Un progetto di controriforma di tutto il Pubblico Impiego all’insegna dei bonus, del welfare aziendale, del clientelismo diffuso e gli ennesimi tagli previsti nel nuovo contratto collettivo nazionale del comparto Sanità incombono pesantemente su lavoratrici/tori e sull’utenza di quest’ultima.

Si potrebbero sintetizzare i nuovi contratti collettivi nazionali della pubblica amministrazione, attesi per lunghi 8 anni, con due sole frasi:

SOLDI POCHI E PER POCHI ELETTI!

PEGGIORAMENTO NORMATIVO PER (QUASI) TUTTI!

Risibile, infatti, l’aspetto economico: gli 85 euro lordi previsti (a regime peraltro solo nel 2018), somigliano più a una mancetta preelettorale che a un vero aumento di stipendio. Del resto il peccato originale della pubblica amministrazione è, di non essere una BANCA in difficoltà. Vale la pena ricordare che ben 20 miliardi di euro recentemente sono stati elargiti agli istituti di credito, con la velocità di uno schiocco di dita.

TUTTO IL MODELLO SANITARIO SARÀ STRAVOLTO!

Ma analizziamo alcuni elementi del nuovo “contro-contratto” previsto per la Sanità:

  • La deresponsabilizzazione delle direzioni va di pari passo con la responsabilità professionale ascritta al singolo operatore.

  • Si accederà al salario di risultato solo al raggiungimento degli obiettivi selettivamente fissati dalle direzioni.

  • I passaggi di fascia saranno “selettivi”. Non più di un operatore su cinque potrà usufruirne.

  • Orario di lavoro. Il “riposo biologico” da osservare rigidamente comporta l’accumulo di debito orario da colmare con turni estensibili fino a 12,45 ore diurni e notturni, a tal fine il vincolo di legge sulla durata della giornata lavorativa (massimo 10 ore) è stato cancellato. Solo lo sblocco delle assunzioni, riposi e pause possono essere misure di tutela.

Il perdurare del blocco delle assunzioni comporta un grave pericolo per pazienti e operatori.

  • La flessibilità, da catena di montaggio, è facilitata dall’adozione dell’orario multi-periodale; possibilità concessa alla direzione di non rispettare le loro stesse regole.

  • Le piante organiche sono abolite. Il personale sarà assegnato in base al budget e non in base alla domanda di salute.

  • Si prevede l’introduzione in via sperimentale del welfare aziendale (già attivo nel privato). Quindi benefit teorici al posto di soldi veri.

  • C’è una forte spinta ad incentivare l’adesione alla previdenza complementare introducendo, subdolamente, la clausola del silenzio-assenso per ampliare la platea, oggi non ancora abbastanza estesa, dei contribuenti dei fondi Perseo. Fondi a rischio gestiti da sindacalisti e imprenditori.

  • Gli stessi paventano come obbligatoria un’assicurazione (con sconto se ti tesseri) che obbligatoria nei fatti non è. E’ tale solo se ti obbligano.

  • Si propone il passaggio dall’area tecnica a quella sanitaria, per gli OSS, ovviamente a costo zero. Sugli OSS, con o senza terza esse graveranno maggiori oneri e responsabilità in cambio di nessun beneficio né giuridico né economico.

 

La proposta di rinnovo contrattuale dei datori di lavoro pubblici e privati e del Governo che ben li rappresenta, non merita di essere discussa, va solo rigettata! Rivendichiamo un forte aumento degli organici, per lavorare meno, lavorare tutti, lavorare meglio. Sono queste le condizioni necessarie a un’assistenza che promuova salute e che allunghi e non accorci la vita.

 

DOPO ANNI DI SACRIFICI DOBBIAMO LOTTARE PER FORTI AUMENTI SALARIALI!

LA QUALITÀ E LA PROFESSIONALITÀ DELLA SANITA’ PUBBLICA SONO UN DIRITTO DI LAVORATRICI/TORI E DEI CITTADINI UTENTI!

I DATORI DI LAVORO PUBBLICI E PRIVATI ED IL LORO GOVERNO VOGLIONO SOLTANTO AFFOSSARE IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE!

 

7 novembre 2017 SI COBAS PUBBLICO IMPIEGO

Cassa di Resistenza

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E' a partire dal 2008 che nell'intero settore della logistica si è sviluppato e radicato un ampio movimento di lotte autorganizzate che ha coinvolto centinaia di lavoratori e lavoratrici dei principali siti distribuiti sul territorio nazionale. 

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