CampaniaCobasdisoccupatiLogistica

[NAPOLI] Assemblea pubblica cittadina per la costruzione di un 1° Maggio di lotta. Uniti contro il governo Meloni

Assemblea pubblica cittadina per la costruzione di un 1° Maggio di lotta.
Sabato 13 aprile, ore 15, Mensa Occupata

1° MAGGIO:

CONTRO GUERRE, CAROVITA, SFRUTTAMENTO E DISOCCUPAZIONE;

UNITI CONTRO IL GOVERNO MELONI

Le condizioni di vita e di lavoro della gran parte della classe lavoratrice in Italia sono oramai disastrose.
L’aumento vertiginoso dei prezzi prosegue senza sosta, e il costo degli affitti, dei mutui, del carburante e delle utenze sono alle stelle. Di fronte all’aumento dell’inflazione e della speculazione i salari sono fermi da anni, e il loro potere d’acquisto è in continua diminuzione: in termini reali, le buste-paga di un operaio si sono impoverite di circa 300 euro al mese. Le nuove assunzioni vengono sono sempre più precarie, con livelli contrattuali più bassi, con contratti a termine e senza diritti e tutele. I licenziamenti, mandano per strada centinaia di lavoratori ogni giorno, nel mentre le grandi aziende continuano a delocalizzare beneficiando di tutele e regalie fiscali di ogni tipo.
Secondo i recenti dati Istat, ben 5,7 milioni di proletari (praticamente un italiano su 10) versano in uno stato di povertà assoluta, con conseguenze particolarmente drammatiche sul diritto alla salute, oramai tale solo per chi ha il privilegio di potersi curare privatamente. Il sistema sanitario pubblico è sempre più allo sfascio dopo decenni di tagli, e obbliga a liste d’attesa interminabili: l’Italia ha una spesa sanitaria di oltre 700 euro pro-capite in meno della media europea.

A questo si aggiunge la mattanza sui luoghi di lavoro, con un ritmo di 3 morti al giorno: morti causate dal taglio dei costi della sicurezza e dalla riduzione dei controlli sulle aziende: tutto ciò in nome della corsa al profitto senza limiti.
Questa tendenza si è ulteriormente aggravata a causa della guerra, che è il mezzo con cui governi e padroni provano a spartirsi il mondo e a rilanciare i propri profitti tramite l’industria bellica e il business delle ricostruzioni. Il conflitto in Ucraina, che vede scontrarsi le principali potenze mondiali su un territorio devastato e il genocidio del popolo palestinese ad opera del regime sionista di Israele, sono i due teatri principali di uno scontro che si acuisce ad ogni angolo della terra (Africa, Pacifico, Medioriente) e che può deflagrare da un momento all’altro in una terza guerra mondiale tra potenze nucleari: un ipotesi che oramai viene ventilata apertamente da numerosi leader europei.

Il governo italiano di Meloni e Fratelli d’Italia è in prima fila nello scontro in atto e nella corsa al militarismo: i contingenti italiani all’estero aumentano, così come è in aumento la spesa militare.
Ed è proprio l’aumento delle spese militari che va a comprimere ulteriormente la spesa per sanità, scuola, trasporti e servizi sociali, che sono ai minimi storici.
Al Sud le sacche di marginalità crescenti si sono acuite dopo il taglio del Reddito di cittadinanza e l’assenza di garanzie occupazionali: un quadro che rischia di aggravarsi ulteriormente con l’approvazione della legge sull’autonomia differenziata promossa dal leghista Calderoli.

La repressione contro le lotte sindacali e sociali arriva fin dentro le scuole: la riforma Valditara dell’istruzione è l’esempio più lampante dell’opera di disciplinamento sociale in atto.
Questa barbarie pone sempre più all’ordine del giorno la messa in discussione complessiva del sistema capitalistico. Decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici, disoccupate e disoccupati, e masse sempre più ampie e coscienti di giovani, stanno tornando a riempire le piazze per combattere contro le guerre, e contro miseria e sfruttamento.
In questi mesi, migliaia di studenti e di giovani di origine araba hanno manifestato la loro rabbia contro il massacro nella striscia di Gaza compiuto dal macellaio Netanyahu, unendosi agli scioperi e alle mobilitazioni dei lavoratori contro la guerra e l’economia di guerra e in sostegno della resistenza delle masse palestinesi, come nel caso dello sciopero generale lanciato lo scorso 23 febbraio dal SI Cobas e della grande manifestazione del giorno successivo a Milano.

Lo sciopero e la mobilitazione sono le uniche armi a nostra disposizione per contrastare i piani dei padroni e del governo, e quando vengono praticati con determinazione permettono un miglioramento delle condizioni salariali e di vita. Le lotte sui territori e le vertenze parziali rappresentano spesso un argine allo sfruttamento, alla chiusura degli ospedali e dei plessi territoriali, all’ emergenza abitativa, garantendo spesso risultati tangibili come miglioramenti salariali, riaperture di scuole ed ospedali, assegnazioni di case e piccole ma significative conquiste.
Ma la dimensione internazionale della crisi impone un collegamento delle lotte in un’ottica anticapitalista e internazionalista.
Mentre riaffiora ovunque il veleno nazionalista e razzista, i lavoratori e i proletari non hanno alcuna bandiera da difendere e nessuna patria per cui andare a morire, bensì un nemico comune contro cui lottare: i padroni e i loro governi, in Italia e negli USA così come in Russia ed Ucraina.

Contro l’economia di guerra occorre costruire un movimento di massa organizzato e cosciente che si opponga ai piani del nostro governo, dell’UE e della Nato.
Gli sciacalli e gli opportunisti di turno non aspettano altro che le prossime tornate elettorali per poterci venire a raccontare la balla dell’unità delle sinistre contro i fascismi.
Ma noi sappiamo bene che i governi di centrosinistra sono stati i primi artefici della situazione attuale, e i sedicenti “democratici” sono anche oggi in prima fila nella corsa al militarismo, nel sostegno all’invio di armi in Ucraina e allo stato di Israele responsabile del genocidio a Gaza e di 75 anni di occupazione coloniale e di saccheggio delle terre palestinesi.
Oggi più che mai è necessario rilanciare l’autonomia di classe a partire dall’opposizione alle politiche di macelleria sociale portate avanti dal governo Meloni.

Per questo lanciamo un invito pubblico per un’assemblea cittadina, il 13 Aprile, nel cortile della Mensa Occupata a via Mezzocannone 14, per costruire insieme una grande manifestazione cittadina contro il governo, le istituzioni e i padroni nella giornata internazionale di lotta dei lavoratori e delle lavoratrici: il 1° Maggio.

NESSUNO TI DIFENDE DA CRISI E PADRONI, COMINCIA A LOTTARE
– contro l’economia di guerra e tutte le guerre imperialiste
– aumenti salariali immediati e riduzione dell’orario di lavoro
– riduzione delle spese militari e patrimoniale sulle grandi ricchezze per finanziare il diritto alla salute, all’istruzione, alla casa, ai trasporti per tutti.
– lavoro stabile o salario salario garantito per tutte e tutti i disoccupati
– per il diritto allo studio e ad una formazione libera e gratuita.

promuovono:
SI Cobas Napoli, Caserta e Salerno
Movimento di lotta Disoccupati 7 novembre
Laboratorio Politico Iskra
Tendenza Internazionalista Rivoluzionaria
Occhio di Classe
FGC Napoli e Salerno