Sanità

Ai dipendenti 1300€ al direttore 36.000 !

Uno degli ultimi atti che Formigoni ha fatto alla regione Lombardia (prima di finire a Roma “ladrona” come senatore e prendersi una liquidazione di 450.000 euro per i suoi felici 18 anni in regione Lombardia), è stato quello di dare le pagelle con tanto di voti ai direttori generali delle ASL e delle A.O. .
Il direttore generale  della Salvini ha ottenuto un punteggio di 90,38 arrivando 42esimo, quasi  ultimo, ma ciò non gli ha impedito di prendersi 36.000 euro di incentivo.
Per chi non lo sa i direttori generali hanno a disposizione 40.000 euro di incentivi all’anno, contro i nostri 1300 euro, e moltiplicando 90% per 4 fanno 36.000 euro tondi.

Ma chi gli ha fatto prendere quel punteggio siamo stati noi dipendenti che abbiamo lavorato per realizzare i progetti che magari hanno anche peggiorato il nostro orario e le condizioni di lavoro.
Possiamo continuare a subire tutto questo?
Noi diciamo di no! Però è necessario passare dalle parole ai fatti. COME?

*RIFIUTIAMO DI FIRMARE LE PAGELLE, DIAMOLE NOI AI DIRIGENTI.

*RIFIUTIAMO DI SALTARE I RIPOSI SENZA ACCETTARE I RICATTI   DELLA DIREZIONE.

*RIFIUTIAMO LO STRAORDINARIO PER MIGLIORI CONDIZIONI DI LAVORO.

Prendiamo esempio da quei dipendenti che, attraverso piccoli gesti  che mantengono la loro dignità, hanno il coraggio di non adeguarsi al peggioramento continuo che la direzione richiede.
                                                                                                                                                
DELEGATI RSU  S.I. COBAS A.O. SALVINI
Rho-Bollate-Garbagnate, 12 marzo 2013

Vacanza contrattuale bloccata fino al 2015

L’indennità di vacanza contrattuale è un elemento provvisorio della retribuzione in vigore dal 1993 introdotto da accordi tra i sindacati confederali-padroni-stato che ha lo scopo di recuperare una percentuale di inflazione programmata (non quella reale) nel caso di ritardi nella stipula dei rinnovi contrattuali.
In termini più semplici è un forfet che viene erogato ai lavoratori per tutto il periodo che va dalla scadenza dei contratti fino alla stipula di un nuovo contratto. Nel pubblico impiego, ad esempio, i contratti collettivi sono bloccati dal 2009, pertanto nelle nostre buste paga troviamo una voce specifica mensile“indennità di vacanza contrattuale” che va dagli 8 ai 20 euro circa a seconda della fascia di appartenenza. Noi crediamo che l’’introduzione della vacanza contrattuale sia un elemento negativo per i lavoratori, perché non corrisponde all’aumento totale di tutti i mesi arretrati , ma è frutto di accordi al ribasso.
Veniamo ora al dunque!
La Legge di stabilità appena varata dal Governo Monti, incalza ancor di più sulla riduzione delle retribuzioni.

Il blocco dei rinnovi contrattuali è stato prorogato fino a tutto il 2014, e dulcis in fundo,da febbraio 2013 la vacanza contrattuale è sospesa fino a tutto il 2015.
Incredibile, ma vero! Ci han tolto anche la miseria!
Ricordiamo inoltre altre piccole perdite che abbiamo subito recentemente nella nostra busta paga:

-aumento dell’aliquota irpef regionale da gennaio 2012(6euro mensili in meno);
-riduzione dell’acconto di premio incentivante del 30% da maggio 2011;
-sospensione dell’acconto mensile del premio incentivante da gennaio 2013(40/70 euro in meno).

A tutto ciò aggiungiamo il peggioramento delle condizioni di lavoro in generale, conseguenti a scelte politiche mirate a scaricare il peso della crisi e delle ruberie (vedi ospedale san Raffaele) sui lavoratori e sull’utenza.
I diritti ci vengono sottratti a piccole dosi con l’intento di farceli dimenticare,ma questo modo di essere non ci appartiene perché la nostra memoria è sempre allenata proprio per poter comunicare a quei lavoratori impegnati in questa lettura che siamo stufi di farci prendere in giro da chi decide la nostra sorte arricchendosi a nostre spese. Non permettiamo tutto ci, non lasciamo scivolar via i diritti conquistati con dura fatica.
Partiamo dalle piccole cose, rifiutandoci ad esempio di saltare il riposo chiedendo l’ordine di servizio.Le cose da fare sono tante, non ci resta che metterle in pratica senza cadere nel vortice della paura o del menefreghismo.
Delegati RSU S.I. Cobas SAlvini
Bollate-Garbagnate-Rho (MI), 10 febbraio 2013

Sanità: la lotta continua

San RaffaeleMartedì 22 gennaio ’13 è stata firmata presso il Ministero del Lavoro, un’ipotesi di accordo “alternativo” (si fa per dire) alla riduzione di organico di 244 lavoratori e lavoratrici dell’Ospedale San Raffaele. In sintesi, l’accordo prevede un taglio agli stipendi pari al 9% in media, la revisione di tutti gli accordi sindacali pregressi, un piano di smaltimento delle ferie, e a partire da luglio, il passaggio dal contratto della sanità pubblica a quello della sanità privata Aiop, solo per i nuovi assunti, con l’armonizzazione di alcuni istituti contrattuali come ad esempio i diritti di maternità.
Questo è il triste epilogo di una lotta cominciata il 31 ottobre 2012, quando il San Raffaele comunicò l’avvio delle procedure di licenziamento collettivo per 244 lavoratori e lavoratrici del comparto, disdicendo tutti gli accordi aziendali economici e normativi e il passaggio dal contratto nazionale della sanità pubblica a quello della sanità privata. Proprio ciò che ha ottenuto con questo accordo. Ci si chiede a cosa è servito lottare per quattro mesi se il risultato è identico a quello che Rotelli chiedeva inizialmente.
I firmatari dell’accordo, con questo contratto di solidarietà, pensano di aver salvaguardato i posti di lavoro, ma l’esperienza ci dice che non sarà così, perché la proprietà troverà il modo per “licenziare” i lavoratori che ritiene in eccesso ottenendo il doppio risultato che si era prefissa: quello di ridurre lo stipendio e flessibilità a manetta. Si è inoltre introdotto una divisione incredibile fra lavoratori applicando il CCNL della sanità privata solo ai nuovi assunti e non a quelli attualmente in forza. Si butta a mare, così, la forza che i lavoratori del San Raffaele hanno messo in campo in questi mesi introducendo al loro interno disillusione e insicurezza che porta ad accettare nuovi peggioramenti futuri. Ci auguriamo con tutto il cuore di essere smentiti dai lavoratori.
Con quest’accordo, per i lavoratori c’è il peggioramento delle condizioni lavorative, il taglio dei salari, l’aumento dei carichi di lavoro e la notevole riduzione dei propri diritti e ovviamente un peggioramento delle condizioni dell’assistenza ai pazienti. In questo modo  si favorisce la logica che nell’ambito della salute pubblica, prevale la logica degli affari e del profitto. Per salvaguardare questa logica, basti pensare ai crimini emersi nella clinica privata S. Rita di Milano, si scarica sui lavoratori e sui pazienti il piano di rilancio degli utili per gli azionisti.
Questa vicenda del San Raffaele non riguarda solo i dipendenti di questo Ospedale, o quelli del comparto della sanità, in quanto i destini dei lavoratori sono intrecciati gli uni a gli altri. Oggi siamo in presenza di un attacco  contro l’intero mondo del lavoro non solo in Italia ma in tutto il mondo capitalistico. Per questo c’è bisogno non solo di lottare e unificare le varie lotte in campo ma soprattutto rigettare in maniera determinante l’idea che i lavoratori si possano salvare accettando di essere più competitivi, di fare squadra con le proprie aziende e di mettersi in concorrenza contro altri lavoratori. Occorre preparare il terreno per predisporre una vera lotta di massa  contro i padroni e i loro governi.
Lavoriamo per rilanciare il coordinamento dei lavoratori della sanità non solo per difendersi dal punto di vista economico, ma per costruire un fronte di lotta con gli altri lavoratori per fermare la mercificazione della sanità portata avanti senza tregua dal governo e dal padronato.
28-01-13 - Milano.  S.I. COBAS

Da gennaio 2013 diminuisce ulteriormente lo stipendio

dignita operaiaNon bastava il blocco dei contratti decisi dai vari governi, non bastava la diminuzione delle RAR 2013 tra i 90 e i 123 euro su base annuale deciso a livello regionale,  ci si mette anche la direzione aziendale Salvini che con atto unilaterale ha deciso di non pagare più l’acconto mensile dell’incentivo, ma di pagarlo ogni tre  mesi sulla base di un progetto che nessuno conosce, sicuramente non si prenderà più la stessa quota.

Si sta discutendo con l’azienda, ma i tempi sono lunghi, su un nuovo accordo sul sistema incentivante che cercheremo di mantenere al livello del 2012, ma senza la partecipazione attiva dei lavoratori è difficile raggiungerlo.

Qualche furbo pensa di nascondere  questa diminuzione pagando il saldo RAR 2012 a Febbraio e l’acconto RAR 2013 a Marzo, mentre ad Aprile l’azienda paga i tre mesi di incentivo Gennaio, Febbraio e Marzo.
Su  quale base?  Prenderemo gli stessi soldi? Nessuno lo sa.
Lavoratore: non avere paura, organizzati e lotta.

Rho-Bollate-Garbagnate 24-1-13 S.I. COBAS - A.O. SALVINI

Cassa di Resistenza

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E' a partire dal 2008 che nell'intero settore della logistica si è sviluppato e radicato un ampio movimento di lotte autorganizzate che ha coinvolto centinaia di lavoratori e lavoratrici dei principali siti distribuiti sul territorio nazionale. 

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