Sanità

NURSING UP: sindacato dei lavoratori o delle assicurazioni?

Nelle bacheche sindacali campeggia ben in vista un volantino del Nursing Up che si autodefinisce: “ancora una volta imbattibile”, immaginereste che parli di stipendio, recupero dell'inflazione, delle “fasce”, comunque di  obbiettivi raggiunti a favore dei lavoratori: Ma Noooo!!! hanno solo lanciato la campagna per far tessere offrendo agli infermieri, la copertura assicurativa per colpa grave !!! Oltretutto neanche  gratis, avendo aumentato la trattenuta dallo 0,60 allo 0,80 non si sa se sulla paga base o lorda.
Da quando le aziende ospedaliere hanno scaricato i costi assicurativi, di una possibile denuncia da parte dei cittadini-pazienti, sui dipendenti questi si sono dovuti, precauzionalmente, assicurare per coprire la colpa grave pagando di tasca propria.
Ora, un sindacato cosiddetto infermieristico, come si dichiara il Nursing Up, avrebbe dovuto mettere in campo una lotta tremenda, o perlomeno tentarla, per evitare che i suoi associati, che dice difendere, paghino al posto dell’azienda. Invece NO!! Giocando sulla paura dei dipendenti, dice di offrire gratis (ma così non è) la copertura assicurativa fino a 5 milioni per colpa grave (L’FSI, per non essere da meno offre addirittura 12 anni di copertura retroattiva) dimostrando così di essere il sindacato che fa gli interessi  delle assicurazioni e non quello degli infermieri.
Da un po’ di anni va per la maggiore l’idea che più ci si divide meglio si sta. Così la lega dice di volere la padania perché i cittadini possano star meglio, ma abbiamo visto che fine ha fatto. Ha solo utilizzato il potere creato dalle illusioni di una nuova nazione per propri fini. Anche alcune nazioni (Jugoslavia, Cecoslovacchia, ecc,.) si dividono, tornando alle origini, pensando di trovare da soli la soluzione alla crisi.
Il Nursing Up invece gioca sulle facili illusioni che una parte degli e delle infermieri/e ha, sulla colpa grave e sui corsi Ecm, perché rappresentandoli esclusivamente il loro rappresentante difenderebbe meglio la categoria rispetto agli altri sindacati. Ma così non è e non potrà mai essere se, bloccati i contratti nazionali, tagliato il welfare, la scuola, il trasporto e col governo che annuncia esuberi tra i dipendenti pubblici, il  Nursing Up riesce solo ad aprire un'agenzia di assicurazioni offrendo di fatto quei servizi il  cui pagamento invece dovrebbe contrastare.
La crisi scopre tutte le carte dei partiti, dei concertativi, ed anche di quelli di “mestiere” dimostrando nei fatti che il loro è un altro, certo non quello di sindacalisti.
Al contrario, il SI COBAS, lotta affinché i lavoratori siano tutti uniti, infermieri, OSS, amministrativi e tecnici, insieme a tutto il mondo del lavoro dipendente.
Autorganizzati, passa al SI COBAS
10/9/13 SI Cobas Sanità

Nessun miracolo e pure bugie. Chiude il centro trasfusionale di Rho?

Una settimana dopo l’inaugurazione della sterilizzazione,della radiologia e della mensa, dove il D.G. della Salvini e l’assessore Mantovani, avevano “assicurato” che l’ospedale di Rho non chiude, i dirigenti della Salvini  comunicano ai dipendenti del centro trasfusionale che da ottobre alcuni esami(emocromo, allergologia,gruppi) passeranno al laboratorio  di Rho e che entro dicembre i dipendenti devono trasferirsi a Garbagnate, a meno che Rho non diventi macro- area come centro di raccolta sangue che è tutto da vedere.
Continua da parte della direzione uno svuotamento dall’interno, come è già quasi avvenuto per l’ospedale di Bollate dove sono rimasti ambulatori e qualche reparto, per prepararsi alla gestione del nuovo, che lascerà il vecchio in barella, tutto da verificare.
Si parla di risparmio, ma come mai la neonata, inaugurata sterilizzazione di Rho, sterilizzerà solo strumentari e non garze e tamponi come è avvenuto fino ad oggi, con costi in aumento per comprare garze e tamponi  già sterili?
La realtà, che noi ben conosciamo e denunciamo da anni, va nella direzione opposta a quanto dichiarano ufficialmente nelle parate propagandistiche delle inaugurazioni: pronti soccorso intasati, riduzione dei posti letto, chiusure di reparti e svuotamento lento delle funzioni tipiche che deve svolgere un ospedale verso la cura dei cittadini-lavoratori.
A settembre metteremo in campo tutto ciò che è possibile per far conoscere  ai cittadini quello che sta avvenendo, denunciando anche il ruolo delle istituzioni comunali conniventi,che partecipano alle parate senza vedere la sostanza reale, e la difficoltà   reale per i cittadini stessi a ricevere i servizi assistenziali con ulteriore perdita di diritti per tutti.
 
Rho,2-8-13  DELEGATI R. S. U.  S. I. COBAS A. O. SALVINI

L’assessore Mantovani non ha fatto il miracolo

C’erano proprio tutti il 22 luglio 2013 all’ospedale di Rho, sindaci, assessori, professori, ed anche il monsignore, come da copione da inaugurazione.
Una parata politica , illusoria e demagogica di cui si poteva fare volentieri a meno perché i problemi reali come il pronto soccorso, mancanza di posti letto, carenza di personale, tali sono rimasti anche dopo l’inaugurazione.
Oggi il pronto soccorso di Rho è come il 22 luglio, nonostante la presenza dell’assessore, i pazienti erano comunque in barella e in corridoio senza quel briciolo di dignità che ci dovrebbe essere in un cosiddetto paese civile.
Niente “miracoli” oggi.
In compenso pulizie a tutto spiano, verniciature supplementari, per mostrare al meglio il look di facciata dell’ospedale.
In onore del Dott. Capacchione è stata dedicata, giustamente, la sala conferenze.
Nessuno si è chiesto come mai, a partire dal primario, come abbiamo già detto in precedenza, gli facevano fare turni insopportabili?
Non ci si fa belli dopo “a memoria”, ma pensarci prima, come dovrebbe essere la prevenzione da stress.
In ultima analisi passata la festa gabbato lo santo. Tutto come prima e... avanti alla prossima passerella da inaugurazione. Intanto... i malati sono ancora in corridoio, la nuova radiologia deve ancora aprire, la sterilizzazione è una gabbia da paura, la sofferenza del caldo dei malati nei reparti senza aria condizionata, mensa come prima più di prima con le non conformità.
Grazie assessore Mantovani, per averci “rassicurato” che l’ospedale non chiude e che ci saranno ancora soldi da spendere per la messa in sicurezza . I dipendenti e gli ammalati hanno bisogno di altro, come abbiamo potuto rilevare dal consenso, silenzioso di una moltitudine di dipendenti, che abbiamo ricevuto.
DELEGATI R.S.U S.I. COBAS AZIENDA OSPEDALIERA SALVINI
Rho-Bollate-Garbagnate 23-07-13
Azienda Ospedaliera G. Salvini – Garbagnate Milanese
e-mail : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sanità regione Lombardia: 40 milioni di "risparmio"

In una lettera del 20 Maggio2013 inviata ai dipendenti della sanità, il nuovo assessore alla salute(nonché sindaco di Arconate, nonché coordinatore del PDL, nonché organizzatore di pullman per fans di Berlusca, nonché proprietario  di case di cura per anziani )  Mario Mantovani, dichiara che per esigenze economiche l’intero sistema sanitario lombardo verrà ripensato.
Prima delle elezioni regionali Formigoni aveva già parlato del ridimensionamento delle cardiochirurgie, delle chirurgie vascolari, neurochirurgie, chirurgie toraciche ed emodinamiche. Ma si sa che non è buona cosa procedere ai tagli prima delle elezioni altrimenti si rischia che i cosiddetti cittadini poi non votano né il partito né il personaggio mediatico di turno che parla dell’eccellenza della sanità lombarda.
Passate le elezioni ecco che arriva la manovra, del ripensamento citata dall’assessore alla salute, di chiusure di reparti per un risparmio di oltre 40 milioni di euro.
La delibera che decide le chiusure è pronta ma non è ancora stata votata e non niente di ufficiale, e riguarderà chi non raggiunge un numero minimo di interventi.
Ma quali sono i reparti interessati dalla manovra dei tagli?
Secondo una ricostruzione del corriere della sera del 18 giugno 2013 sulle 20 cardiochirurgie ne dovrebbero chiudere tre; sulle 36 chirurgie vascolari quasi dieci non raggiungono i requisiti richiesti; Sulle 23 neurochirurgie sono a rischio solo due; le 14 chirurgie toraciche una sembrerebbe a rischio chiusura. Quelle che più saranno colpite, “grazie” all’abbassamento statistico dei morti per cause cardiologiche, sono le emodinamiche che su 65 dovrebbero chiuderne, il condizionale è d’obbligo, fra 10 e 15 centri(anche Garbagnate?).
Di questi quaranta milioni il 35% resterà agli stessi ospedali per essere “dilapidati” in attività più utili (chi sa che vorrà dire), mentre il restante 65% dovrebbe confluire in un fondo regionale per finanziare gli stessi reparti che rimangono aperti per farli lavorare di più pagandoli con i risparmi di quelli chiusi finiti in  questo fondo.
Intanto il 20 giugno 2013 l’azienda Salvini ha comunicato che al pronto soccorso di Bollate gli accessi diurni sono diminuiti  dell’80% e che per queste ragioni dal primo luglio al 30 settembre 2013(dicono sperimentale) si diminuiscono gli infermieri di una unità sul primo e secondo turno.
Preludio alla chiusura Come per l’ostetricia e la pediatria?

La seconda comunicazione riguarda l’ostetricia di Garbagnate che per la riduzione dei posti letto e per la riduzione dei parti dal 65% al 50%, dal primo luglio al 30 settembre 2013 si diminuisce di una ostetrica solo per il secondo turno (2 ostetriche, invece di tre, + 2 OSS).
Ci chiediamo come questo sia possibile visto che l’ostetricia di Bollate nel 2012 ha chiuso e accorpata a Garbagnate?
Siamo sicuri che la chiusura di queste specialità produrrà esuberi, soprattutto nel settore privato, e incertezze sul nostro futuro. Ma se abbiamo uno come Mantovani alla difesa della  nostra salute possiamo essere più che, certi che lui “ … coglierà le opportunità di questo nostro tempo…” per portare i soldi risparmiati  in un posto sicuro : il suo. Legalmente s’intende.

Giugno 2013 Rho-Garbagnate-Bollate - DELEGATI RSU - S.I. COBAS SALVINI.

Cassa di Resistenza

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