Solidarietà al compagno Emilio, contro la vile aggressione fascista

dordoni

Il SI Cobas esprime tutta la sua solidarietà al compagno Emilio del Centro Sociale Dordoni di Cremona, ridotto in pericolo di vita durante un'aggressione squadrista organizzata dai fascisti di Casa Pound approfittando di una partita di calcio.
Il compagno Emilio insieme ad altri suoi compagni è stato in prima fila anche a nostro fianco, a sostegno delle lotte dei lavoratori della logistica

 

Questa aggressione, che secondo una vecchia formula la stampa borghese cerca di far passare come uno scontro tra opposti estremismi, non è un episodio isolato. Queste organizzazioni neofasciste mascherano con una fraseologia populista la loro vera natura antioperaia, e si candidano a replicare il ruolo già svolto storicamente dal fascismo, di stroncare con la violenza il movimento operaio, colpendo le sue avanguardie.
Contro questa ennesima aggressione pianificata occorre dare una risposta decisa, innanzitutto rafforzando ed estendendo il movimento di lotta contro l'offensiva padronale supportata dal Governo Renzi, che con il Jobs Act vuole sottoporre i lavoratori al ricatto e all'arbitrio del padrone, rendendo più difficile la loro difesa e auto-organizzazione e dall'altra, in certe occasioni, rafforzate le difese e le iniziative contro questi squadristi al servizio della reazione borghese.

 

Sabato saremo presenti alla manifestazione non solo come momento di solidarietà al Csa Dordoni e al compagno Emilio ma perché sappiano che gli operai del SI Cobas sono un tutt'uno contro le classi dominanti e la canaglia fascista strumento più apertamente reazionario che i democratici fanno nascere dal loro seno per attaccare nelle strade e nei quartieri coloro che lottano contro il sistema.

 

Esecutivo SI Cobas

Rencontre syndicale internationale par Solidairesnational

Video sull'incontro sindacale internazionale e di lotte a St.-Denis nel marzo del 2013.
Partecipammo con una delegazione di due compagni del SI Cobas

 

ilm sur la Rencontre syndicale internationale qui s'est déroulée du 22 au 24 mars 2013 à St Denis (93) à l'initiative de l'Union syndicale Solidaires (France) / Confederacion General del Trabajo (Etat espagnol) / Central Sindical e Popular Conlutas (Brésil)

 

Video dell'incontro internazionale di St Denis - Marzo 2013 -

COMUNICATO STAMPA - Logistica 5 Castelnuovo Bocca D'Adda

logistic

Ci sono situazioni dove impresa è sinonimo di truffa.

 

E' il caso dei lavoratori di Logistica 5 S.r.l., che si accinge a chiudere, e di quelli della neonata Nuova Logistica 5 S.r.l., a Castelnuovo Bocca d'Adda, via Piave 44.

 

Le due aziende, giuridicamente entità distinte, non sono simili solo nei nomi, ma presentano evidenti elementi di continuità tra vecchia e nuova gestione sia nei pagamenti iniqui e truffaldini ai loro dipendenti, che nei legami di parentela esistenti tra chi gestisce le due aziende.

 

Da quanto ci è dato sapere il sig. Paolo Panelli, amministratore unico della neonata Nuova Logistica 5 S.r.l., commercialista e revisore contabile che ha avuto in carico Logistica 5 S.r.l., è marito della Sig.ra Federica Cremona, Responsabile di Produzione e del Personale Nuova Logistica 5, che è figlia di Adelisio Cremona, Amministratore unico di Logistica 5.

 

Anche se lor signori tendono a precisare che le due società sono due cose distinte, e giuridicamente lo sono, facciamo veramente fatica a separare le questioni.

Dopo che alcuni lavoratori delle due società si sono iscritti al sindacato SI.COBAS, lamentando i furti in busta paga, è partita la rappresaglia prima con lettere di contestazione fantasiose e poi con i licenziamenti per "motivi oggettivi" (crisi di Logistica 5) guardandosi bene dal ricollocare i lavoratori che si sono rivolti al sindacato. Gli stessi che per anni hanno lavorato con paghe ben al di sotto di quelle che avrebbero dovuto percepire. Insomma, un bel ringraziamento con benservito.

 

Analizzando le buste paga di Logistica 5 S.r.l. emerge quanto segue:

pagamenti parziali rispetto agli importi riportati nei cedolini e pagamenti completamente elusi:
mancato pagamento delle 13^ mensilità;
mancata contabilizzazione degli straordinari effettivamente svolti;
liquidazione di ferie e permessi retribuiti mai goduti a fronte di ore lavorative ordinarie regolarmente svolte;
erosione salariale attraverso false e sistematiche assenze non retribuite.
Irregolarità simili si riscontrano anche nelle buste paghe di Nuova Logistica 5.

Di una timbratrice in azienda, ovviamente, nemmeno l'ombra, così come di documentate richieste di ferie e permessi dei lavoratori.

Anche a fronte della denuncia in DTL da parte dei lavoratori, Logistica 5 e Nuova Logistica 5 hanno continuato imperterrite nel loro furto sistematico.

 

A maggio hanno impedito l'accesso al lavoro ai nostri iscritti per molti giorni addebitandogli giorni di assenza e Logistica 5 ha consegnato i cedolini di maggio senza fare i rispettivi bonifici.

 

Visto che gli incontri tra aziende e sindacato sono stati una gran perdita di tempo e che sono ben chiari gli intenti delle due società, l'azione sindacale e legale si arricchirà di ulteriori passaggi in questi giorni denunciando quella che, secondo noi, rappresenta un'onta, non l'unica probabilmente, al tessuto economico del lodigiano dove lo sfruttamento dei lavoratori immigrati, in particolare, sembra esser diventato l'affare in questi tempi di cosiddetta crisi.

Come tutti i nostri iscritti, i lavoratori in lotta godranno del sostegno e dell'appoggio dei loro compagni delle altre aziende.

Sembra che la ristrutturazione in essere preveda l'utilizzo di cooperative, confermando la necessità di addetti alla produzione.

 

Ci riserviamo nei prossimi giorni di mettere a conoscenza dell'opinione pubblica tutti i particolari di quello che riteniamo un modo di fare impresa truffaldino e vessatorio che rappresenta un insulto alla dignità di chi lavora.

Fare impresa sulla pelle dei lavoratori decurtando loro salario, tutele e diritti, cercando di ridurli al silenzio attraverso ricatti e paure, è questione che contrasteremo in modo fermo e deciso.

 

Sindacato Intercategoriale Cobas

Coordinamento Provinciale di Lodi e Piacenza

8 luglio 2014

Disoccupati: Richiesta d'incontro alla Regione Piemonte

sicbas torino

Spett.le Regione Piemonte
Assessorato al lavoro e politiche sociali

 

To lì 05-07-2014

La presente, a nome dei circa 3 mila sottoscrittori del seguente appello e a nome del
Sindacato intercategoriale Cobas che si è fatto promotore, per chiedere incontro per
il 15 luglio 2014, con la Presidenza del Consiglio Regionale e Assessorato al Lavoro e
Politiche Sociali.

 

L'oggetto dell'incontro è quello di verificare la disponibilità della Regione Piemonte a
disporre fondi sufficienti a garantire un sostegno al reddito per disoccupati e precari.
Nell'occasione consegneremo le prime firme di quanti hanno sottoscritto l'appello
che di seguito riportiamo.

In attesa di un Vostro positivo riscontro porgiamo distinti saluti.

Per il gruppo promotore dell'appello e per il Sicobas Torino

 

Francesco Latorraca

 

Appello:

 

Premessa: dato il continuo aggravarsi delle condizioni occupazionali in Italia e l'inefficacia
delle misure governative, che dispongono solo fondi per banche, imprese e speculatori,
invece che per garantire un salario minimo per lavoratori, disoccupati e precari.
Noi disoccupati/e, precari/e, lavoratori/trici in mobilità e in CIG,

 

-visto il grave peggioramento dell'occupazione e della precarietà lavorativa anche nella
nostra Regione, in particolare a Torino (con oltre 100.000 disoccupati ), che rendono
impossibile conseguire un reddito che ci permette di vivere oltre la soglia di povertà.

 

-visto l'inefficacia del "Piano Regionale per l'occupazione":

 

-Chiediamo che vengano disposti fondi regionali sufficienti a garantire un
sostegno al reddito minimo vitale a tutti i disoccupati senza distinzione e
discriminazione del periodo pregresso di attività lavorativa e della nazionalità.

 

Per eventuali comunicazioni :

Tel 348 2640440 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Sicobas Torino
C.so Brescia, 22
10155 Torino

sabato 5 luglio ore 16,00 Presidio di Fronte All' ikea di Carugate

ikeaboicaotta

La democratica Ikea Inizia ad avere problemi anche al suo interno.

Per Domani e' previsto uno sciopero dei lavoratori dei negozi Ikea del Milanese.

Noi porteremo solidarietà ai lavoratori Ikea, con un presidio di Boicottaggio a sostegno dei licenziati del magazzino di Piacenza e per unire le lotte.

 

Domani alle 16 di fronte al negozio di Carugate, invitiamo tutti/e alla massima partecipazione.

"BASTA SFRUTTAMETO, PRECARIETA' e DISOCCUPAZIONE

sicbas torino

LUNEDI' 30 GIUGNO e MARTEDI' 1 LUGLIO

DALLE ORE 9-12 al Centro per l'Impiego, via Bologna 153 Torino

continua la MOBILITAZIONE PER UN REDDITO MINIMO VITALE, e per preparare le prossime iniziative

 

VOLANTINO IN DIFFUSIONE:

"BASTA SFRUTTAMETO, PRECARIETA' e DISOCCUPAZIONE

I disoccupati continuano a crescere, sono quasi 4 milioni (erano 2,5 un anno fa) e altrettanti non sono neanche censiti (hanno perso ogni speranza)

 

TORINO È LA CITTÀ DEL NORD PIÙ COLPITA

 

- Per i giovani la precarietà è normale condizione di vita, con lo Jobs Act sarà ancora peggio !

-Chi ha più di 40 anni ormai è troppo vecchio per trovare un lavoro !

-Chi lavora subisce uno spietato sfruttamento con bassi salari nel ricatto del licenziamento !

 

E' ora che si attivi una lotta generalizzata per la difesa delle condizioni di vita dei lavoratori e per una Garanzia di continuità salariale per chi viene licenziato, chi è precario e per chi cerca lavoro: i soldi ci sono ! (i ricchi sono + ricchi e i poveri sempre + poveri)

 

E' ora di RIDURRE L'ORARIO di LAVORO, per contrastare l''aumento di produttività e di sfruttamento che creano esuberi e licenziamenti.

 

IN PIAZZA CASTELLO DAL 5 LUGLIO GAZEBO DI PROTESTA CONTRO SFRUTTAMENTO, PRECARIETÀ E DISOCCUPAZIONE !

Prepariamo una mobilitazione davanti alla Regione per il sostegno al reddito a disoccupati e precari"

 

Lavoratori, disoccupati, precari Si Cobas

 

C. Brescia, 22 – Torino - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Un insalata val più di un operario: sciopero alla Con.or Srl

conor bologna

E' iniziato questa mattina alle 8 lo sciopero alla Con.or Srl di Via delle Viti 5 Bologna, società del settore ortofrutticolo.

 

Dal primo luglio la gestione dell'appalto passerà dalle cooperative CO.FA.MO e Logica.Mente alla cooperativa Alice (cooperative tutte aderenti alla Legacoop).

Come in tutti i cambi di appalto che si rispettino la subentrante e la committente cercano di spazzare via quanto conquistato con l'unione tra i lavoratori e la sindacalizzazione degli stessi.

Proprio un mese fa il S.I. Cobas aveva siglato un accordo di secondo livello con le cooperative uscenti strappando condizioni migliorative in termini di salario ottenendo per i lavoratori dell'appalto (in tutto 31, il 100% dei lavoratori) €5,29 di buoni pasto per giorno lavorato e malattia e infortunio pagati sempre al 100%.

 

Venuti a conoscenza del cambio appalto casualmente (senza essere avvisati con le consuete e regolari procedure) il giorno 26 il S.I. Cobas incontrava la Cooperativa Alice che aveva fatto intendere (con una comunicazione dello stesso giorno) che non ci sarebbero state difficoltà a far si che tutti i lavoratori venissero assunti e riconfermati a tempo pieno, a tempo indeterminato e con l'esplicita esclusione del periodo di prova.

Con una mossa a sorpresa, invece, la cooperativa il giorno seguente chiamava singolarmente i lavoratori presso i propri uffici (eccetto gli RSA e gli operai più in vista sindacalmente) per proporre contratti di lavoro in cui era previsto il periodo di prova.

 

In sintesi: la Cooperativa Alice si rimangia la parola data e afferma di volere assumere su 31 lavoratori solo una ventina (e di non volere assolutamente assumere i nostri delegati).

Per queste ragioni i lavoratori, sostenuti dal S.I. Cobas, dai lavoratori provenienti dagli altri magazzini di Bologna e diversi solidali da questa mattina e fino alle 16 hanno picchettato i cancelli impedendo il carico e lo scarico delle merci.

 

Dopo l'intervento della forza pubblica, più preoccupata che le insalate di cui erano pieni i camion andassero a male che del destino di 10 operai senza più un posto di lavoro, intelligentemente l'assemblea dei lavoratori ha deciso, solo per oggi, di rimuovere i blocchi e ultimare la giornata di lavoro con la promessa che i giorni seguenti saranno difficili per Alice nel caso non saltino fuori garanzie di mantenimento del posto di lavoro per tutti i lavoratori dell'appalto.

Invitiamo lavoratori e sostenitori a raccogliere la chiamata per le prossime iniziative di lotta... che è appena cominciata!

 

S.I. Cobas Bologna.

Dopo 38 giorni ,lo sciopero in Dielle continua

dielle

Dopo il naufragio dell'ennesimo tentativo di imbastire una qualche trattativa in prefettura e di fronte all'ormai quotidiano intervento delle forze dell'ordine, gli operai della Dielle, questa mattina hanno deciso di cambiare tattica e di ostcolare il tentativo di rimpiazzarli con i crumiri di un'altra cooperativa bloccando l'accesso alla fabbrica fin dalle 6,30

 

Dopo l'arrivo di cinque blindati, e quasi un'ora di schermaglie, sono partite le prime cariche contro il sit-in messo in atti sui bordi della strada. Ce ne sono volute ben tre prima che la sbirraglia (in verità non molto motivata a far male) riuscisse ad aprire un varco tra le fila del picchetto, mentre nel frattempo la metà dei crumiri riprendeva il sentiero di casa. Solo alle 10 la situazione tornava "normale", con un'altra giornata lavorativa andata sostanzialemnte in fumo

 

Prosegue così la lunghissima vertenza giunta ormai da quindici giorni in una sorta di binario morto, vuoi per l'ostinazione della Dielle (disposta a tutto pur di non cedere) vuoi per le remore politiche delle istitutuzioni ad intervenire per piegare la volontà aziendale alle legittime richieste operaie.

Dal canto loro gli operai del SI.Cobas (il 90% della forza lavoro) non intendono accettare i 30 licenziamenti politici (20 verrebbero messi in CIG a zero ore e 10 trasferiti al centro-sud) con cui l'azienad pretenderebbe, tramite i caporali di cooperative vecchie e nuove, gestire la conclusione della vertenza

L'assemblea operaia del presidio permanente ha quindi deciso di rilanciare la proposta di un tavolo di trattavia in prefettura mantenendo ferme le proposte di mediazione avanzate finora che così si possono riassumere

 

Reintegro nell'impianto di tutti i 60 scioperanti con aumenti salariali uguali per tutti (7€ netti all'ora di paga base + istituti contrattuali) con eventuale apertura di CIG a rotazione rispetto ad eventuale carenza di ore o, comunque, garanzia di continuità lavorativa o direddito per il personale considerato in esubero

Il morale è alto e la lotta continua
Si fa appello a tutte le strutture solidali per una solerte raccolta di fondi con cui far fronte alle palesi difficoltà economiche che lo sciopero sarà costretto ad affrontare

 

Per eventuali versamenti fare riferimento al conto corrente del SI.Cobas (vedi www.sicobas.org) con la causale "sostegno ai lavoratori della Dielle"

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Cassa di Resistenza

  • Sostieni le lotte - Diffondi la solidarietà

E' a partire dal 2008 che nell'intero settore della logistica si è sviluppato e radicato un ampio movimento di lotte autorganizzate che ha coinvolto centinaia di lavoratori e lavoratrici dei principali siti distribuiti sul territorio nazionale. 

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