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[STELLANTIS] I licenziamenti non si fermano: altri 30 lavoratori in esubero nella fabbrica Vm di Ferrara

STELLANTIS:

I LICENZIAMENTI NON SI FERMANO!

ALTRI 30 LAVORATORI IN ESUBERO

NELLO STABILIMENTO EX VM DI CENTO!

Ormai i dati occupazionali che arrivano dagli stabilimenti Stellantis Italia, assomigliano ad un bollettino di guerra: sino quasi 4000, sui 12000 impiegati, gli operai licenziati e altri se ne aggiungeranno,senza che sindacati confederali compiacenti, forze politiche e governo Meloni, tutti impegnati nei soccorso all’Ucraina e nel sostegno al genocidio israeliano nei confronti della popolazione palestinese, aprano bocca,di fronte ad un ridimensionamento epocale di Stellantis, che pare più interessata a fare profitti attraversi operazioni finanziarie, piuttosto che occuparsi del rilancio del settore dell’ auto motive.

Gli ultimi esuberi riguardano altri 30 lavoratori dell’ ex VM di Cento di Ferrara, uno
stabilimento che in pochi anni è passato da 1000 dipendenti ai 400 attuali e nel quale a Dicembre 2023, sono stati ” esuberati” 300 lavoratori.

Tutto questo senza alcuna prospettiva se non quella dei profitti e con il conseguente impoverimento di un territorio, non l’ unico, in difficoltà.

Stellantis è solo la punta di un iceberg, di una crisi profonda, infinita, che toccherà tutti i settori lavorativi del paese.

L’economia di guerra,produce effetti sempre devastanti alle condizioni di vita dei settori sociali più deboli, lavoratori,lavoratrici e proletari.

L’ attacco ai diritti, la perdita di potere d’acquisto dei salari, gli attacchi repressivi del governo Meloni, non solo una fosca prospettiva, ma sono qui e ora.

Non possono certo essere i tavoli istituzionali che possono risolvere i problemi, occorre costruire un piano di lotta generale, un duro conflitto, innanzitutto contro il governo Meloni, che è il primo nemico dei lavoratori.

Preoccupano i tentennamenti anche di un certo sindacalismo conflittuale, più attento ai propri equilibri interni, piuttosto che disponibile alla costruzione di una opposizione di classe contro la guerra e contro il governo Meloni.

Lo sciopero generale del 23 febbraio e la successiva manifestazione del 24 febbraio, hanno dimostrato che ci sono i presupposti per poterlo fare.

Altro modo non esiste.

29 marzo,

Si Cobas nazionale