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[CONTRIBUTO] Le nostre vite valgono più dei loro profitti: portare in piazza la rabbia dei lavoratori e delle famiglie delle vittime

LE NOSTRE VITE VALGONO PIÙ DEI LORO PROFITTI

Ogni giorno dei lavoratori perdono la vita sul lavoro fra l’indifferenza dell’opinione pubblica e la colpevole inefficienza dello stato e delle Istituzioni. Gli “incidenti”, sul lavoro, i morti e gli invalidi continuano come se fossimo ancora nell’800, è questa la “modernità” del capitalismo. La Confindustria, l’associazione dei padroni, definisce queste stragi solo dei “fatali incidenti”, “disattenzione degli operai” “tragiche fatalità”; i politici borghesi parlando di “piaga inaccettabile” ma non fanno nulla per impedirle, per perseguire l’omicidio colposo e doloso per cause di lavoro. Invece fanno molto per garantire l’impunità ai padroni e ai loro dirigenti assassini.
Anche i sindacati confederali, che ritengono, legittimo il profitto, e a questo subordinano ogni piattaforma sindacale e ogni legge sul lavoro, continuano a firmare accordi che peggiorano le condizioni di lavoro, dimostrandosi complici di questa mattanza operaia.

Per massimizzare i profitti, il capitale risparmia anche i pochi euro necessari in prevenzione e sicurezza condannando a morte migliaia di lavoratori ogni anno. Protetto da un sistema economico – politico – sociale – legislativo, i padroni sanno che anche in casi d’infortuni gravi in cui perdono la vita più operai, finito il clamore e la protesta operaia, al peggio se la caveranno con un risarcimento pagato dalle assicurazioni.
Da sempre negli innumerevoli processi per i morti sul lavoro e del profitto, i padroni e manager imputati, salvo casi particolari, ottengono l’impunità garantita dalle leggi dallo stato dei padroni. Ecco cosa contiamo noi proletari nella democrazia borghese.
I morti sul lavoro e del profitto, i feriti, gli invalidi, sono morti nostri, di tutti noi lavoratori e pensionati proletari. Lottare per i nostri interessi contro l’intensificazione dello sfruttamento significa difendere la nostra vita.

Portare in piazza la rabbia operaia, dei lavoratori, dei famigliari delle vittime, mettendo al primo punto delle rivendicazioni operaie nei contratti e negli scioperi la sicurezza sul lavoro e nei luoghi di vita, significa difendere i lavoratori, e salvare molte vite umane.

Le nostre vite valgono più dei loro profitti.

Michele Michelino – “Centro di Iniziativa Proletaria C. Tagarelli