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Logistica di Tavazzano, assemblea in strada

Logistica Tavazzano

«Turni esasperati e ritmi di lavoro stravolti».Logistica Tavazzano
Tavazzano Erano in poco meno di cinquanta sul ciglio della strada che conduce dalla via Emilia al centro logistico Stef di Tavazzano con Villavesco. Una sistemazione improvvisata per dare vita a un’assemblea sindacale fuori dalle mura del centro logistico. «Quando abbiamo chiesto il permesso e lo spazio per la nostra assemblea ci è stato risposto che avevamo esaurito le ore a disposizione – dice il rappresentante del sindacato Si Cobas, Fabio Zerbini – quando invece, a quel che risulta, di dieci che ce ne spettano ne abbiamo fatte cinque». Così vista l’impossibilità di seguire i canali tradizionali l’assemblea si è svolta, per poco più di un’ora all’aperto, per strada. «La ragione principale per cui abbiamo convocato questo incontro – continua Zerbini – è per cercare modi di visibilità, difesa dei nostri diritti e protesta contro l’atteggiamento profondamente antisindacale tenuto da Quick Trade, la cooperativa che lavora all’interno di Stef. E, a dimostrarlo in modo evidente, basta il modo in cui ci siamo dovuti riunire».Parlando con i lavoratori che fanno crocicchio e discutono, però, si capisce che il problema non è solo sindacale, ma anche di turni, paghe e difficoltà di dialogo con l’azienda: «Il tempo del nostro turno è molto variabile, sappiamo quando entriamo, ma non quando usciamo: c’è chi sta qui dentro anche 12 o 14 ore», dicono alcuni dei lavoratori, mentre altri si lamentano della fatica di stare in piedi a lungo senza poter riposare le gambe o della pressione continua dei ritmi di imballaggio. «Ci tengono in scacco, perché sanno che con questa crisi non ce ne possiamo andare, e abbiamo tutti una famiglia da mantenere». Impossibile ieri sera, dopo l’assemblea dei lavoratori, poter sentire gli uffici dell’azienda per chiedere una conferma, una smentita o una spiegazione in merito a quanto ricostruito dai diretti interessati.«Se si parla con i responsabili – continua il sindacalista Si Cobas – la tiritera è sempre la stessa, che non ci sono soldi e che bisogna aumentare la produttività. Così si esasperano i turni e si stravolgono i ritmi normali di produzione, magari stilando una inaccettabile classifica dei lavoratori buoni e di quelli cattivi». Per ora comunque il lavoro (con contratto a tempo indeterminato) e il salario ci sono e chi li ha se li tiene stretti. «Il problema non è quello, è che, in base a quello che vediamo – spiega ancora il sindacalista Zerbini – ci sono evidenti decuratazioni in busta paga, in merito a voci come la malattia, le ferie, i ratei della tredicesima. Ora sarà necessario stimare come e quanto questi ammanchi sono stati presenti e per quali importi. Se sarà il caso, la strada che vogliamo seguire è quella di avviare un’azione legale contro l’azienda, una misura che per loro comporta un danno maggiore di quanto possa farlo uno sciopero. Stessa cosa anche per quel che riguarda la situazione di alcuni lavoratori lasciati a casa dopo il rinnovo di un contratto a tempo determinato che, secondo noi, non aveva ragione di esistere, perché, per una struttura che opera da anni come questa, non ha più senso parlare di “avvio”».

di Luciana Grosso, da Il Cittadino

S.I. Cobas
Coordinamento Provinciale di Cremona