Uncategorized

Con il pretesto della sicurezza l’Azienda Salvini chiude i reparti

Una scelta politica che si riversa sul futuro dell’ospedale, dell’utenza e dei lavoratori.
Le vicissitudini degli ultimi quattro anni sul destino dei reparti di Ostetricia dell’Azienda Salvini sono state sempre poco chiare e molto controverse.
L’anno scorso doveva chiudere Bollate, quest’estate Garbagnate, ma per simpatie o costrizioni politiche a noi non del tutto note, sono rimaste operativi entrambi i Presidi. La decisione aziendale è di accorpare definitivamente entro Natale, il reparto di Ostetricia-Ginecologia dell’Ospedale di Bollate al Presidio di Garbagnate.
La motivazione ufficiale della Direzione è quella della sicurezza relativa al basso numero di parti annui (300 invece dei 500 previsti dalle direttive Stato-Regioni ) per garantire l’incolumità delle madri e dei nascituri.
Per noi questo è un film già visto perché in questi anni i reparti sono stati chiusi con varie motivazioni (personale, appalti, ecc,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,) ma legate sempre a scelte di politica di riduzione dei servizi.
La chiusura dell’ostetricia di Bollate  avviene, quindi, per una scelta di politica regionale che ha deciso di chiudere un reparto su dieci su cui l’azienda Salvini  si è agganciata con la scusante della sicurezza; per evitare inutili fraintendimenti dichiariamo che la sicurezza è fondamentale anche per noi, ma non è leale giocare su queste motivazioni per trovare la scusa della chiusura, anche perché se così fosse, non si spiega come mai sia rimasta aperta negli ultimi 20 anni.
Se poi vogliamo entrare nel merito della sicurezza, ci chiediamo perché l’azienda non ha ascoltato le lavoratrici quando hanno rilevato la necessità della presenza di un P.S. ostetrico a Bollate.
L’altra motivazione, che si evince dai documenti inviati dai medici al D.G., della chiusura è perché manca il personale medico e le direttive regionali arrivano come il cacio sui maccheroni per chiudere il reparto, nonostante la protesta di alcuni partiti politici e del sindaco di Bollate.
Come il solito le lavoratrici interessate hanno saputo solo all’ultimo momento della chiusura in atto e non sono state coinvolte nel processo decisionale, anzi, non è stata tenuta in debito conto nessuna loro richiesta di trasparenza sulla sicurezza per lo meno da un punto di vista della loro professionalità che hanno rimarcato nell’assemblea con la Rsu del 25 novembre.
Secondo noi la chiusura del reparto si inserisce nel meccanismo dell’Ospedale a rete  che vedrà fagocitare il presidio di Bollate sempre più verso la  Città della salute, o diverrà Polo geriatrico e ambulatoriale come sostiene la direzione aziendale. Comunque il presidio non sarà più lo stesso.
In fondo è più facile nascondersi dietro i problemi della sicurezza che essere chiari nei confronti dei dipendenti e dei cittadini.
Rho-Bollate, 05 dicembre 2011 – I Delegati RSU  S.I. COBAS  A.O. Salvini