Come Movimento di Lotta per il Lavoro - 7 Novembre, nel corso della nostra vertenza oramai nota, abbiamo sempre provato a dare il nostro contributo a tutte le iniziative di lotta e mobilitazione di lavoratori e lavoratrici, disoccupati e disoccupate di altre vertenze, licenziati e studenti, convinti che solo ricostruendo un vero fronte di lotta unitario che rimetta al centro i nostri bisogni di classe è possibile invertire la situazione attuale.

La nostra città e le nostre periferie vivono in condizioni di abbandono, sfruttamento, miseria e disoccupazione, d'altronde la fotografia a livello regionale, in Campania, ci parla di un esercito disarmato di oltre un milione di disoccupati: 650 mila i disoccupati hanno proprio smesso di cercare lavoro, ai quali si aggiungono almeno 400 mila che invece sono in cerca di occupazione (Inps 2016), parallelamente al crollo dei contratti a tempo indeterminato di 55 mila posti di lavoro tra il 2015 e il 2016, al boom impressionante dei voucher + 43,7 per cento in un anno (dati della Cgil Campania, la dice lunga appunto su quanto poi il dato reale sia ancor peggiore) da 2,9 milioni del 2015 ai 4,2 milioni del 2016, ai 110 mila, al programma nazionale "Garanzia giovani" che apriva le porte a tirocini retribuiti con fondi pubblici nelle aziende, fallito terribilmente.

Siamo quelli che, in questi anni, hanno rotto il muro della rassegnazione e hanno preso coscienza.

C'è chi vive nella miseria, precarietà e senza lavoro nei quartieri dove il problema della marginalità sociale e dell'illegalità, di cui tanti parlano, pensano di risolverlo con telecamere, militari e “sicurezza” e con i decreti Minniti (che non fanno altro che reprimere le povertà allontanandole dal centro delle città che devono diventare sempre più una vetrina).

Le politiche sul lavoro si limitano all’elemosina elargita con la SIA, manovra del governo applicata ai Comuni (quattro spiccioli ad una limitatissima fascia di disperati con requisiti strettissimi) passando per i i “vuocher” (in varia forma) utilizzati per i lavori a chiamata dalle amministrazioni, per di più ristretto ad alcune fasce di inoccupati.

Riteniamo necessario che tutte le vertenze e lotte più significative, seppur ancora insufficienti oggi, debbano impegnarsi nel rafforzare le lotte esistenti, collegarle reciprocamente e farle convergere in piattaforme unitarie e momenti di lotta efficaci e condivisi.

Per questi motivi raccogliamo positivamente l'appello dei facchini della logistica, come di altri lavoratori di altri settori, la cui lotta è stata un esempio per tanti e tante.

I padroni e chi ci governa continuano - dinanzi all'avanzare della crisi - con guerre, smantellamento di diritti e peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e nel frattempo vorrebbero far ricadere le nostre incertezze e la nostra rabbia contro chi sta peggio.
Infatti l'avanzata di razzismo e distrazione di massa colpisce sopratutto tanti e tante disoccupati/e.

Noi siamo senza lavoro e disoccupati, ma in questi anni di vertenza e lotta continua abbiamo conosciuto bene chi è il nostro vero nemico.

Per questo aderiamo e sosteniamo la manifestazione a Roma indetta dal SiCobas il giorno dopo lo sciopero della logistica e facciamo appello a tutti gli altri disoccupati che nelle altre città si vogliono organizzare a partecipare alla manifestazione del 24 a Roma anche per incontrarci ed iniziare un percorso insieme.

La classe dominante indirizza il malcontento sociale verso i più sfruttati tra gli sfruttati.

Ma gli sfruttati non capiscono che per sradicare il razzismo e i razzisti va eliminato il meccanismo che li genera.
Per questo non basta essere antifascisti ma bisogna organizzarsi per mettere in discussione tutto il sistema, tutto il capitalismo.

Ad una settimana dalle elezioni nazionali, che sicuramente ci consegneranno un governo nemico dei lavoratori e degli interessi di disoccupati, è importante far sentire la nostra voce e far vivere la nostra lotta in una prospettiva più generale e complessiva che metta in discussione il fatto che ci sia un manipolo di capitalisti a decidere sulle nostre vite e farci pagare la loro crisi.

Esistono solo due classi, sfruttati e sfruttatori: no alla guerra tra poveri, lottiamo contro chi ci sfrutta ed opprime!

Rompere il ricatto dell’abbandono, del lavoro nero, dello sfruttamento e della precarietà!

Ritirare i militari, azzerare le spese militari e destinarle a spese sociali!
Basta grandi opere inutili e dannose: le risorse pubbliche per lavori utili socialmente!
Lavoro stabile e sicuro e salario garantito o reddito con cui poter campare!

Abbiamo sempre sognato che lavoratori, disoccupati, studenti, precari e tutti gli ultimi si unissero nelle piazze per trasformare davvero le cose. Oggi è una necessità.

Il 24 noi saremo presenti ma auspichiamo che subito dopo si apra un processo di organizzazione vero affinché le notti insonni che noi trascorriamo tutti i giorni, finalmente le inizieranno a vivere chi ci sfrutta ed opprime.

Contro sfruttamento, repressione e disoccupazione: per un fronte di lotta unitario!

Napoli, 20 febbraio 2018

MOVIMENTO DI LOTTA - DISOCCUPATI 7 NOVEMBRE

Cassa di Resistenza

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E' a partire dal 2008 che nell'intero settore della logistica si è sviluppato e radicato un ampio movimento di lotte autorganizzate che ha coinvolto centinaia di lavoratori e lavoratrici dei principali siti distribuiti sul territorio nazionale. 

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[NAPOLI] Disoccupati e lavoratori della logistica uniti nella lotta, il 24 tutti a Roma!

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