati degli ex rami sopraindicati o combattere a forza di carte bollate e di lotta permanente casa per casa per il vostro futuro, per la vostra esistenza.

I capitalisti e i loro vassalli devono sapere che se loro combattono per sopravvivere nel mercato inumano, senza morale e senza etica che si sono cuciti addosso, noi combatteremo e li combatteremo per la nostra stessa vita, per la nostra stessa sopravvivenza.

 

Costituire immediatamente un comitato di base dei lavoratori e delle lavoratrici in Selital, che sfili l’iniziativa, a chi ha taciuto o ha tergiversato colpevolmente in questi anni, dall’esternalizzazione ad oggi, diviene appunto premessa indispensabile per cercare una sponda d’uscita dall’ennesimo naufragio annunciato.

 

Il sindacato dei lavoratori autorganizzati intercategoriale mette a disposizione la sua esperienza e la sua organizzazione per aiutare tutti i proletari in difficoltà, che devono imparare dai propri errori a riappropriarsi nella classe, al diritto di resistenza alla barbarie capitalista.

 

GIOVEDI 29 SETTEMBRE 2005 DALLE ORE 09.00 ALLE ORE 12.00

IN SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DI SELITAL E IN CONCOMITANZA CON LO SCIOPERO DEI METALMECCANICI, PRESIDIO DI PROTESTA D’AVANTI AI CANCELLI DEI CAPANNONI (VECCHIA ENTRATA).

SE LA MANIFESTAZIONE SARA’ PARTECIPATA, LUNGA MARCIA FINO AL PIRELLI REAL ESTATE POINT CHE HA APERTO I BATTENTI IL GIORNO DOPO L’ACCORDO DI CESSIONE DELLE AREE INDUSTRIALI DI CASTELLETTO, IN PIAZZA DEGLI EROI DI FRONTE AL MUNICIPIO DI SETTIMO MILANESE.

Sindacato.Intercategoriale.Cobas ITALTEL Lavoratori Autorganizzati 20 settembre 2005

Italtel 9 giugno 2005

Mr. Dubilier mò caccia il dàner, before you leave, please.

Siamo alla vigilia di un lungo ciclo di lacrime e sangue.

Stormi di gufi tristi dell’economia di destra e sinistra (Fazio, Amato, Bersani, Ciampi, Pera e chi più ne ha…), invocano il rigore e l’unità, (condividiamo il portafogli, il tuo però), tra i lavoratori e le organizzazioni politiche e sindacali che li dirigono. Mentre tutti si rimpallano le responsabilità.

Sono le stesse organizzazioni che denunciano il declino industriale ed economico, la precarietà, per rifarsi una verginità che neanche il bisturi del miglior chirurgo plastico potrebbe ricostruire, dopo essere stati protagonisti e non comparse del sistema capitalista che crolla trascinando i lavoratori verso il baratro argentino.

Sono gli stessi che spalleggiano la Provincia palazzinara, che dopo aver scalzato la signora della Milano-Serravalle si avvia a fare il pieno con un piano viabilistico al servizio di immobiliari, banche come anche degli speculatori edilizi che ammorbano l’area del rhodense.

Chi se la ricorda la panzana del parco scientifico difesa a spada tratta dalla Rsu ?

L’Ostracismo durante il pontificato della Colli da parte delle amministrazioni locali uliviste alla realizzazione della 172bis, ( la superstrada che servirà l’area logistico-shopping-ricettiva di Castelletto), nell’era Penati sembra come per magia svanito. E’ la magia dell’appalto!

Tutto era noto da più di 2 anni ma nonostante ciò, chi doveva vigilare ha continuato a fare il proprio mestiere, cioè quello di amplificatore degli interessi e delle verità aziendaliste, senza mai sollevare un’iniziativa o almeno un dubbio neanche dopo la vendita dei terreni e degli edifici ai Casprini, all’ulivo-polista Tronchetti Provera e alla sua corazzata immobiliare RealEstate.

La concertazione tra politica, impresa e sindacati non ha solo favorito la privatizzazione e il vuoto occupazionale, ma ha dettato i tempi della deindustrializzazione-finanziaria e del risparmio sui salari.

Risparmi realizzati attingendo ai soldi pubblici statali con settimane, mesi di cigs finalizzate esclusivamente all’ottenimento della mobilità e fatte solo e sempre da tutti quei dipendenti che non percepiscono le variabili da 2000 a 7-8000 euro che invece arrivano ad 1/3 dei restanti, col silenzio assenso della Rsu.

Risparmi realizzati con l’accordo che raddoppia la chiusura agostana a 2 settimane e l’utilizzo metodico di 16-17 giorni/anno di calendario chiusure. Risparmi sull’acqua minerale in mensa. Risparmi col contributo provinciale alle spese sui trasporti di una azienda che dimostra ogni anno la propria stima nell’impegno di tutti i lavoratori attraverso i tagli al salario, il ricorso alla cigs nominativa (e al nero per campare con 600 euro al mese), oppure calpestando quel minimo di aiuto socialmente utile alla prevenzione come lo screening annuale del pap-test nell’infermeria aziendale, in favore delle lavoratrici donne.

Per rifiutare questa logica oggi siamo chiamati a mobilitarci e resistere per il diritto al lavoro e ad un giusto salario che ci permetta di sopravvivere alla speculazione degli amici di quel ciccione di Billè, ma allo stesso tempo, per non andare ad ingrossare le file dei precarizzati delle leggi Treu e Biagi.

Come lavoratori oggi e per la prima volta dopo quasi vent’anni, abbiamo la possibilità di tentare in Italtel una difficile risalita alla superficie oppure viceversa continuare la lenta discesa sul fondo fino all’embolia dei nuovi e massicci esuberi scatenati nell’inevitabile merge col nuovo acquirente.

Lo SLAI COBAS ITALTEL invita i lavoratori a non perdere tempo e soldi ai comizi di CGIL-CISL-UIL e UGL (chi propone la globalizzazione degli oneri e la privatizzazione degli utili), ma a partecipare invece alla difesa locale del nostro futuro e contro le trombe aziendaliste:

  • Per la variabile a 1200-1300 euro come premio di risultato a recupero di oltre 15 anni di mancati aumenti contrattuali interni e contro l’uso di parametri per il calcolo legati ad un mercato moribondo e alla retorica del CCNL dei confaziendali.

  • Contro lo scippo dei nostri TFR e per non affidare le sorti della vecchiaia ai mercati finanziari tramite i fondi Pensione gestiti da padroni e sindacati.

  • Contro i tagli proposti dalla direzione Italtel e la concertazione del dare e avere (dare quote di salario diretto e differito sempre maggiori e avere in cambio quote di salario da tagliare ulteriormente l’anno successivo).

  • Per un rinnovo contrattuale dei metalmeccanici che recuperi realmente il deficit delle famiglie con l’ingresso nell’area euro contrapposto ai 100 eurini che non coprono neanche gli aumenti della bolletta energetica del 2005 figuriamoci il 2006.

SCIOPERO domani Venerdì 10 Giugno con presidio ingresso (Villa) del centro direzione Italtel lato Centro sportivo via Romoli dalle 09.00 alle 12.00.

Sindacato.Intercategoriale.Cobas ITALTEL Lavoratori Autorganizzati 9 giugno 2005

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