Lo sciopero generale che ha attraversato il paese ieri, 27 ottobre, ha visto migliaia di lavoratori incrociare le braccia e cortei attraversare le città di Napoli, Roma, Bologna, Prato e Milano contro il rinnovo peggiorativo del contratto nazionale della logistica, contro il varo della legge antidemocratica contro lo sciopero e per la costruzione e l’ampliamento di un fronte di classe tra lavoratori combattivi contro i padroni.

Per quel che riguarda Roma lo sciopero è iniziato alle 6 di mattina con un picchetto alla BRT di Fiano Romano a cui hanno partecipato anche i lavoratori della TNT vicina e ha bloccato decine di camion carichi di merci ai cancelli, e un’assemblea animata da drivers e facchini GLS fuori dall’Hub dell’azienda a Riano in cui la cooperativa da mesi fa orecchie da mercante sui problemi che evidenziano i lavoratori, dagli straordinari non pagati ad un uso spregiudicato di lavoratori interinali. I lavoratori hanno poi raggiunto con i pullman i propri compagni di tutti gli altri magazzini che, in centinaia fin dalla prima mattinata, hanno presidiato l’entrata dello stabilimento TNT in zona Salone congiuntamente a decine di occupanti casa solidali con le lotte della logistica.

Verso le 9 tutti i lavoratori in sciopero e i solidali sono partiti in corteo dai cancelli della TNT, toccando nel tragitto tutti i magazzini intorno a via di Salone e arrivando davanti l’hub di SDA interessata nelle settimane precedenti da un imponente sciopero nazionale per respingere l’attacco dell’azienda, spalleggiata dal governo, ai diritti acquisiti dopo anni di lotte. Qui si sono susseguiti interventi al microfono ribadendo la solida unità di tutti i facchini e drivers contro i padroni e le cooperative.


I lavoratori poi si sono diretti tutti sotto il ministero dello sviluppo economico raggiungendo il presidio degli altri sindacati di base (CUB, USI-AIT, SLAI COBAS e SGB) intonando i loro cori.
Nel pomeriggio la manifestazione si è sciolta non senza provocazioni da parte della polizia che, per ore, ha fatto problemi ai manifestanti per uscire dalla piazza.

Lo sciopero all’interno dei magazzini è riuscito ed è arrivato forte e chiaro alle orecchie dei padroni, piccola prova di questo fatto è il nervosismo mostrato alla GLS dove, nell’hub di Riano è apparso un cartello che prometteva un bonus di 50€ a tutti coloro che avrebbero lavorato il giorno 27, ovvero disertando lo sciopero (per la cronaca i lavoratori Si Cobas hanno scioperato tutti rifiutando l’offerta di crumiraggio), e nella filiale GLS di Castel di Leva dove, il giorno successivo, i lavoratori, non iscritti al Si Cobas sono stati “redarguiti” (prima proprio dal responsabile aziendale che aveva fatto entrate la FIT CISL per contrastare il SICOBAS, poi proprio dall’azienda) per aver indetto un’assemblea sindacale per parlare dello sciopero indetto dai confederali (CISL compresa) nei giorni 30 e 31 ottobre.

 

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E' a partire dal 2008 che nell'intero settore della logistica si è sviluppato e radicato un ampio movimento di lotte autorganizzate che ha coinvolto centinaia di lavoratori e lavoratrici dei principali siti distribuiti sul territorio nazionale. 

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