Con la legge, sulla responsabilità professionale, entrata in vigore dal 1 aprile di quest’anno si è scatenata una vera e propria caccia agli operatori della sanità per vendere polizze assicurative associate alla iscrizione sindacale. Compri due e paghi uno come alla Coop. Uno sciacallaggio. A vestire i panni di promotori finanziari non sono degli agenti assicurativi ma dei sindacalisti (?), comunque agenti del capitale, verrebbe da dire. Una mutazione della specie, non più rappresentanti degli interessi di una classe ma terminali di quel capitale finanziario che tanti, solo a parole, fanno finta di criticare come se non fosse frutto della stessa pianta, il capitale.

Certo, le condizioni di lavoro segnano un livello di degrado, mai visto, ed espongono a rischi operatori e pazienti. Lavorare in modo dignitoso ed in serenità dovrebbe essere una battaglia di natura sindacale e sanitaria che si conquista con le lotte e la prevenzione non certamente accendendo polizze assicurative. Una vera preventiva assicurazione passa dalla denuncia delle criticità e dalle segnalazioni debitamente protocollate. Questa legge va proprio nella direzione opposta, non per spirito umanitario e neanche per un soprassalto di ritrovata etica sanitaria. L’obbiettivo è quello di ridurre i contenziosi che pesano sui conti della P.A. La tutela è rivolta prevalentemente ai medici. Infatti tutta l’area riconducibile all’imperizia non è più aggredibile da denunce perché rientra nella copertura assicurativa, che si impone questa si, per legge alle strutture sanitarie pubbliche e private a coperture anche per danni procurati da dipendenti nella attività lavorativa.


Articolo 10 Obbligo di assicurazione
Le strutture sanitarie e sociosanitarie pubbliche e private devono essere provviste di copertura assicurativa o di altre analoghe misure per la responsabilità civile verso terzi e per la responsabilità civile verso prestatori d’opera, (…)anche per danni cagionati dal personale a qualunque titolo operante presso le strutture sanitarie o sociosanitarie pubbliche e private,( …) Le strutture di cui al primo periodo stipulano, altresì, polizze assicurative o adottano altre analoghe misure per la copertura della responsabilità civile verso terzi degli esercenti le professioni sanitarie. Le disposizioni di cui al periodo precedente non si applicano in relazione agli esercenti la professione sanita.

Articolo 9 Azione di rivalsa o di responsabilità amministrativa
L’azione di rivalsa nei confronti dell’esercente la professione sanitaria può essere esercitata solo in caso di dolo o colpa grave.

Quindi la copertura non è mai venuta meno, neanche quando per ridurre i costi assicurativi le regioni si sono sostituiti alle singole aziende sanitarie nella stipula dei contratti con gli istituti assicurativi. (Vedi Intranet U.O. Affari Generali–Settore Legale). In questo passaggio molte sigle diffusero la bufala che si dovesse provvedere singolarmente alla copertura. L’equivoco, alimentato ad arte, si ripete anche con la attuale legge Gelli. Nonostante la coperta sia più ampia. Come prima ovviamente non c’è la copertura per dolo e colpa grave che sono evenienze non riconducibili alla normale attività lavorativa. Sono i casi in cui intenzionalmente si vuole procurare danno alle persone. Se proprio ci si vuole assicurare contro tutti i colpi della vita, … ci vuole un fisico bestiale, ognuno è libero di farlo ma non è affatto OBBLIGATORIO come sostengono un po’ tutti i galoppini delle assicurazioni.

Questi giocano su paure, timori, ansie, spargendo disinformazione, ma sono accorti nel confezionare la paccottiglia. Infatti mentre imperversa la campagna di promozione delle polizze si premurano dal far seguire alla frase in grassetto “a tutti gli infermieri assicurazione obbligatoria ” il punto interrogativo. La stessa operazione truffaldina viene condotta dall’IPASVI, mai sottrattasi alle fascinazioni finanziarie. Da per certo che vi sia l’obbligatorietà ma avvisa di non avere fretta ed aspettare i decreti attuativi. Intanto imperversano i promemoria e si vantano le proprie offerte con l’aggiunta di gadget premio come orologi…però rigorosamente professionali. A complicare la vita ai trafficanti di serenità la legge prevede requisiti sui massimali e polizze e premi, a misura di stipendi alti, tali da mettere fuori mercato i venditori di fumo che offrono contratti assicurativi a prezzi stracciati.

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