Dopo 8 anni di mancato rinnovo, anzi 10 visto che l’ultima trance di aumenti è prevista per  ottobre 2017, è arrivata a conclusione la sceneggiata contrattuale attuata da sindacati confederali(cgil, cisl, uil, faisa e ugl) e aziende autoferrotranviarie, con un rinnovo di contratto nazionale vergognosamente osceno. 
Premesso che gli unici a venire magnificamente salvaguardati da questo contratto sono sia i rappresentanti sindacali che si sono sottoscritti una montagna di ore di permessi retribuiti, sia le organizzazioni sindacali che hanno stabilito che le disdette di iscrizione avranno corso solo dal 1 gennaio di ogni anno, tutti i tranvieri vengono invece liquidati con la solita una tantum di 600 euro lordi in 2 trance al par. 175(cioè con almeno 16 anni di guida) per gli 8 anni passati, come dire: possono passare altri 10 anni, tanto poi li accontentiamo un piatto di minestra!
Una chicca arriva dai miserabili aumenti retributivi di 100 euro lordi in 3 trance e sempre al par. 175: da questa tornata gli aumenti non vanno più ad incidere su diversi istituti contrattuali nazionali(paga oraria, 13ma, 14ma, ferie, malattia, ecc.), ma saranno quote retributive isolate nella retribuzione nazionale.
Facciamo presente che in alcune aziende dove come S.I. Cobas abbiamo la stragrande maggioranza di iscritti, con grandi lotte abbiamo portato a casa anche aumenti di 2/300 euro in cambio di niente.
 
Orario di lavoro. Note dolenti arrivano anche per l’orario di lavoro che prevederà flessibilità a go-gò, potendo le aziende diluire la media oraria lavorativa non più su 4 mesi, ma su ben 6 mesi(26 settimane), ovvero si potranno avere anche settimane lavorative di ben 50 ore. 
Ancora manna dal cielo per le aziende che potranno ridurre a 5 minuti tempi accessori e tempi logistici di trasferimento per raggiungere le località di cambio. Una vera e propria rivoluzione in senso negativo quest’ultima, specialmente per i tranvieri ATM, che potrebbero vedersi i turni di lavoro decisamente più lunghi, con concrete possibilità di qualche ripresa in più.
Nelle aziende dove la media è inferiore alle 39 ore settimanali(vedi ATM dove siamo a poco più di 36 ore), ad essere penalizzati ancora di più sarà chi fa straordinari, essendo che le ore che faranno per raggiungere la media nazionale, appunto 39 ore, verranno retribuite, non più al 15% ma al 10%.
Novità interessante per le ferie che vengono ridotte con un primo taglio di 2 giorni l’anno….altro che ridurre la disoccupazione!
 
Via libera poi alle assunzioni con la formula del Jobs Act renziano, giusto per frammentare ancora di più la categoria con ulteriori tipologie contrattuali 
Perfezionato ad hoc il risarcimento dei danni in caso di sinistri, con una franchigia fino a 4000 euro: con questa definitiva ufficializzazione, ovvio è il tuffo a capofitto di lorsignori tutti, aziende e marciume sindacale, nella grassa torta delle polizze assicurative a carico dei lavoratori: addio “aumenti” retributivi…
Ancora favorevole alle aziende la ferrea regolamentazione dei permessi l. 104/1992 in caso di presenza di familiari disabili.  
Di stampo spudoratamente fascistoide sono poi altri 2 punti del contratto nazionale. Il primo, riconoscendo a tutti gli effetti il testo unico sulla rappresentanza sindacale, prevede di fatto l’estromissione definitiva dalle RSU aziendali di sindacati alternativi e non allineati alle solite logiche aziendaliste(vedi cgil, cisl, uil, faisa, ugl,…). Il secondo punto, follia allo stato puro, prevede invece l’obbligo di iscrizione al fondo pensionistico priamo anche per chi politicamente ha deciso di non iscriversi: su questo punto non nascondiamo che valuteremo di trascinare nei tribunali le aziende che decideranno di adeguarsi.
 
Lavoratori! Se non ora, quando è il momento di reagire?
 
Siamo del tutto scettici sulla regolarità del referendum di validazione del contratto nazionale, che si terrà in tutte le aziende nei giorni 15-16-17 dicembre, nel senso che, pur di fronte ad una netta affermazione dei NO, siamo certi che pubblicamente verrà pronunciata la vittoria dei SI. Ad ogni modo la nostra indicazione di voto è ovvia.
 
IL NOSTRO È INVECE UN REFERENDUM ALTERNATIVO
 
Nei giorni dall’11 al 17 dicembre, dalle 16.00 alle 20.30,  saremo nella nostra sede in via Marco Aurelio, 31 – Milano(300 mt. dalla fermata M1 Pasteur) a raccogliere e accumulare disdette sindacali.
 
Milano, 09 dicembre 2015

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