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[ITALIA] La commissione di garanzia vieta lo sciopero dell’8 marzo nella scuola: un abuso che non possiamo accettare passivamente

LA COMMISSIONE DI GARANZIA VIETA LO SCIOPERO

DELL’8 MARZO NELLA SCUOLA:

UN ABUSO CHE NON POSSIAMO ACCETTARE PASSIVAMENTE!

Venerdì scorso la commistione di garanzia per l regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici essenziali ci ha recapitato il divieto di poter svolgere lo sciopero dell’8 marzo nella scuola oltre che in altri comparti locali e aziende minori.

Si tratta a nostro avviso di una prevaricazione inaccettabile, se si pensa che proprio il mondo dell’istruzione, oltre ad essere uno dei più colpiti dalla crisi pandemica, rappresenta la categoria con la più alta percentuale di donne in organico.

Tutto ciò in nome del principio di “rarefazione oggettiva”, introdotto nel corpus della Legge 146/90 arbitrariamente grazie alla complicità di Cgil-Cisl-Uil, secondo il quale è vietato scioperare in quelle categorie che nelle settimane precedenti o successive sono state interessate da altri scioperi.

In questo caso la commissione ci ha contestato che la data dell’8 marzo sarebbe troppo a ridosso di 2 scioperi proclamati nella scuola da due piccole sigle di categoria (ATA per il personale non docente e SISA per quello docente) rispettivamente nelle date del 1 e 3 marzo.

È evidente che ci troviamo oggettivamente di fronte a una forzatura, tesa ad assimilare uno sciopero di categoria con uno sciopero generale, col chiaro intento di colpire e indebolire la giornata di lotta dell’8 marzo.

In queste ore il SI Cobas sta valutando assieme ai propri legali se ricorrono i presupposti per opporsi a questo provvedimento attraverso un ricorso amministrativo.

In ogni caso chiamiamo alla massima mobilitazione per l’8 marzo, e rilanciamo la necessità di costruire un percorso di lotta sui luoghi di lavoro per lo scardinamento e l cancellazione di usate assurde normative antisciopero.

SI Cobas nazionale

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Nella foto: insegnanti in lotta negli Stati Uniti. A marzo 2018, migliaia di insegnanti del West Virginia si sono organizzate e hanno fatto sciopero nonostante la legislazione repressiva in vigore nello Stato nel sud-est degli USA: dopo aver bloccato per oltre 10 giorni le istituzioni scolastiche in tutte le contee, hanno vinto ottenendo un aumento salariale del 5% (insieme ad altre rivendicazioni migliorative avanzate dai lavoratori e dalle lavoratrici).