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[PUBBLICOIMPIEGO] Inps: saremo sempre al fianco di Mauro nell’interesse di tutti i lavoratori

SAREMO SEMPRE AL FIANCO DI MAURO NELL’INTERESSE DI TUTTE/I LE/I LAVORATRICI/TORI DELL’INPS!

Continua la lotta intrapresa da Mauro, ex dipendente della sede di Roma Monteverde, che sostenuto dal S.I. COBAS, chiede la revoca dell’ingiusto e illegittimo licenziamento subito.

Mauro scrive di nuovo alla dirigenza Inps allegando la terza lettera aperta al Presidente dell’INPS inviata a giugno (prima parte) e luglio (seconda parte) 2019.

Anche questa non ha mai ricevuto risposta ed inspiegabilmente nessuna organizzazione sindacale ha sentito finora il dovere di intervenire in difesa del lavoratore.  

Purtroppo per l’Inps e, in particolare, per chi ha contribuito a questa ingiustizia, l’evidenza dei fatti denunciati da Mauro non può essere smentita.

Pertanto è facile immaginare la difficoltà, per non dire l’impossibilità da parte dell’INPS di prevedere una risposta credibile.

Non si capisce poi il silenzio ed il disinteresse di tutte le altre organizzazioni sindacali che rinunciano così ancora una volta ad esercitare il loro ruolo, ignorando la tutela degli interessi di tutte/i le/i lavoratrici/tori dell’INPS.

Come è possibile che un Presidente Inps, che sbandiera valori e senso di appartenenza a mezzo di spillette con logo Inps, non senta il dovere di fare chiarezza. All’INPS non serve un Presidente che possa essere associato ad espressioni del tipo “tutto chiacchiere e distintivo”. 

Poi i Presidenti passano ma i problemi nelle sedi territoriali restano!

Invitiamo tutte/ le/i lavoratrici/tori a leggere attentamente la mail di Mauro oltre che i documenti allegati e ad aderire alle iniziative in suo favore che verranno realizzate. 

E’ interesse di tutte/i le/i lavoratrici/tori Inps ottenere la revoca del licenziamento di Mauro.

Altrimenti tutte/i saremo a rischio licenziamento anche dopo tanti anni di attività svolta e nonostante il controllo positivo e l’approvazione dei superiori.

MA E’ MAI POSSIBILE CHE NESSUN DIRIGENTE SI ASSUMA MAI LA RESPONSABILITÀ PER GLI ERRORI DELL’ISTITUTO E CHE A PAGARE SIA SEMPRE E SOLO CHI STA AL LIVELLO PIÙ BASSO DELLA SCALA GERARCHICA?

 NOI NON CI STIAMO E SAREMO SEMPRE AL FIANCO DI MAURO!

28 gennaio 2020                                                       

S.I. Cobas Pubblico Impiego


Si allega di seguito mail inviata da Mauro a dirigenti INPS

[per leggere la lettera completa, clicca qui]

Egregi Dirigenti Inps,con la presente mail Vi invio, in allegato, la prima e la seconda parte della terza lettera aperta al Presidente Inps.

Anche questi due documenti sono stati redatti riportando i contenuti degli atti ufficiali citati.

Vi prego di leggerle attentamente in quanto da esse si capisce ancora meglio la clamorosa ingiustizia che sto subendo.

Emergono infatti i gravi comportamenti tenuti da dirigenti, Direttore di sede e funzionari Inps.

E’ possibile, tra l’altro, evidenziare quanto segue:- tutte le pratiche contestatemi sono state controllate, sottoscritte e approvate (accolte) dai Responsabili dell’Unità Organizzativa competente e dal Direttore di Sede che, come specificato nelle 3 relazioni ispettive redatte dall’ispettore centrale A.Z., hanno “l’onere di garantire la correttezza delle lavorazioni”. Se gli organi di controllo a cui l’Istituto affidava tale funzione hanno riconosciuto corrette le mie lavorazioni/istruttorie, perché dopo tanti anni mi vengono contestate come errate e vengo sottoposto a procedimento disciplinare e poi addirittura licenziato?

Allora che valore aveva la firma dei Responsabili?

Se la loro firma (e quindi il loro ruolo) non aveva nessun valore e il sottoscritto viene considerato come operatore, controllore e responsabile del procedimento e del provvedimento, perché per tanti anni sono stato retribuito come dipendente “semplice” e non come funzionario Responsabile? – il Direttore regionale Lazio del 2016 M.S.P. e i 3 funzionari R.M. (della DCM Roma ex Direzione regionale Lazio), G.P. (della sede di Bracciano) e S.G. (della Filiale Roma Flaminio) che redigono le due relazioni ispettive a giugno e luglio 2016 mi indicano scorrettamente come unico responsabile di tutte le lavorazioni e non riportano invece, come avrebbero dovuto, che io ho curato solo l’istruttoria mentre i Responsabili dell’U.O. avevano controllato, sottoscritto e accolto le pratiche di rendita vitalizia contestatemi. Perché tale grave omissione?

Chi deve costringerli a dichiarare le motivazioni di tale grave scorrettezza?- in 3 relazioni ispettive redatte nel 2017 e nel 2018 vendono indicati due operatori e 8 Responsabili dell’U.O. come autori di gravi irregolarità nella lavorazione delle pratiche in questione.

Perché allora solo il sottoscritto è sanzionato?

Se i Direttori e i Responsabili vengono giustificati per le loro “gravi irregolarità” perché a maggior ragione non viene giustificato l’operatore? Loro avevano il potere e il dovere di segnalarmi gli eventuali errori che stavo commettendo mentre non vale di certo il contrario  – viene a me attribuito l’intero danno che sarebbe derivato dalle lavorazioni errate nonostante la normativa di legge e interna indichi chiaramente la diretta responsabilità di chi ha controllato e accolto le pratiche impegnando l’Istituto  verso esterno.

Perché tale scorrettezza?- al Direttore di sede vengono chieste alcune informazioni e nelle sue risposte emerge che questi non riconosce la propria firma su una delle pratiche contestatemi.

Perché anche su questa pratica viene fondato il mio licenziamento mentre il Direttore di sede viene “sanzionato” ricevendo un altro incarico di Direzione presso altra agenzia Inps dell’area romana?

Non vi pare evidente la discriminazione ai miei danni?

E non vi pare ancor più evidente la discriminazione nei miei confronti anche alla luce dei danni pari a 104.000,00 euro che la Corte dei Conti mi richiede (e solo a me) per una pratica contestatami nel 2016 ma controllata, sottoscritta e accolta dallo stesso Direttore di sede?- nella terza relazione ispettiva l’ispettore centrale A.Z. dichiara che sono state sottoposte a controllo 122 pratiche di rendita vitalizia e che sono tutte attribuibili al sottoscritto.

Trattasi di un clamoroso errore a testimoniare la incompetenza e la superficialità, da me denunciate in tutte le sedi anche giudiziarie, di chi ha effettuato i controlli, visto che almeno 18 pratiche (non una ma 18, quindi non si tratta di una semplice e occasionale svista) sono state istruite e lavorate da altri e non dal sottoscritto.

Per questi gravi errori da parte dei controllori e di chi li hai nominati qualcuno è stato sanzionato?- nel provvedimento di licenziamento a mio carico la dirigente dell’Ufficio dei procedimenti disciplinari M.P.S. indica incredibilmente una generica giustificazione dei funzionari Responsabili e dichiara che io mi occupavo solo di tale tipologia di pratiche.

Questo è assolutamente falso.

Come è possibile tutto questo e che nessun organo dell’Istituto intervenga nonostante io l’abbia più volte pubblicamente denunciato?

Perché la dirigente in questione non viene costretta a dichiarare pubblicamente le motivazioni della sua falsa affermazione?

Perché anche gli avvocati Inps in sede giudiziaria riportano come valida la stessa falsa affermazione visto che al giudice del lavoro ho consegnato i documenti della mia articolata attività lavorativa su più prodotti che l’Inps non poteva non conoscere?- anche il giudice del lavoro, nella sua ordinanza di rigetto della mia impugnazione, senza nessuna autonoma valutazione si limita a riportare quanto già dichiarato dall’Inps fino all’incredibile affermazione che l’approvazione delle pratiche era necessariamente basata sulla fiducia dell’operato del dipendente e da questo ne fa derivare la violazione del rapporto di fiducia sotteso al rapporto di lavoro dipendente.

Possibile che un giudice del lavoro non sappia che il rapporto fiduciario nella prestazione lavorativa dipendente è tra il lavoratore e il suo datore di lavoro (nel mio caso con l’ente Inps) e non tra due dipendenti e che così ha invece implicitamente dichiarato che i Responsabili dell’ufficio hanno di fatto omesso il controllo (hanno apposto una firma senza controllare) violando il loro rapporto fiduciario con l’Istituto?

Vi ringrazio per l’attenzione e per quanto potrete fare.

25 gennaio

Mauro Gennari