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[PUBBLICO IMPIEGO] Anche il pubblico impiego partecipa alle due giornate di lotta contro le politiche repressive e razziste del governo Salvini-Di Maio


26-27 ottobre due giornate di lotta contro le politiche

repressive e Razziste

del governo Salvini-Di Maio

Dietro alle promesse dell’abolizione delle legge Fornero e del reddito di cittadinanza, quello che sta avvenendo è una stretta autoritaria che, attraverso il decreto sicurezza, mira a tutelare la proprietà privata e gli interessi degli imprenditori come è dimostrato dalle norme più restrittive su scioperi e manifestazioni (viene reintrodotta la pena detentiva per chi effettua blocchi stradali), il via libera agli sfratti e misure sull’immigrazione che, proseguendo nel solco del precedente ministro Minniti, mirano ad innescare una guerra tra poveri riducendo il problema dell’immigrazione a un problema di ordine pubblico.

Del resto la flat tax, con l’appiattimento delle aliquote fiscali, fa ben capire da che parte sta il cosiddetto “governo del popolo”.

Se si abbassano le aliquote per i ricchi come verranno finanziate scuola, sanità e servizi pubblici?

Ma quello dell’ordine pubblico non è il solo settore in cui si rischia un’involuzione autoritaria.

Anche nel campo dei diritti civili si assiste al riemergere di rigurgiti sessisti e omofobi: i continui attacchi alla legge 194 e a quella sulle unioni civili non sono che la punta dell’iceberg di una visione retrograda della società che, attraverso le sparate del Ministro Fontana e di altri esponenti del governo contro donne, omosessuali, famiglie di fatto, etc. rischia di far tornare il Paese indietro di 50 anni.

 
Dal punto di vista economico la politica del governo giallo-verde fa acqua da tutte le parti perché per reperire le risorse necessarie a sostenere l’abolizione delle Legge Fornero e il Reddito di Cittadinanza sarebbe necessario, se non si vogliono tagliare i servizi, reperire le risorse attraverso una lotta seria all’evasione fiscale, proprio in quei settori che da sempre costituiscono l’elettorato principale della Lega.

Finisce così che le promesse di abolizione delle Legge Fornero si infrangono di fronte a una mini riforma che sblocca le pensioni di anzianità ma nulla fa per annullare definitivamente il micidiale meccanismo dell’aumento dell’età pensionabile in base alla speranza di vita che costringerà le generazioni future ad andare in pensione oltre i 70 anni di età.

Che dire poi del reddito di cittadinanza sul quale le idee appaiono tante e confuse e sulla cui fruizione si vorrebbe instaurare un sistema degno del “Grande Fratello” di Orwell con la Guarda di Finanza che, invece di perseguire i grandi evasori (nei cui confronti viene fatto l’ennesimo condono mascherato da pace fiscale), verrebbe impegnata nell’arduo compito di inseguire gli acquisti dei disoccupati per controllare che non comprino beni superflui.
Insomma il cosiddetto governo del popolo si sta rivelando come l’ennesimo governo che, non solo non difende gli interessi dei lavoratori e delle classi socialmente più deboli, ma rischia di aprire le porte a una deriva xenofoba e razzista.

All’unità della classe lavoratrice si cerca di sostituire la guerra tra lavoratori immigrati e autoctoni.

Alle giuste critiche alle politiche economiche dell’Unione Europea, si sostituisce una finta contrapposizione tra Stati che, seguendo il motto “prima gli Italiani”, cerca di porre sulla stessa barca il ricco industriale che si è arricchito sfruttando la crisi e il lavoratore che non ha più diritti.

CONTRO LE POLITICHE REPRESSIVE E RAZZISTE DEL
 
GOVERNO
 
26 OTTOBRE SCIOPERO GENERALE
 
27 OTTOBRE MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA
23/10/2018                                       

S.I. COBAS PUBBLICO IMPIEGO