Notiziario settembre 2012

Da un'ampia valutazione sulla situazione agli sportelli, ad un'analisi della condizione umana dei lavoratori dipendenti, ad alcune notizie sugli effetti della "commercializzazione" di Poste.

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Poste condannate, vince Gabriella. Sentenza del tribunale di Siracusa 756/12 del 29/05/2012

 

Lavorare in poste con la convinzione che la propria dignità e il proprio orgoglio di lavoratore siano diritti inalienabili, induce spesso il datore di lavoro Poste Italiane spa a realizzare comportamenti tali da provocare: ”la lesione di diritti costituzionalmente protetti, come il diritto alla libera esplicazione della personalità sul luogo di lavoro ed il diritto alla dignità personale”, come scrive il giudice nella sentenza che pubblichiamo.

Giornalmente ogni lavoratore delle poste dovrebbe rinunciare per imposizione datoriale, e propria convenienza, a diritti fondamentali.

Orario di lavoro indeterminato (anche con ore non retribuite), condizioni di lavoro pessime (vedi infortuni e incidenti gravi), retribuzioni in caduta libera (si lavora di più e si guadagna meno), sono all'ordine del giorno; il tutto con la complicità dei “sindacati” zerbino-padronali.

Chi critica e si oppone a tutto ciò è sottoposto ad abusi, provvedimenti disciplinari discriminatori, violenze psicologiche, emarginazione.

L’azienda ha fatto suo il motto colpirne uno per “educarne” cento.

Gabriella, persona mite ed equilibrata, rispettosa del proprio lavoro, crede in una società fondata sulla giustizia sociale, sull’equità, sul diritto e sul rispetto della persona. Ha anche un difetto, considerato non trascurabile dal proprio datore di lavoro, è impegnata sul fronte sindacale nella nostra organizzazione.

Gabriella ha dovuto sopportare la violenza dell'apparato postal-sindacale (come tanti altri lavoratori), ma oggi è il momento del riscatto, oggi un giudice ha dovuto riconoscere la persecuzione, l’offesa ed il danno.

Questo mostra che la lotta paga, nelle poste come in ogni altro ambito lavorativo e/o sociale.

Lottiamo, uniti, contro un sistema economico, sociale e politico mondiale fondato sul profitto, da realizzare ai danni della classe lavoratrice e dei proletari.

L’impegno di Gabriella, mostra che si può vincere, dentro o fuori le aule dei tribunali. Che questo sia da esempio alle migliaia di postali che barattano diritti e dignità in cambio di suppliche e favori.

S.I. Cobas          Sentenza su demansionamento, 104, mobbing

Fondi pensione e TFR

Ricordate la campagna di sindacati, padroni, forze politiche, a favore del trasferimento del TFR nei fondi privati? Le promesse di miracolosi rendimenti e radiose prospettive economiche per gli "intelligenti" che avessero fatto questa scelta? Bene. Ecco la situazione del 2011, le cifre parlano da sole.

TFR e Fondi pensione

Nuovo infortuno mortale al recapito

Un po' di commiserazione e la questione è risolta: è il solito normale incidente stradale!

Ancora sangue che scorre e un' altra collega morta: Claudia De Beni 31 anni da Bardolino, naturalmente i media nazionali non fanno menzione di questo ennesimo incidente sul lavoro, nessun TG che ne abbia dato la notizia, il fatto è irrilevante, diventa solo dato statistico da aggiungere alla media dei tre morti quotidiani.

I portalettere che muoiono sulle strade sono per queste persone lavoratori di serie B, non per nulla Poste Italiane ci ha sempre definiti “ lavoratori in GITA “!! Vogliamo che questo termine sparisca dai palmari, sparisca dal vocabolario postale, che il nostro lavoro sia rispettato e che questi morti ricordino a chi sta seduto ad una scrivania che quando, per i portalettere, i ritmi di lavoro salgono, quando le pressioni aumentano, quando la mancanza di personale ci fa correre sempre di più, i rischi si moltiplicano. Anche costoro contribuiscono a queste conseguenze nefaste.

Invitiamo ancora una volta tutti i lavoratori a tutelare la loro sicurezza, pretendendo mezzi efficienti e in caso contrario rifiutare di svolgere la loro prestazione, usiamo i dispositivi di protezione individuali forniti dall'azienda. In arrivo per il recapito ci sono le pagine gialle, ricordiamo a tutti di rispettare i carichi massimi previsti, e per chi usa le biciclette di non imbarcarsi in imprese impossibili pur di far fronte alle richieste aziendali. Chi acquisisce questi appalti qualche volta dovrebbe chiedersi se sono fattibili per lavoratori che si muovono su due ruote e non con furgoni o auto.

Finalmente gli RLS si sono mossi per chiedere una verifica relativa all'esposizione alle onde elettromagnetiche a radiofrequenza, meglio tardi che mai, noi l'abbiamo fatto già da tempo.

Sappiamo tutti ormai che dal mese di agosto a Verona si uscirà oltre che col palmare e la stampante, anche con il POS, tutti strumenti che interagiscono tra loro con sistema bluetooth. Vogliamo che la nostra salute sia tutelata e ricordiamo che la IARC ( International Agency for Research on Cancer ) ha classificato le onde elettromagnetiche a radiofrequenza come possibili cancerogeni per l'uomo ( 10 giugno 2011 ).

Se non ci saranno risposte e verifiche a queste nostre giuste preoccupazioni chiederemo ai portalettere di non usare il POS per tutelare la loro salute.

Inoltre ci chiediamo come porteremo su moto e biciclette tutta questa strumentazione senza metter a repentaglio la nostra sicurezza di movimento.

Per i lavoratori con più anzianità ricordiamo che per un decennio abbiamo lavorato in un ambiente di lavoro pieno di amianto prima che fosse eseguita la bonifica del nostro attuale posto di lavoro. Quanti altri rischi dobbiamo sopportare !!!!

E' ora di dire basta e di pretendere una vera politica per la sicurezza da parte di Poste e che in GITA ci vadano, una volta per tutte, i capi e capetti!

S.I. COBAS - Verona 22.06.2011     poste.sicobas.org

Sciopero straordinari al recapito

Dopo la sceneggiata dello sciopero dichiarato e revocato da CGIL e CISAL, rimane in piedi (sulla carta, sulla carta!) quello del quartetto CISL, UIL,..........; un quadro sindacale ridicolo, scandaloso, nauseante,......... Per quanto ci riguarda confermiamo una nuova azione di sciopero nel recapito dal 3 ottobre al 30 ottobre (date definite da vincolo creato dallo sciopero CISL e soci dichiarato poco prima di noi). Sotto la comunicazione alla Commissione e a Poste.

Effettuato in data odierna, con esito negativo, il previsto TOC presso il Ministero competente, si dichiara una nuova astensione da ogni prestazione straordinaria e/o aggiuntiva comunque formulata per tutti gli addetti del settore recapito che si limiteranno ad eseguire la prestazione ordinaria, nel rispetto dell’orario contrattuale di lavoro, sulla zona loro formalmente assegnata o con applicazione di fatto.

Le ragioni dello sciopero, rappresentate in sede ministeriale, vengono riportate di seguito:

“Il dato è oramai incontestabile: il recapito in Poste Italiane non potrebbe reggere senza il lavoro straordinario e le varie formule di prestazioni aggiuntive forfettizzate.

In questo quadro si inseriscono le sempre nuove acquisizioni di servizi (è ora il turno della consegna dei moduli ISTAT per il censimento della popolazione italiana), che si accompagnano alle carenze strutturali nell'organico.

Tutto ciò, naturalmente, con effetti diretti sulla condizione dei portalettere, ai quali - come scelta irridente e irresponsabile - non viene pagato neppure il premio di produzione annuale”.

Sindacato Intercategoriale COBAS 22 ottobre 2011

Poste Verona: disastro annunciato 2

Rieccoci col solito problema: i carichi di lavoro, specialmente per quello che riguarda gli oggetti a firma, sempre più pesanti. Siamo arrivati al punto che qui si potrebbe “guadagnar giornata“ solo con atti giudiziari, raccomandate e cartelle esattoriali.

L'ormai famigerato “Ente Bilaterale per la Formazione” che ogni volta che si riunisce ci prepara degli aggiornamenti professionali ad hoc, dopo l'obbligo d'ufficio di diventare tutti messi notificatori (con tutte le problematiche da noi sempre sollevate), ora impone un nuovo aggiornamento che si traduce in un altra mansione aggiuntiva: “ Il postino telematico – pagamenti tramite POS “ . Buona iniziativa, un ampliamento delle offerte alla clientela valida e condivisibile in sè, se non ci fosse un piccolo problema. Qualcuno di questi signori ha valutato l' impatto che questa nuova attività avrà in termini di tempo di lavoro sulla giornata dei portalettere?

Avremo il tempo nelle sette ore e dodici minuti lavorative di effettuare anche queste operazioni? I clienti avranno modo di effettivamente di vedere nel portalettere la possibilità di evitare le code lunghissime degli uffici? Potremo veramente far fronte alle loro richieste? Stante l'attuale situazione le risposte non possono che essere: NO, NO, NO. Naturalmente di incentivi, aumenti, riconoscimenti per l'aumento del carico di lavoro neanche parlarne . TUTTO COME SEMPRE A COSTO ZERO PER POSTE ITALIANE SPA. Così è stato per l'appalto di Equitalia ( contratto da 75 milioni di euro !!!!!!), così sarà per questo nuovo lavoro.

il mussoIl “ musso “ va caricato sempre più, e quello postale non ha bisogno neanche della carota per andare avanti .

Un altro punto, molto importante e delicato, va sollevato. Siamo così sicuri che il portalettere che esce con palmare, stampante, e in futuro anche con il POS - tutti strumenti che funzionano tramite connessione bluetooth - a livello di esposizione alle onde elettromagnetiche a radiofrequenza, non metterà a rischio la propria salute ?

Dobbiamo pretendere che i responsabili alla sicurezza facciano tutto il possibile perchè sia verificato l'impatto REALE di tutte queste onde magnetiche sull'organismo del lavoratore, affinchè la tutela della salute del portalettere sia posta al centro, NELLA REALTÀ E NON A CHIACCHIERE, come si sta facendo da anni! (L'analisi dei rischi predisposto negli anni scorsi da Poste, risulta in questo momento estremamente generica e non in grado di cogliere i livelli di rischi a cui questa nuova attività espone i portalettere).

PS. Ricordiamo che dietro all'Ente Bilaterale per la Formazione ci sono i cari sindacati firmatari, che anche questa volta contribuiscono direttamente a peggiorare sia la condizione che i rischi per la salute dei lavoratori.

MANDIAMOLI A CASA. RESTITUITE LE TESSERE!!

S.I. COBAS Verona,  18 maggio 2011

Cassa di Resistenza

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E' a partire dal 2008 che nell'intero settore della logistica si è sviluppato e radicato un ampio movimento di lotte autorganizzate che ha coinvolto centinaia di lavoratori e lavoratrici dei principali siti distribuiti sul territorio nazionale. 

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