La guerra, scatenata contro il mondo del lavoro, necessità di un confronto e di un coordinamento. Costruire questo primo livello d’organizzazione non è solo utile ma necessario per far vivere una voce di contrasto, una opposizione.

Una opposizione tutta da costruire nel pubblico impiego. In questa fase non solo non si è in grado di opporre una qualche resistenza ma addirittura si è davanti ad una vera e propria rotta, accentuata da un certo “sindacalismo di base” in cerca di legittimazione dalla controparte. La adesione al Testo Unico sulla rappresentanza e rappresentatività segna una capitolazione davanti a progetti di legge e ordine voluti dai governi servono a trasformare ogni rivendicazione in “estorsione” da perseguirsi per via penale. Con l’esigibilità dei contratti prevista dal T.U. da una parte si legano i firmatari ad una logica di sorveglianza sulle manifestazioni di dissenso e dall’altra restringono l’agibilità sindacale per tutti i lavoratori. E’ in questa prospettiva che ha campo libero la repressione e i fatti di Modena. L’infame carcerazione di Aldo Milani, ne sono una rappresentazione plastica. La repressione vuole colpire il ciclo di lotte niente affatto episodiche della logistica e di altri rami d’industria come la lavorazione delle carni che ha come capitale Modena. Questo patrimonio va difeso e propagandato tra i lavoratori del P.I. perché solo rompendo l’isolamento possiamo servire gli interessi generali della nostra classe.

Di fronte a questo attacco occorre dare una risposta. Attrezzare le difese. Attrezzarsi a cogliere quei sintomi di ripresa delle lotte direttamente legate al disagio crescente. Pur non dando per scontato che il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro possa vincere la passività, il nostro compito è di raccogliere e predisporre le risorse soggettive. Coordinarsi. Sulla base della buona omogeneità politica espressasi nella prima riunione di coordinamento, che abbiamo tenuto a Milano il 03.12.2016, dobbiamo meglio definire una linea operativa anche in riferimento alla possibile estensione al P.I. del T.U.

Saremo impegnati ad affrontare delle scelte pratiche su come e se concorrere alla RSU preservando però tutta la nostra autonomia di classe. Pur non potendo riproporre nelle nostre categorie il modello che si è affermato come vincente nella logistica non possiamo piegarci al compromesso che svende, per qualche tessera in più, la linea della indipendenza di classe.

Dovrà essere una riunione dai forti contenuti politici necessaria per poter svolgere al meglio (una volta risolti dubbi e incertezze) la nostra azione sindacale in contesto certamente difficile. La chiarezza su i nostri compiti è la sola arma che può rendere al meglio la nostra azione.

SECONDO COORDINAMENTO NAZIONALE DEL PUBBLICO IMPIEGO
18 MARZO 2017, ORE 10 - PRESSO SEDE NAZIONALE S. I. COBAS -
VIA B. CELENTANO 5, MILANO

 

Cassa di Resistenza

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E' a partire dal 2008 che nell'intero settore della logistica si è sviluppato e radicato un ampio movimento di lotte autorganizzate che ha coinvolto centinaia di lavoratori e lavoratrici dei principali siti distribuiti sul territorio nazionale. 

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