A Ventimiglia per gridare:

“Chi invade chi?”





L'invasione c'è, esiste ed è datata storicamente.

Carlo V, imperatore del sacro romano impero, promuove una spedizione contro Algeri nel lontano 1541.

Da allora le invasioni europee del suolo africano non si sono più fermate.

Francesi, inglesi, portoghesi, spagnoli, olandesi, belgi, tedeschi, italiani (in Somalia, in Eritrea, in Etiopia, in Libia).

Ed è stata storia di massacri, deportazioni, tratta di decine di milioni di uomini e di donne.

Le gloriose repubbliche marinare di Genova e Venezia hanno costruito la loro ricchezza anche sul traffico internazionale degli schiavi africani.

Poi è arrivata la decolonizzazione “americana”, e il tradizionale colonialismo si è travestito con stracci democratici.

Africa e Medio Oriente sono da secoli terre di conquista.

Terre dove si confrontano e si scontrano gli interesse di potenze vecchie e nuove.
 
Ma il sangue che scorre è sempre quello africano e arabo.

Sono centinaia i focolai di guerre combattute con democraticissime e civilissime armi.

Fame e carestie sono da sempre una minaccia che ha accompagnato la precarietà umana in occasione di sconvolgimenti climatici.

Ma ora è fame certa, prodotta dalla avidità capitalistica di nuovi schiavi e vecchie e nuove materie prime.

Ettari ed ettari di terre (più di 30 milioni!) di poveri agricoltori e allevatori sono “comprati” dalle multinazionali: cinesi, coreane, indiane, saudite e, ovviamente in prima fila, dai ladroni di sempre.

Grano, mais, bietole, canna da zucchero, ecc., anziché diventare alimenti utili a sfamare la popolazione locale, serviranno alla produzione dei biocarburanti.
 
È così che il mondo cosiddetto “civile” sta aiutando gli africani a casa loro.
 
Merci, armi e denaro varcano ogni confine, ma alle persone a cui è stato rapinato tutto, viene sbarrata la strada.

La Grande Mafia, ossia il Capitale Globale, ha necessità di avere forza lavoro in grande abbondanza perché questa è l'unica merce che consumandosi crea valore.

Si vuole solo selezionare gli ingressi e costringere chi riuscirà ad entrare, ad accettare ogni ricatto e condizione di lavoro pur di restare.

Queste, solo queste, sono le ragioni delle politiche securitarie, dei finti blocchi navali e dei veri campi di concentramento.

La condizione di illegalità creata ad arte serve solo ad abbassare il prezzo di questa forza-lavoro.

In questo fango strisciano i Salvini, i Di Maio, i finti buoni e gli autentici cattivi.
 
Le drammatiche condizioni di tutto un continente riservano un surplus di crudeltà per la popolazione emigrante femminile: violenze, aggressioni sessuali, maternità forzate, ecc.

Alla spietatezza del neocolonialismo, si somma l'oppressione patriarcale che fa delle donne un'umanità povera, ricattabile e assoggettata agli uomini e al capitale.

Patriarcato e cultura patriarcale, catene della condizione femminile, ereditate dal passato e preservate dal capitalismo per tutta la sua epoca storica.

Come emigranti, come donne e come madri, subiscono un triplo ricatto. Sarà lotta, lotta dura per la sopravvivenza.

Le navi che il governo “lascia” attraccare sono spesso quelle cariche di minori non accompagnati.

In Italia ogni anno scompaiono almeno 5mila bambini.

Vorremo sperare che questi non finiscano nella rete della pedofilia e del traffico di organi…

Non possiamo limitarci a chiedere l'apertura dei confini, che sarebbe solo un lasciapassare verso nuove forme di sfruttamento.

Questa rivendicazione è solo una condizione di base che possiamo condividere con tutte le forze animate da un senso d'umanità; ma dobbiamo ancora batterci per azzerare il debito estero dei paesi dominati, per il ritiro da Africa e Medio Oriente di tutti gli eserciti imperialisti di occupazione - a cominciare da quello italiano, per la restituzione delle terre rapinate, per l'immediata sospensione dell'inquinamento di terre e acque…

La battaglia è contro le campagne e le politiche razziste di questo governo, contro i crimini del capitalismo!

La battaglia è contro il capitalismo che è un crimine contro l'umanità.

                                                    TUTTI A VENTIMIGLIA SABATO 14 LUGLIO MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE!
 
Genova, 10.07.2018

S.I. COBAS 


Cassa di Resistenza

  • Sostieni le lotte - Diffondi la solidarietà

E' a partire dal 2008 che nell'intero settore della logistica si è sviluppato e radicato un ampio movimento di lotte autorganizzate che ha coinvolto centinaia di lavoratori e lavoratrici dei principali siti distribuiti sul territorio nazionale. 

Read More

Eventi

Luglio 2018
D L M M G V S
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31 1 2 3 4
[GENOVA] A Ventimiglia per gridare: chi invade chi?

0 sec. Visite: 0
Data: 30 11 -0001
Youtube
[GENOVA] A Ventimiglia per gridare: chi invade chi?

0 sec. Visite: 0
Data: 30 11 -0001
Youtube
[GENOVA] A Ventimiglia per gridare: chi invade chi?

0 sec. Visite: 0
Data: 30 11 -0001
Youtube
[GENOVA] A Ventimiglia per gridare: chi invade chi?

0 sec. Visite: 0
Data: 30 11 -0001
Youtube