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Crisi, disoccupazione e flessibilita’

L’incontro tra il governo e le cosiddette parti sociali (leggi sindacati confederali,  confindustria, lega delle coop) sulla spinosa questione dei contratti ”flessibili” per expò 2015 (leggi : il padrone fa quello che vuole)  ha partorito una piccola roadmap imposta dal governo alle parti sociali (incontri del 30 luglio e del 29 agosto) che deve terminare il 15 settembre 2013 con un accordo fra le parti, altrimenti interviene il governo.

La motivazione ufficiale del governo è quella solita, l’illusione – buona sola per gli ingenui che credono alle favole – di agganciare la ripresa che expò dovrebbe portare, e in suo nome, concedere ai padroni di confindustria e non solo, una totale sottomissione dei giovani lavoratori, alle condizioni di sfruttamento che il padrone decide.

Ovviamente questo è lo strumento (expò) attraverso il quale poi si vuole generalizzare la flessibilità a tutti i lavoratori, ed è in tale direzione che sta marciando il decreto del ministro Giovannini.
 
Dice l’Ocse che in Italia fra il 2013 e il 2014 la disoccupazione aumenterà passando dall’attuale 12,2 al 12,6%, mentre il 52,9% dei giovani fra 15 e 24 anni (uno su due) ha già un contratto precario. Sempre in questa fascia di età crescono gli inoccupati, quelli che non lavorano nè studiano, nè cercano un lavoro.

Ma di cosa stiamo parlando?  Stiamo parlando di quei contratti a termine con la causalità, cioè la motivazione che il padrone deve mettere quando chiede un’assunzione a tempo determinato  per 24 mesi e dopo ti mette alla porta perché così gli piace, e.. avanti il prossimo.

Di fronte a questi livelli di disoccupazione, di fronte al fatto che in Italia ci sono 14,3 milioni di poveri assoluti e relativi, Il governo anziché obbligare le imprese ad assumere, o comunque a mettere dei vincoli maggiori per evitare il precariato, chiede il contrario: aumentare la flessibilità per i lavoratori  anche in termini legali per favorire solo  le imprese a fare profitto. 

I sindacati confederali hanno già dato la deroga per peggiorare i contratti nazionali, figuriamoci – legati come sono alle varie consorterie politiche e alla difesa delle imprese – se non daranno anche questa “opportunità” ai padroni  mascherata come nuova occupazione per una ripresa economica.

Una cosa è certa: l’alta disoccupazione giovanile è una bomba ad orologeria destinata a scoppiare con una violenza tipica della gioventù, non a caso lo stato interviene in tutte le lotte e in tutti settori con una repressione violenta, pensando così di fermare le conseguenze di massa della crisi.

L’esempio sono le lotte della logistica, gli studenti, i pastori, la sanità, i metalmeccanici e il loro sindaco.
Ma la realtà e la storia di questo sistema sociale vanno in senso inverso: non ci sarà nessuna ripresa economica, il governo aumenterà il potere dei padroni, continuerà a colpire i diritti e il salario di chi lavora, e i sindacati confederali faranno da sponda.

La crisi, come la vecchia talpa, metterà necessariamente in moto questo settore quando giungeranno a maturazione le condizioni sociali per farlo.

Noi lavoriamo per coordinare tutti gli sfruttati per una prospettiva  di un diverso modello sociale. Aspettiamo e….

Milano,19-07-13 – S.I. COBAS    A.O. SALVINI