Cobas

[MILANO] Solidarietà ai compagni del CSA Vittoria!

La repressione statale si abbatte su un compagno del centro sociale Vittoria condannato alle restrizioni orarie e alla firma per fatti non commessi ma usati come scusa per colpirlo e non farlo partecipare alle lotte dei lavoratori. Infatti dal 30 agosto 2016 il compagno è sottoposto a 7 mesi di misure cautelari per “essere seguito nel percorso di reinserimento nella società civile” dagli assistenti sociali. Quindi la solidarietà, non formale, ai compagni e compagne del Vittoria da parte di tutto il S. I. Cobas è più che normale. Questi compagni/e hanno da sempre – sin dall’inizio della lotta della logistica ad Origgio, dove abbiamo subito tutti un processo – partecipato agli scioperi e ai presidi del si cobas sostenendoli con la presenza attiva e organizzata , per dare il loro contributo alla costruzione di una organizzazione sindacale di classe degna di questo nome.
Al pari del S. I. Cobas, questi compagni/e sono nel mirino dello stato (infatti stanno arrivando altre denunce per aver partecipato ai presidi e agli scioperi dell’ Esselunga di Pioltello) che utilizza tutti gli strumenti repressivi che ha a disposizione per colpirci, pensando così, che fermando i compagni/e fermano le lotte. Si sbagliano di grosso. Le lotte continueranno perché esse sono dovute alle contraddizioni della crisi capitalistica che toglie i diritti e affama i lavoratori, giovani e pensionati e non alla volontà individuale di qualcuno. Siamo sicuri che tutti i compagni e compagne del csa vittoria, dopo questa condanna, avranno molte più ragioni per continuare nella loro lotta per l’emancipazione dei lavoratori e continuare la loro partecipazione agli scioperi e ai presidi non solo del si cobas, unico antidoto per rispondere alla repressione del governo e dello stato. La solidarietà è un’arma usiamola!
S. I. Cobas nazionale