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[ITALIA] Nuovo video sull’aggressione armata contro i lavoratori Fedex licenziati a Piacenza in sciopero a Zampieri Lodi. Le ragioni operaie

NUOVO VIDEO SULL’AGGRESSIONE ARMATA AI LICENZIATI FEDEX

DI PIACENZA A ZAMPIERI TAVAZZANO (LO)

Come abbiamo annunciato nelle scorse ore, pubblichiamo un nuovo video sui fatti di Tavazzano di giovedì notte, utile a sbugiardare in maniera clamorosa e definitiva la goffa versione dei fatti fornita alla stampa dai mazzieri di Zampieri e accreditata come verosimile da alcuni quotidiani nazionali e locali (su tutti il Corriere della Sera e Libertà di Piacenza).

Contrariamente a quanto sostenuto dai sedicenti “lavoratori di Zampieri”, questi ultimi non volevano affatto uscire dal magazzino, ma avevano come unico scopo quello di liberare i cancelli dal picchetto per imporre il passaggio del camion che era alle loro spalle:

https://www.facebook.com/sicobas.lavoratoriautorganizzati.9/videos/400676781132458

Nel video si vede chiaramente (minuto 0:50 circa) che gli uomini di Zampieri si portano ai cancelli con l’unico scopo di sfondare il presidio dei licenziati Fedex di Piacenza per consentire il passaggio del camion: ciò è dimostrato inequivocabilmente dai gesti degli uomini in pettorina arancione che incitano ripetutamente il camion a farsi avanti per forzare il presidio.

Subito dopo, di fronte alla resistenza dei lavoratori di Piacenza (peraltro in netta inferiorità numerica), al minuto 1:00, si vedono gli uomini in pettorina arancione scattare improvvisamente verso un punto preciso del magazzino, nel quale erano stati preordinatamente ammucchiati i pezzi di bancali di legno da cui poter agevolmente ricavare i bastoni.

Successivamente è visibile in primo piano un individuo in pettorina arancione che sfascia un bancale ancora integro: negli stessi frangenti inizia il fitto lancio di bastoni verso gli scioperanti, i quali sono costretti ad arretrare sulla strada nel tentativo di fermare il camion.

Il resto è noto e ampiamente documentato dal video pubblicato su questa pagina la mattina di venerdì e ampiamente circolato sui media nazionali e locali: i mazzieri, una volta sfondato il presidio a bastonate, invadono la strada con lo scopo di liberare definitivamente il passaggio del camion, dopodichè, raggiunto lo scopo, rientrano nel magazzino.

Altro che sequestro di lavoratori che volevano tornare a casa ad opera degli scioperanti!

I sedicenti “lavoratori” sono avanzati all’esterno del magazzino a colpi di sprangate per poi farvi ritorno una volta raggiunto lo scopo di salvare i profitti del boss- Zampieri: il tutto sotto la sapiente regia dei sicari della security aziendale!

Il resto è ormai storia, con il grave ferimento del nostro compagno Abdelhamid: una storia infame che i padroni di Fedex e Zampieri hanno scritto col sangue e che ora tentano di lavare con la menzogna e con l’arte di arrampicarsi sugli specchi!

GIOVEDI NOTTE E’ ANDATO IN SCENA UN TENTATO OMICIDIO NEI CONFRONTI DI UN OPERAIO CHE SI STAVA OPPONENDO AL LICENZIAMENTO.

I FATTI HANNO LA TESTA DURA E I TENTATIVI DI FALSIFICAZIONE DEI PADRONI HANNO I MINUTI CONTATI!

Infine, ci corre l’obbligo di smentire categoricamente un’evidente falsità contenuta nelle dichiarazioni date da Zampieri al Corriere della Sera, relativa ai motivi della protesta all’esterno del magazzino di Tavazzano: queste nulla hanno a che vedere col fatto che i lavoratori di Zampieri non siano sindacalizzati, bensì sono legate unicamente al fatto che i magazzini di Zampieri Holding di San Giuliano Milanese e Tavazzano dal mese di marzo servono da deposito “clandestino” delle merci che fino a quel momento venivano lavorate nell’hub di Piacenza, nel quale, occorre ribadirlo, 280 famiglie hanno perso il lavoro non a causa della crisi, bensì a seguito di una rappresaglia antisindacale che in queste ore è stata definita inaccettabile finanche dal presidente della regione Emilia Romagna Bonaccini e dalla totalità delle sigle sindacali.I boss mafiosi di Zampieri e i loro soci in affari di Fedex possono stare tranquilli: torneremo ancora una volta a bloccare le loro merci, come sempre in maniera pacifica ma disposti a difendere con ogni mezzo l’incolumità dei nostri iscritti.

SI Cobas nazionale